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LIBRI




                                                            Andrea Rispoli
                                                  Rivoli. La nascita di un condottiero
                                                Laurus Robuffo, 2022, pp. 232, euro 22,00

                                            Il 15 maggio 1796, il generale Bonaparte entrò in Milano a
                                         capo di quella giovane armata che aveva varcato allora il ponte di
                                         Lodi e mostrato al mondo che dopo tanti secoli Cesare e Alessandro
                                         avevano un successore. I prodigi di genio e di ardimento cui l’Italia
                                         assistette nel giro di pochi mesi ridestarono un popolo addormentato.
                                            Ben si addice il famoso “attacco” de “La Certosa di
                                         Parma”  di  Stendhal  per  presentare  questo  libro  del
                                         Generale di Corpo d’Armata Andrea Rispoli, perché la
                                         ricostruzione  delle  gloriose  giornate  di  Rivoli  (quello
                                         veronese, non quello torinese, per chi non conosce e
                                         cerchi su internet) è fatta con un entusiasmo - che si
                                         avverte genuino - che richiama sia quello dello scrittore
               francese (testimone oculare degli eventi) sia quello del suo immortale protagonista,
               Fabrizio Del Dongo. Ma l’entusiasmo non sovrasta l’accuratezza dei particolari tec-
               nici, che evidenziano da una parte l’estrazione professionale dell’Autore, dall’altra la
               conoscenza dei luoghi stessi della battaglia. Ma non si pensi ad un pesante “matto-
               ne” infarcito di termini conoscibili solo agli iniziati della materia “tecnica militare”,
               con una miriade di note a piè di pagina e di rimandi a studi accademici e scientifici,
               che rendono qualsiasi testo pesante ed autoreferenziale.
                  Al contrario, lo stile è agile, le spiegazioni semplici e strettamente necessarie; la
               scelta di far riferimento continuo a precise citazioni dei protagonisti o di testimoni
               oculari fa quasi dimenticare di star leggendo una monografia storica, quanto piut-
               tosto un molto più leggero romanzo storico. Ed il perché di questa scelta viene
               compiutamente spiegata dall’Autore stesso: La narrazione di una battaglia è attività com-
               plessa e faticosa, i tecnicismi sono indispensabili, ma l’abuso rende l’esposizione caotica e faticosa
               per il lettori non esperti di strategia militare; le indicazioni topografiche sono necessarie, ma per
               essere chiare richiedono che la lettura sia accompagnata dalla costante consultazione di una carta
               geografica, e ciò non è sempre agevole; l’elenco di tutti i reparti impegnati nei combattimenti è mate-
               ria interessantissima, ma rivolta, anch’essa, ad un pubblico specializzato. Pertanto si è cercato di
               conciliare le diverse esigenze e trovare un equilibrio per proporre una narrazione avvincente e al
               contempo  esauriente  e  non  banale.  Mission  Accomplished,  verrebbe  da  rispondere
               all’Autore, aggiungendo che con queste poche righe ha anche auto-recensito il libro!
                  Un libro, quindi, che si fa consigliare sia ai neofiti, che vogliono avvicinarsi ad
               una  maggiore  conoscenza  dell’epopea  napoleonica  e,  insieme  ad  essa  -  per  gli
               intrecci storici di 230 anni fa - ad una più approfondita della nostra stessa storia
               patria, sia agli appassionati del genere “Storia Militare” ed in particolare della figura
               del Grande Còrso. Infatti non si pensi che le 224 pagine di cui si compone l’opera
               si riferiscano esclusivamente ai giorni della battaglia: i rimandi agli antefatti, spiegati
               in maniera rapida - per non appesantire l’armonia dell’opera stessa -, ma estrema-
               mente precisa e soprattutto che li lega agli eventi protagonisti; l’accenno a fatti suc-
               cessivi, che chiariscono gli esiti “lunghi” della battaglia e, più in generale, della
               Campagna d’Italia; la descrizione anche intima dei personaggi più importanti che
               animano la scena storica in questione; la spiegazione e lo svelamento di curiosità
               su fatti, cose e persone, tutto ciò contribuisce a creare un libro la cui lettura mi
               sento di raccomandare a chiunque, perché l’Autore è comunque riuscito a creare
               quasi una “summa” della vita di Napoleone e dell’epoca storica a lui indissolubil-
               mente legata.


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