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CARABINIERI DA RICORDARE
resto a Villa Savoia (oggi villa Ada), Benito Mussolini.
Lo avevano messo di guardia e da una finestra doveva
controllare la sottostante via Legnano, oggi via Carlo
Alberto Dalla Chiesa, per prevenire eventuali assalti mi-
rati alla liberazione del prigioniero. “Per fare dei segnali
– è il suo racconto – mi avevano dato una torcia. I fascisti
non avevano deposto le armi, alcuni sparavano da Monte
Mario, si verificavano scontri per strada e anche sui tram.
Andare in giro era estremamente pericoloso”. Poi la cattura
da parte dei tedeschi e la deportazione. “Dopo l’8 set-
tembre – continua il suo racconto – i tedeschi ci hanno
lasciato fare il nostro servizio d’istituto, avevamo al braccio
una fascia con la scritta polizia-polizei. Volevano che pren-
dessimo i giovani che potevano essere militari. I nostri uf-
ficiali rifiutarono”.
Censi ha ricordato perfettamente il 7 ottobre di 82 anni GINO CENSI MOSTRA LA CINGHIA INDOSSATA NEL PERIODO DI PRIGIONIA
fa, quando la Legione Allievi, dove erano stati condotti
anche altri militari dell’Arma in servizio nella Capitale, Mascarello e aveva indicato come indirizzo ‘presso il co-
venne circondata dai tedeschi. Segue il trasferimento mune di Diano Marina’. Diversi anni fa Censi, passando
verso le stazioni Ostiense e Trastevere, dove è iniziato da quelle parti, aveva cercato di rintracciarla ma gli era
il lungo calvario sui carri merci, tristemente noti per il stato risposto che la signora si era trasferita altrove. Suc-
motto “cavalli 8 uomini 40”, con destinazione la Ger- cessivamente è venuto a sapere del suo decesso.
mania, durato ben otto giorni. Una volta giunti a Monaco, un brigadiere di nome Ma-
Questo perché il treno non aveva seguito la via più breve sala, che svolgeva anche le funzioni di interprete, aveva
del Brennero ma era passato per Ventimiglia, Lione, la fatto presente la possibilità per una novantina di uomini
Foresta Nera e Monaco. La destinazione finale sarà dell’Arma di andare a lavorare in un campo a Moo-
Moosburg, nei pressi di Rosenheim, dove verrà final- sburg, nei pressi di Rosenheim. Si trattava di un ma-
mente liberato dagli alleati il 16 aprile 1945. gazzino militare dove c’erano coperte, stufe ed altri
Censi non passò come altri commilitoni dalle ‘Caserme materiali da mandare al fronte dopo averli caricati sui
Rosse’ di Bologna, centro di raccolta e smistamento ini- carri merci. Censi sarà uno di loro. Nel magazzino svol-
zialmente per militari e successivamente anche per civili geva praticamente le funzioni di capo reparto, il lavoro
rastrellati, di cui parlerò più avanti. però, ha ricordato, era particolarmente faticoso e il cibo
Tornando al trasferimento in Germania, durante una scarseggiava. A testimoniare quel doloroso periodo era
sosta nella stazione di Diano Marina, nei pressi di Im- rimasta la cinghia, che ogni tanto, per tenere su i pan-
peria, Censi e altri commilitoni erano riusciti a scrivere taloni, riceveva nuovi buchi fatti con il filo spinato.
dei biglietti con il loro nome e l’indirizzo delle famiglie Nei pressi del magazzino si trovava una cartiera dove
e a lanciarli sulle rotaie. lavoravano una ventina di deportate russe o ucraine con
Alcune ragazze del luogo li avevano raccolti provve- le quali avveniva uno scambio del poco cibo disponibile.
dendo così ad avvisare i congiunti dei militari. Quella Del periodo della prigionia, Censi ricorda anche un ma-
che aveva scritto a sua madre si chiamava Mina Novaro resciallo dell’Arma di nome Giuseppe Briguglio, sici-
70 NOTIZIARIO STORICO DELL’ARMA DEI CARABINIERI - N. 5 ANNO X

