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          S Sppoorrtt ee FFoorreessttaallee::

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          Un recente decreto ministeriale conferma    sciatori, alcuni dei quali avrebbero dovuto
          l’esistenza di un proprio Gruppo Sportivo   poi partecipare alla prima gara per
          in seno al Corpo forestale, mentre a breve  pattuglie militari ai Giochi Olimpici Invernali
          un bando di concorso speciale recluterà     di Garmisch Partenkirchen, nel 1936, se
          atleti di alto livello: l’ultimo passo      non fosse scoppiata la guerra con
          necessario per assicurare ulteriore linfa   l’Etiopia. Già, la guerra. Spesso gli sport
          vitale allo sport italiano                  stessi vengono considerati “surrogati”
                    di Giovanni Esposito e Mariaelena Finessi  della guerra e di cimenti in genere. Certo,
                                                      “non è la natura quella che indica come
                   etafora della vita, lo sport       fine essenziale all’umanità il fare entrare in
                   impregna del suo linguaggio        rete un pallone”, scrive Mathieu. Tuttavia,
          M anche la quotidianità. A volte,           mera sfida, lo sport non è. Eppure, “dalla
          tuttavia, quasi fosse un fenomeno di facile  realizzazione o mancata realizzazione di
          accesso conoscitivo, “fare una cosa per     questo fine dipende, in certi momenti, la            s
          sport” diviene sinonimo di farla con        felicità di buona parte del genere umano”.
                                                                                                           s
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          leggerezza, senza troppo impegno in         Perché? Per tentare di dare risposta al
          quanto ludus. Puro divertissement. Così,    quesito occorrerebbe ridefinire il territorio        p
          però, non è. Quella sportiva è realtà       simbolico ed etico dello sport. Sarebbe la
                                                                                                           p
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          complessa. Lo sapevano bene i greci, che    strada giusta da percorrere, ma forse                o
          all’educazione fisica attribuivano valenza  lunga. Fermiamoci allora a de Coubertin,
                                                                                                           o
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          di collante sociale capace, com’era, di far  che auspicò il “panatletismo” attualizzando         r
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          sentire l’individuo parte di un’unica       il motto dell’educazione classica: Citius,           t
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          famiglia. Lo sanno bene, in Europa, i Capi  altius, fortius. Più velocemente, più in alto,
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          di Stato e di governo che allo sport hanno  con più forza. Che tradotto vuol dire:
          inteso dedicare, nella Costituzione firmata  modellare il corpo (sia esso “sociale” che
          a Roma il 29 ottobre 2004, uno specifico
          articolo (“L’Unione contribuisce alla
          promozione dei profili europei dello sport,
          tenendo conto delle sue specificità, delle
          sue strutture fondate sul volontariato e
          della sua funzione sociale e educativa”). E
          lo sanno anche gli italiani, che alle
          competizioni agonistiche s’appassionano
          come pochi altri popoli al mondo e che nel
          campione individuano un modello da
          imitare. Un “eroe”, quasi sempre
          proveniente dalle società sportive nate in
          seno alle Forze di polizia, dal momento
          che lo Stato guarda con interesse allo
          sport e lo integra nella preparazione, fisica
          e morale, degli uomini chiamati a
          difenderlo. È il caso del Corpo forestale.
          Per marciare col caldo e col freddo, per
          sciare su qualsiasi tipo di neve, per
          affrontare un sentiero impervio di
          montagna occorre infatti essere allenati.
          Ecco perché presso la Scuola di
          Cittaducale furono organizzati fin dal 1925                                            Archivio G.S. Forestale
          i primi corsi per sciatori e marciatori. E la                                                        Il Forestale n. 31/2005
          costruzione, nel 1931, della Casermetta di
          Campoforogna, sul Monte Terminillo, altro
          scopo non aveva se non quello di offrire
          una base logistica e un ricovero per gli                   L’Agente forestale Elisabetta Barberi.

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