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                 L’albero che spacca i sassi                piante grazie al suo apparato radicale robusto. Tuttavia, la
                 Per quanto sia di legno duro e durabile; per quanto ben radi-  sua capacità di tollerare l'ombra gli permette di vivere anche
                 cato al suolo, grazie al suo apparato radicale profondo e  sotto la copertura di altre chiome.
                 robusto, tale da insinuarsi tra la piccole fenditure delle rocce  Il suo areale è invece tipicamente circummediterraneo, con
                 e lentamente, col tempo, aprirle a poco a poco sino a spac-  un centro di gravità spostato verso le regioni asiatiche e bal-
                 care il sasso; per quanto stabile e ben equilibrato, grazie alla  caniche.
                 sua chioma armoniosa ed espansa, neppure il bagolaro, così  Come lo posso riconoscere. Il bagolaro ha una corteccia
                 come alcun mortale, può sfuggire al destino di crol-  color grigio chiaro e un tronco abbastanza tozzo, che
                 lare, un giorno, inevitabilmente al suolo, magari  si ramifica a poca distanza dal suolo. Il miglior
                 in una notte di tempesta. Se vi è infatti un        metodo per riconoscerlo è l'osservazione delle
                 evento funesto, che al meglio esprime l'in-          foglie:  la  base,  come  spesso  si  manifesta
                 sondabile  incertezza  che  la  nostra               nella famiglia delle ulmaceae, è asimmetri-
                 condizione umana ci costringe ad affronta-            ca (un lobo più grande dell'altro). La pagina
                 re, e la spietatezza che la Natura esercita           superiore è ruvida,  di colore verde scuro, il
                 con tutti gli esseri viventi, nessuno escluso,       margine è seghettato, l'apice è acuminato
                 e massima per i vigili di sensi, questo è pro-       (formato  dall'intersezione  della  convessità
                 prio l'albero che si abbatte sull'uomo ignaro,      dei margini) e falcato (storto verso destra o
                 al suo passaggio.                                 sinistra). Il frutto è una piccola bacca nera, detta
                 Dove lo posso trovare. Per osservare facilmente  "bagola", commestibile e appetita dagli uccelli.
                 un esemplare di Celtis australis è meglio recarsi in un parco,  Cosa ci posso fare. Il legno è ottimo per mobili e per lavori
                 o lungo un viale alberato, piuttosto che cercarlo nei boschi,  al tornio. È pregiato come quello del "cugino" olmo. Con la
                 dove si incontra abbastanza di rado. Ovviamente, trovarlo  corteccia e le radici si può ottenere un pigmento utile per
                 dentro il bosco suscita tutt'altro stato d'animo. Allora biso-  colorare i tessuti di giallo. È scontato aggiungere che la pian-
                 gnerà cercarlo in quelli a impronta termofila, anche fino a  ta va preservata e difesa dai tagli indiscriminati che spesso
                 mille metri, magari cercando stazioni rocciose, addirittura  si verificano nei cedui.
                 calcaree, dove il bagolaro vince la concorrenza con altre              Cristiano Manni


                 Un piccolo trampoliere                     Scandinavia diretti in Africa, stazionano per periodi anche
                 Le praterie sommitali rocciose dei rilievi alpini che supe-  piuttosto lunghi nelle aree sommitali dei rilievi montuosi
                 rano  i  2.000  metri,  ospitano  un  raro  e  misterioso  alpini ed appenninici, ricchi di insetti e con habitat simili a
                 trampoliere, che in Italia nidifica solo eccezionalmente in  quelli delle zone di riproduzione.
                 aree circoscritte delle Alpi,  mentre nel nord Europa popo-  Molti degli esemplari che transitano in Italia mostrano un
                 la le tundre artiche e gli altipiani a quote che scendono  comportamento piuttosto confidente, tanto che l'osserva-
                 fino a livello del mare.                          tore  fortunato  potrà  facilmente  ammirare,
                 Il Piviere tortolino nella nostra penisola è          anche se sprovvisto di binocolo, lo splen-
                 considerato un “relitto glaciale”, il suo               dido  piumaggio  criptico  con  tonalità
                 regno è rappresentato dai tipici pae-                    bruno olivastre, più scuro sul dorso,
                 saggi  della  Scozia  e  della                            con le tipiche ed evidenti sopracci-
                 Scandinavia,  dove  gli  alberi  non                      glia bianche che risaltano sul capo
                 riescono a crescere per le condizio-                     nero.
                 ni climatiche estreme ed il paesaggio                   Chi incontra il Piviere tortolino duran-
                 è dominato da muschi, erbe e rari arbu-                te  le  escursioni  in  montagna,  rimane
                 sti dispersi tra le rocce. In questi ambienti       affascinato dai movimenti aggraziati, ritmici
                 estremi,  il  Piviere  tortolino  caccia  cercando  ragni,  ed  agili  degli  esemplari  che  svolazzano  in  branchi
                 coleotteri e cavallette che saltano tra le rade erbe e si  numerosi trai morbidi pendii delle praterie sommitali delle
                 riproduce costruendo il nido trai sassi  affioranti dal ter-  montagne, dai curiosi trampolieri che si muovono veloce-
                 reno.                                      mente tra le rade erbe delle praterie con corse veloci e
                 Il suggestivo incontro con questo animale può avvenire nel  frequenti,  interrotte  dalla  tipica  posizione  immobile  di
                 mese di settembre, durante il flusso migratorio post ripro-  allerta, con la testa eretta per scrutare eventuali pericoli.
                 duttivo, quando i contingenti nordici che scendono dalla              Simone Cecchini

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