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PAGINE DI STORIA















                                                      di SIMONA GIARRUSSO









                 NEL LUGLIO ‘44, GLI ABITANTI DELLA VALSESIA INSIEME AI

                CARABINIERI DELLA “COMPAGNIA CARABINIERI PARTIGIANI”


             OPPOSERO UN’EROICA RESISTENZA ALL’OPPRESSIONE NAZIFASCISTA
















                     n Valsesia la resistenza partigiana ebbe inizio  sua attività di propaganda, svolta in modo particolare
                     subito dopo il proclama dell’Armistizio. In    tra i carabinieri, andavano man mano ingrossandosi e
                     quei giorni, fatti di timore e di attesa di una  arricchendosi di uomini, di armi, di munizioni, di ve-
                     probabile offensiva tedesca, comandava la      stiario. Fece quanto era possibile fare. E lo fece sotto
                     Stazione dei Carabinieri di Varallo Sesia il   continua minaccia di morte. Solo per miracolo, ad
            IMaresciallo Maggiore Tarcisio Ballarani. Il            esempio, pochi giorni prima di Natale scampò a un
            sottufficiale, intuita la gravità della situazione che di  massacro. Il 22 dicembre, un gruppo di uomini della
            lì a poco si sarebbe venuta a creare, prese contatti con  legione fascista Tagliamento, giunto a Varallo da Ver-
            Vincenzo Menotti, detto “Cino” che, proprio nella       celli, catturò dieci civili. Tra questi vi era anche il po-
            valle,  stava  organizzando  le  prime  formazioni  dei  destà della città, il Cavaliere Giuseppe Osella, che i
            “Volontari della Liberta”. Restò in servizio e si impe-  partigiani avevano già designato come sindaco della
            gnò attivamente, intercedendo presso gli uffici pub-    valle. Anche il maresciallo era tra i ricercati e desti-
            blici,  per  restituire  la  libertà  a  diversi  prigionieri  nato alla stessa sorte ma riuscì a mettersi in salvo,  sal-
            politici. L’8 dicembre, istituita la Guardia Nazionale  tando dalla finestra della sua abitazione e rifugiandosi
            Repubblicana, nella quale sarebbe dovuta confluire      in casa del vice parroco di Varallo, Don Gianni Na-
            l’Arma, disertò e passò apertamente nelle ancora esi-   scimbeni. Dopo cinque giorni, eludendo ancora una
            gue file dei Volontari della Libertà. Poté così collabo-  volta il blocco dei repubblicani, raggiunse i partigiani
            rare  dall’interno  all’organizzazione,  favorendo  lo  sui monti. Il 23, i dieci arrestati, trasferiti a Borgose-
            sviluppo delle varie formazioni che, anche grazie alla  sia, vennero torturati e fucilati. I militi della “Taglia-



                                                                      NOTIZIARIO STORICO DELL’ARMA DEI CARABINIERI - N. 6 ANNO III  25
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