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prestigio e del potere
                                                                                    morale e civile dell’Abbazia,
                                                                                    tanto da avviare anche i
                                                                                    lavori alla chiesa e al
                                                                                    monastero. Alla fine del XVI
                                                                                    secolo don Vitale Magazzini,
                                                                                    botanico ed agronomo
                                                                                    vallombrosano, introdusse
                                                                                    nelle terre del monastero la
                                                                                    coltura della patata e nei
                                                                                    primi anni dei ’600 fu estesa
                                                                                    la coltivazione del gelso per
                                                                                    l’industria della seta. Quegli
                                                                                    anni si distinsero anche per
                                                                                    un’intensa attività
                                                                                    economica, tra cui le vendite
                                                                                    di grandi quantitativi di
                                                                                    legname. È dal 1645 che
              a  a  a  a                                                            invece si parla della
                                                                                    coltivazione dell’abete a
              r  r  r  r                                                            Vallombrosa. Nel 1810, a
                                                                                    seguito della soppressione
              u  u  u  u                                                            di tutti gli ordini e
                                                                                    congregazioni religiose
              t  t  t  t                                                            operata dal governo
              l  l  l  l                                                            francese, i monaci
                                                                                    dovettero abbandonare
              u  u  u  u                                                            l’abbazia, ritornandovi nel
                                                                                    1818 ed abbandonarla
              c  c  c  c                                                           seguito della soppressione
                                                                                    nuovamente nel 1866, a
                           San Giovanni Gualberto è stato il fondatore della Congregazione dei Monaci
                           Benedettini Vallombrosani. Dal 1951 è riconosciuto come Santo Protettore  degli ordini e congregazioni
                           dei forestali. D’allora, tutti gli anni, ogni 12 luglio viene celebrato nella
                           splendida Abbazia di Vallombrosa.                     religiose da parte del governo
                                                                                 italiano. L’amministrazione
                           fondazione seguì la regola benedettina,     della foresta passò allo Stato, mentre i
                           ovvero una vita comunitaria, improntata     poderi ed i fabbricati furono alienati nel
                           alla povertà, alla preghiera, al lavoro e   1886. A partire dal 1869 il fabbricato
                           all’ospitalità. Dal cenobio dipendevano     dell’Abbazia ospitò il Regio Istituto
                           anche alcuni eremiti che vivevano in        forestale, dove restò per 45 anni
                           solitudine nelle vicinanze, in un luogo     continuando a curare la foresta e
                           detto  l’Eremo delle Celle, oggi noto come  promuovendo un laboratorio didattico in
                           Paradisino. La riforma monastica avviata    cui sperimentare nuove tecniche e
                           da San Giovanni Gualberto potenziò la       metodologie, soprattutto con l’impianto di
                           figura dei “conversi”, uniti in varie forme  arboreti comprendenti anche specie
                           alla comunità monastica, incaricati di      esotiche. I monaci poterono rientrare a
                           curare i rapporti con il mondo esterno      Vallombrosa nel 1949, ma soltanto nel
                           permettendo così ai monaci di vivere in     1961 l’intero complesso tornò a
                           clausura e in raccoglimento                 disposizione della Congregazione
                           contemplativo. L’opera di rinnovamento      vallombrosana, pur rimanendo proprietà
                           del Santo portò alla fondazione di nuovi    dello Stato.
                           monasteri in Italia centro-settentrionale
                           ed in Sardegna. Il cenobio vallombrosano    C Coommee mmaaii pprroopprriioo SSaann GGiioovvaannnnii GGuuaallbbeerrttoo
                                                                       è è iill pprrootteettttoorree ddeeii FFoorreessttaallii??
                           cominciò a dotarsi di un ingente            È stato il fondatore di Vallombrosa nonché
           Il Forestale n. 31/2005  acquisti, soprattutto di lasciti e donazioni.  dell’omonima Congregazione e negli anni
                           patrimonio fondiario frutto, oltre che di
                                                                       si è occupato della cura della meravigliosa
                           Nei secoli successivi l’Abbazia vide periodi
                           di grande splendore interrotti da periodi di
                                                                       Foresta. Inoltre l’Abbazia ha ospitato la
                           crisi, soprattutto dopo l’occupazione delle
                                                                       Regia Accademia dei Forestali d’Italia ed è
                           truppe di Carlo V. La seconda metà del
                                                                       d’Italia, con il primo Amministratore De
                           ’500 segnò un periodo di ripresa del        stata la sede della riforma delle Foreste
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