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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione




                    Questo ampliamento di competenze ha trasformato lo psicologo da sempli-
               ce perito a consulente investigativo a pieno titolo, coinvolto nella raccolta e ana-
               lisi delle prove. Questa evoluzione non solo ha condotto la psicologia a integrarsi
               nelle scienze forensi, ma ha conferito alla disciplina caratteristiche investigativi
               che ne trasformano radicalmente il ruolo.
                    La data del 7 dicembre 2000, dunque, segna non solo una riforma legislati-
               va, ma l’istituzione di una nuova f gura professionale: quella dello “psicologo
               investigativo”.  Questa  f gura  si  trova,  da  quel  momento  in  poi,  direttamente
               coinvolta nello studio e nella ricostruzione dei fatti, assumendo un ruolo attivo
               nel processo penale. non più limitata all’indagine psicogenetica tradizionalmen-
               te utilizzata in sede processuale, la psicologia forense ha iniziato a partecipare atti-
               vamente all’investigazione, contribuendo con metodologie avanzate e tecniche
               d’avanguardia alla risoluzione dei casi.
                    Il nuovo ruolo dello psicologo all’interno delle scienze forensi ha portato
               alla  luce  l’importanza  della  sua  professionalità  nel  contesto  della  criminologia
               applicata. La sua capacità di analizzare il comportamento deviante, che si manife-
               sta come una trasgressione dei valori sociali dominanti, è diventata uno strumento
               essenziale per comprendere la natura del crimine violento. Attraverso l’analisi del
               modus operandi dell’aggressore, la scelta della vittima e le condizioni che facilita-
               rono la realizzazione dell’atto criminale, lo psicologo è potenzialmente in grado di
               tracciare un prof lo della personalità dell’autore del crimine, fornendo agli investi-
               gatori un quadro più chiaro delle dinamiche sottostanti all’evento criminoso.
                    oltre a concentrarsi sull’autore del delitto, lo psicologo ha iniziato a dedica-
               re particolare attenzione allo studio della vittima, riconoscendola come un ele-
               mento chiave che collega la scena del crimine all’autore dell’azione delittuosa. In
               questo nuovo approccio, la vittima non è più vista solo come un soggetto passivo
               dell’azione criminosa, ma come un testimone silente che porta con sé i segni del-
               l’evento. La sua posizione sulla scena del crimine, le ferite riportate e le azioni
               inf itte dall’aggressore, che spesso vanno oltre il necessario per causarne la morte,
               diventano elementi fondamentali per ricostruire il percorso logico-simbolico del-
               l’aggressore e per comprendere le sue motivazioni.
                    L’osservazione della scena del crimine richiede una combinazione di com-
               petenze storiche, multidisciplinari e interdisciplinari. In queste situazioni, lo psi-
               cologo  forense  non  solo  fornisce  una  valutazione  specialistica,  ma  collabora
               anche con altri esperti per integrare e correggere diverse tipologie di analisi.
                    Questo approccio olistico permette una comprensione più completa delle
               dinamiche criminose, migliorando la qualità delle indagini e contribuendo in
               modo signif cativo alla ricerca della verità processuale.

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