Page 19 - Forestale N. 71 novembre - dicembre 2012
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Il Forestale n. 71  21-11-2012  9:39  Pagina 20











                                                            praticata con tecniche illegali (uso di lacci, reti,
                                                            tagliole, esplosivi, da automobili, da natante ecc.);
                                                            la caccia e la pesca di animali che appartengono a
                                                            specie protette, ad esempio perché in pericolo di
                                                            estinzione; la pesca effettuata usando tecniche
                                                            illegali (esplosivi, corrente elettrica, veleni, pesca
                                                            con autorespiratori, raccolta dei datteri di mare,
                                                            ecc.); la cattura di pesci al di sotto le misure mini-
                                                            me; la pesca di una quantità di pesci superiore al
                                                            massimo giornaliero consentito.
                                                            Se volessimo definire il bracconiere, potremmo
                                                            considerarlo “un cacciatore che viola le leggi cat-
                                                            turando specie protette e utilizzando mezzi
                                                            illeciti, non selettivi (cioè non in grado di
                                                            distinguere tra le varie specie) e che spesso sono
                                                            estremamente dolorosi per l’animale”. Eppure in
                                                            alcune regioni italiane sopravvivono delle tradi-
                                                            zioni che, in contrasto con le leggi dello Stato e
                                                            magari in nome di un buon piatto al ristorante,
                                                            provocano danni profondi ed irreparabili alla
                                                            fauna e all’intero ecosistema.
                                                            Il bracconaggio, che resta tuttora un fenomeno
                                                            complesso e poco conosciuto, col tempo ha
                                                            assunto sempre più dimensioni “imprenditoria-
                                                            li”, in grado di alimentare numerosi traffici illeciti
                                                            di associazioni criminali.
                                                            La complessa normativa che regola il settore
                                                            venatorio dev’essere conosciuta in modo appro-
                                                            fondito da tutti i cacciatori e anche da chi
                 caccia, la selvaggina ha acquisito lo status di “patri-  cacciatore non è, ma vive ed opera in campagna.
                 monio indisponibile dello Stato” mentre il  La legge ha lo scopo essenziale di garantire non
                 bracconaggio è diventato un reato. Solo chi eserci-  solo la compatibilità fra la caccia e l'ambiente
                 ta la caccia con regolare licenza di porto di fucile e  naturale, ma soprattutto quello di tutelare l'inco-
                 nel rispetto delle norme di legge  può prelevare,  lumità degli uomini.
                 mediante l'abbattimento, i capi di fauna selvatica  Nell’ambito del Corpo forestale dello Stato, pres-
                 cacciabile nel numero consentito diventandone  so la Divisione 1^ dell’Ispettorato Generale,
                 legittimo proprietario. Qualsiasi altra forma di  opera ormai da molti anni il NOA (Nucleo
                 abbattimento o cattura di fauna selvatica è consi-  Operativo Antibracconaggio), istituito nel 2005.
                 derata bracconaggio e pertanto perseguibile  In realtà le attività del Nucleo si possono far risa-
                 penalmente. È un errore comune ritenere che la  lire ancor più indietro negli anni, all’attuazione
                 differenza tra il regolare cacciatore ed il bracco-  della Legge n. 157 dell’11 febbraio del 1992; per-
                 niere sia da rinvenire nel possesso della  licenza di  tanto il NOA vanta al suo interno personale
                 porto di fucile uso caccia. Oggi per bracconaggio  dotato di professionalità ed esperienza maturata
                 si deve intendere: la caccia e la pesca all'interno di  da molti anni. In primo luogo il NOA, ha il com-
                 aree protette; la caccia e la pesca fuori dagli orari  pito di dirigere da un punto di vista tecnico le
                 e dai periodi prestabiliti; la caccia e la pesca pra-  grandi operazioni condotte per combattere la
                 ticata senza l'apposita licenza; la caccia su terreni  piaga del bracconaggio nelle zone maggiormente
                 privati recintati o chiusi con muri; la caccia di ani-  a rischio, coordinando  le strutture territoriali. Le
                 mali di proprietà o per i quali qualcun altro ha  principali attività che vengono compiute nel corso
                 legalmente il diritto esclusivo di caccia; la caccia  dell’anno a tutela delle specie protette sono:



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