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LIBRI
verso orizzonti ambiziosi prenditoria connivente. siciliano, di non lasciarsi
in termini di volumi del È storia vecchia questa, ma “scantare” da chi vuole
patrimonio e di obiettivi mai sufficientemente tenu- “mascariare” la verità per
che vanno ben al di là dei ta nella debita considera- poi giustificare ogni conclu-
confini locali e nazionali. zione. sione e chiudere i conti con
È qui che la trattazione Proprio questo modus ope- un tombale “se l’è cercata”.
della materia ha la sua randi conserva infatti al È questo un modo di ucci-
espressione didattica, potere mafioso una sorta di dere una persona due volte,
diventa un manuale parti- aura sensoriale di sovranità, senza che diventi un eroe, e
colarmente ricco di inchie- che la rende gestore se mai dovesse accadere,
ste dei traffici e delle colle- “occulto e accolto” del ter- allora sarà il dubbio, appena
ganze che ruotano attorno ritorio, un potere che instillato in modo subdolo,
alle mafie locali siciliane, sovraintende e “compone” che farà il suo corso. Ma c’è
una disamina degli intrecci vicende, allontanando così chi non crede che andrà
tra mafia e politica, del sin- la “fame” di Stato di diritto, così.
golare parallelismo di mar- quello che invece non com- Ci piace dire che Paolo
cia tra affari sporchi e affari pone affatto, ma garantisce Borrometi è solo uno di
legali “di facciata”, una imparzialmente contro i noi, che non smette di
costellazione di violenze e torti. È con questo metodo sognare e incita gli altri, i
sfruttamento, un trattazio- che il malaffare si impos- giovani soprattutto, a cre-
ne impietosa delle guerre sessa del territorio, si fa dere nella verità, a nutrire
tra clan che si contendono temere e apprezzare al speranza, sempre e comun-
il mercato della droga, delle tempo stesso, e manda que, perché nessuno è
armi, dei voti. messaggi capaci di scorag- invincibile, nemmeno la
Si tratta di un lavoro di giare chiunque. “Picca mafia, e ci sta insegnando
inchiesta rigoroso e docu- n’avi”, si dice in giro del che le uniche battaglie che
mentato e che ha il pregio Borrometi, cioè resta poco non si possono vincere
di andare perfino oltre, di da vivere al Borrometi, e sono quelle che non si
affrontare quegli atteggia- non è dialetto minimalista, affrontano nemmeno.
menti e quella mentalità ma linguaggio forte, pro- Chiuse le ultime pagine del
passiva, che sono la vera prio del clan. libro, oltre a dire che Paolo
cassaforte dell’illecito. Non ci sarebbe piaciuto Borrometi è uno di noi,
Dunque c’è dell’altro, così tanto questo saggio se avvertiamo il bisogno di
appunto perché l’autore alla fine non avessimo tro- dire qualcosa di più, perché
non si accontenta della vato un autore estrema- se è vero che l’efficacia dei
denuncia e della ricerca mente umano, poco eroe, rimedi dipende dalla cono-
della catena di comando e anzi con le sue tante paure, scenza che si ha delle
delle ragioni di reati efferati, i timori per i suoi cari, per i malattie, allora all’autore
ma vuole riproporre a suo “suoi angeli custodi” i dobbiamo dire sicuramente
modo una preziosa analisi ragazzi della scorta, per la anche un grazie per questo
di quel virus pernicioso che sua vita, se non avessimo libro, augurandoci che sia
è la ricerca del consenso sul trovato il racconto di come solo il primo.
territorio da parte della e quanto sia necessario con-
mafia, la sponda amica della trastare la delegittimazione, Colonnello
politica e quella dell’im- l’isolamento e, per dirla in Michele Lippiello
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