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LIBRI
Balbi Giuliano, De Simone Federica, Esposito Andreana,
Manacorda Stefano
Diritto penale e intelligenza artificiale. “Nuovi Scenari”
Giappichelli editore, 2023, pp. 208, euro 26,60
In un contesto di forte concorrenza globale, la tec-
nologia digitale diventa una parte sempre più centrale
di tutti gli aspetti della vita delle persone. Essa è già
presente nella nostra vita quotidiana e se volessimo lan-
ciarci in previsioni di lungo termine potremmo citare
Stephen Hawking, che durante la Conferenza Zeitgeist,
tenutasi a Londra a maggio del 2015 sostenne che nel-
l’arco dei prossimi cento anni, l’intelligenza dei computer supere-
rà quella degli esseri umani.
L’utilizzo dei software di intelligenza artificiale (IA)
nel contesto processuale rappresenta l’ultima evoluzione di questo rapporto così
complesso, che unisce nuove tecnologie e giurisdizione penale. Evidenziando il
rischio che tale utilizzo può comportare, gli strumenti in questione impiegati
soprattutto in funzione di prevenzione o di investigazione dei reati, potrebbero
convertirsi in vere e proprie “tecnologie di controllo”, a detrimento dei diritti fon-
damentali dell’individuo. Affinché non si avveri questa profezia, è necessario riflet-
tere sui limiti e sulle potenzialità applicative degli strumenti in esame per offrire
un’alternativa attendibile al legislatore e ai soggetti che operano nel sistema di giu-
stizia penale. Da qui sorge il quesito da cui muovono le riflessioni degli autori del
libro: può l’intelligenza artificiale essere di ausilio per un processo penale più giusto
ed efficiente?
La questione non è così lineare. Mentre l’intelligenza artificiale può aprire la
strada a una giustizia più efficiente, il suo uso indiscriminato in determinati settori,
può comportare allo stesso tempo gravi rischi per la libertà, il libero sviluppo della
personalità e la privacy personale dei cittadini. Nondimeno, è opportuno inquadra-
re i rischi ingenerati dall’utilizzo di tali tecnologie laddove le forze di polizia
dispongano di un sistema di riconoscimento facciale la cui funzione “real time”
potrebbe ritenersi illegittima dal Garante per la protezione dei dati personali, per-
ché priva di un’adeguata base legale, ma anche a problemi connessi all’impiego
delle innovazioni del diritto penale agroalimentare che se non attentamente rego-
lato, rischia di compromettere il sistema della sicurezza alimentare, esposta a forme
di aggressione sempre più insidiose.
Il libro mette in rilievo le problematiche relative alla questione della possibile
attribuzione di responsabilità, anche penale, ad entità diverse dall’uomo e a dire il
vero non è una novità, tant’è che basta ricordare il filosofo dell’antica Grecia
Platone, che ne le Leggi, in un dibattito giusfilosofico attribuiva la responsabilità
anche ad animali e cose. La questione della responsabilità, anche penale, derivante
dall’azione nociva del sistema IA è ormai diventata essenziale, ma le cose tuttavia
sono complesse: si evidenziano infatti, le molte carenze e i difetti sul piano dell’or-
ganizzazione, programmazione e produzione risultando al contempo insufficiente
a fornire una copertura di tutela, con finalità strettamente preventive, in relazione
a tutti i rischi e in particolare a quelli di derivazione tecnologica.
È possibile allora che il GDPR possa rafforzare la fiducia delle persone tutelan-
do i loro dati anche nel nuovo mondo della IA?
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