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RISERVA SELEZIONATA DELL’ARMA DEI CARABINIERI
provenienti dalla società civile, che avessero particolari requisiti e che potessero
rappresentare un valido supporto nei processi organizzativi ed operativi
dell’Arma dei Carabinieri.
“La società cambia rapidamente - spiega il Generale di Divisione Vittorio
Tomasone, comandante della Scuola Ufficiali - e il progetto della Riserva Selezionata
ci permette di impiegare risorse di elevatissima professionalità con un investimento mirato e
misurato, proprio per rispondere alle esigenze investigative ed organizzative che stanno mutan-
do rapidissimamente. È un tema a cui il Governo e in particolar modo il Signor Ministro
della Difesa hanno dedicato grande attenzione, permettendoci un processo selettivo veloce, snel-
lo ed efficace, alla fine del quale adesso possiamo concentrarci sia sulla fase formativa, che
ovviamente non riguarda gli aspetti professionali in quanto sono tutte figure di altissimo pro-
filo, sia sulla fase addestrativa, che di contro essendo civili ha alcune lacune, ma sarà nostro
compito colmarle per creare Ufficiali dei Carabinieri completi”.
Il progetto della riserva selezionata è un’idea antica che rimanda alla cosiddetta
legge “Marconi”, ovvero la necessità per le Forze Armate di chiamare in servi-
zio per un periodo limitato dei professionisti, e il primo fu, appunto, Guglielmo
Marconi. Già allora le esigenze belliche della prima guerra mondiale avevano
aperto le porte ad una nuova figura, l’Ufficiale di Complemento, creata per quei
cittadini di cultura superiore che furono mobilitati o accorsero volontari alle
armi come soldati semplici senza l’ambizione di avere “gradi”, ma, stante la
scarsità all’epoca di soggetti con buona preparazione culturale, furono avviati
in modo quasi coatto ai corsi accelerati per il ruolo di quadri di complemento,
con la qualifica di “aspirante” o “allievo ufficiale”. Si arriva poi al caso
“Marconi”, quando si andavano sviluppando le prime telecomunicazioni, e si
intuì che potevano avere un ruolo strategico in ambito militare. Così, il
Governo dell’epoca per permettere il transito di Guglielmo Marconi dai ruoli
dell’esercito a quelli della Marina che stava implementando il proprio settore
delle trasmissioni a beneficio dell’intero apparato militare, conferì a Marconi il
grado di Capitano di Corvetta della Regia Marina con R.D. del 31 agosto 1916,
fino a nominarlo Capitano di Vascello con l’art. 4 del Regio Decreto n. 819 del
1932.
Da lì si giunge direttamente ai giorni nostri con la legge 66 del marzo 2010 in
cui viene introdotta la figura dell’Ufficiale della Riserva Selezionata, ovvero,
professionisti della vita civile che potessero essere “presi in prestito” per un
periodo circoscritto per essere impiegati o in particolari reparti o in specifici
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