Page 26 - n_31
P. 26
prestigio e del potere
morale e civile dell’Abbazia,
tanto da avviare anche i
lavori alla chiesa e al
monastero. Alla fine del XVI
secolo don Vitale Magazzini,
botanico ed agronomo
vallombrosano, introdusse
nelle terre del monastero la
coltura della patata e nei
primi anni dei ’600 fu estesa
la coltivazione del gelso per
l’industria della seta. Quegli
anni si distinsero anche per
un’intensa attività
economica, tra cui le vendite
di grandi quantitativi di
legname. È dal 1645 che
a a a a invece si parla della
coltivazione dell’abete a
r r r r Vallombrosa. Nel 1810, a
seguito della soppressione
u u u u di tutti gli ordini e
congregazioni religiose
t t t t operata dal governo
l l l l francese, i monaci
dovettero abbandonare
u u u u l’abbazia, ritornandovi nel
1818 ed abbandonarla
c c c c seguito della soppressione
nuovamente nel 1866, a
San Giovanni Gualberto è stato il fondatore della Congregazione dei Monaci
Benedettini Vallombrosani. Dal 1951 è riconosciuto come Santo Protettore degli ordini e congregazioni
dei forestali. D’allora, tutti gli anni, ogni 12 luglio viene celebrato nella
splendida Abbazia di Vallombrosa. religiose da parte del governo
italiano. L’amministrazione
fondazione seguì la regola benedettina, della foresta passò allo Stato, mentre i
ovvero una vita comunitaria, improntata poderi ed i fabbricati furono alienati nel
alla povertà, alla preghiera, al lavoro e 1886. A partire dal 1869 il fabbricato
all’ospitalità. Dal cenobio dipendevano dell’Abbazia ospitò il Regio Istituto
anche alcuni eremiti che vivevano in forestale, dove restò per 45 anni
solitudine nelle vicinanze, in un luogo continuando a curare la foresta e
detto l’Eremo delle Celle, oggi noto come promuovendo un laboratorio didattico in
Paradisino. La riforma monastica avviata cui sperimentare nuove tecniche e
da San Giovanni Gualberto potenziò la metodologie, soprattutto con l’impianto di
figura dei “conversi”, uniti in varie forme arboreti comprendenti anche specie
alla comunità monastica, incaricati di esotiche. I monaci poterono rientrare a
curare i rapporti con il mondo esterno Vallombrosa nel 1949, ma soltanto nel
permettendo così ai monaci di vivere in 1961 l’intero complesso tornò a
clausura e in raccoglimento disposizione della Congregazione
contemplativo. L’opera di rinnovamento vallombrosana, pur rimanendo proprietà
del Santo portò alla fondazione di nuovi dello Stato.
monasteri in Italia centro-settentrionale
ed in Sardegna. Il cenobio vallombrosano C Coommee mmaaii pprroopprriioo SSaann GGiioovvaannnnii GGuuaallbbeerrttoo
è è iill pprrootteettttoorree ddeeii FFoorreessttaallii??
cominciò a dotarsi di un ingente È stato il fondatore di Vallombrosa nonché
Il Forestale n. 31/2005 acquisti, soprattutto di lasciti e donazioni. dell’omonima Congregazione e negli anni
patrimonio fondiario frutto, oltre che di
si è occupato della cura della meravigliosa
Nei secoli successivi l’Abbazia vide periodi
di grande splendore interrotti da periodi di
Foresta. Inoltre l’Abbazia ha ospitato la
crisi, soprattutto dopo l’occupazione delle
Regia Accademia dei Forestali d’Italia ed è
truppe di Carlo V. La seconda metà del
d’Italia, con il primo Amministratore De
’500 segnò un periodo di ripresa del stata la sede della riforma delle Foreste
P Paagg.. 2266

