Page 3 - Calendario Storico 2025
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Se c’è un tempo della vita che non va mai sprecato, è quello in cui parliamo ai giovani.
                             Sono semi che gettiamo perché il futuro sia più bello e rigoglioso. A questo fine bisogna
                             piantare i Valori, radici salde e rami alti che guardino al cielo. Maurizio de Giovanni è un
                             grande autore del nostro tempo. La sua Napoli del Commissario Ricciardi, dei Bastardi
                             di Pizzofalcone e di Mina Settembre, romanzi divenuti serie televisive di enorme
                             successo, è riscatto dal crimine e slancio verso una società più umana e più giusta.
                             Non potevamo che affidare a lui un lavoro sulla legalità dedicato alle nuove generazioni,
                             che toccasse i temi su cui si gioca la loro partita. Ci accompagnano in questo viaggio le
                             pregevoli illustrazioni di Marco Lodola, artista pop affermato nel mondo, esponente del
                             Nuovo Futurismo che di recente ha “arredato” con le sue sculture luminose le
                             facciate e le vetrine di prestigiose boutique a Roma, New York, Parigi, Singapore,
                             e poi le Gallerie Lafayette di Doha in occasione dei mondiali di calcio nel Qatar.
                             È molto bella l’idea di un maresciallo che, con brevi e incisive lettere, racconta al figlio
                             il suo lavoro e la sua anima da carabiniere. La moglie è mancata ma lui e il ragazzo sono
                             rimasti una famiglia, “lo sono forse anche di più”. Così il padre decide di trasmettere ciò
                             che ha appreso dalla sua esperienza, con parole semplici e tese a squarciare il velo
                             di incomunicabilità che a volte separa i figli dai genitori. Lo fa con un amore che non
                             si vergogna di manifestare, perché bisogna sempre dire ti voglio bene, “meglio una
                             volta in più che una in meno”. Ammonisce il giovane a guardarsi dalla droga, che fa
                             diventare “vigliacchi, bugiardi, codardi, ingannevoli”. Che fa “andare via, in un inferno
                             profondo” dal quale “non si torna più”. Lo esorta a trattare la città come se fosse casa
                             sua, a star lontano dai “branchi”, a bandire qualunque forma di bullismo, a rispettare
                             le donne. Gli ricorda che chi ha ragione “non ha mai bisogno di urlare”. È un testamento
                             morale da conservare nella vita, che farà crescere entrambi. Ma la storia di una
                             piccola famiglia acquista, attraverso i toccanti insegnamenti di un maresciallo, una
                             valenza universale. Esprime i sentimenti e l’impegno che ogni buon carabiniere, ogni
                             buon cittadino deve avere verso il suo prossimo. Se tutti educhiamo i figli al rispetto
                             dell’altro, la partita del futuro è già vinta. All’orizzonte ci sono sfide importanti:
                             salvaguardare il pianeta, conservare la pace, gestire al meglio l’intelligenza artificiale
                             scongiurando i rischi per una democrazia conquistata a fatica nel corso dei secoli.
                             In queste pagine, che spero saranno apprezzate, c’è un’idea su come affrontarle.
                             Ancora una volta il Calendario Storico dell’Arma dei Carabinieri valorizza le arti, che nel
                             Bel Paese sono di casa, senza dimenticare il loro valore educativo.


                             Ancora una volta è la nostra occasione per augurare a tutti i lettori
                             un nuovo anno ricco di gioia e serenità.



                                                             IL COMANDANTE GENERALE DELL’ARMA DEI CARABINIERI
                                                                           GENERALE DI CORPO D’ARMATA TEO LUZI
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