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EDITORIALE
con profondo senso di
responsabilità e sincero
Èentusiasmo che rivolgo
il mio primo saluto ai lettori della
Rassegna dell’Arma dei
Carabinieri. In questo ideale passag-
gio di testimone, desidero rivolgere
un sentito ringraziamento al
Generale di Corpo d’Armata
Claudio Domizi, la cui lungimiranza
ha tracciato un solco di innovazione
editoriale e culturale che onoreremo
nel segno della continuità e del
costante aggiornamento.
Assumere la direzione di questo pre-
stigioso periodico, in concomitanza
con il Comando della Scuola
Ufficiali, rappresenta la sintesi di un’unica, superiore missione: formare l’identità
del Comandante di domani. Siamo nel luogo in cui il rigore del sapere tecnico-
scientifico si intreccia indissolubilmente con l’etica del dovere e con l’intangibile
patrimonio dei nostri valori, con l’obiettivo di forgiare una classe dirigente che
sappia essere prima ancora che saper fare, ma che sia anche capace di saper far
fare, guidando con autorevolezza e competenza.
L’autorevolezza dell’Arma non risiede esclusivamente nella sua efficienza
operativa, ma nella capacità dei suoi componenti di porsi come interlocutori cre-
dibili nel dialogo quotidiano con la società. La credibilità si alimenta nella pros-
simità quotidiana, nella capacità di ascolto e nella presenza silenziosa ma rassicu-
rante sul territorio. In quest’ottica, la Scuola Ufficiali assume un ruolo centrale e
simbolico: è il luogo in cui si temprano il carattere, la mente e il senso di respon-
sabilità di chi sarà chiamato a comandare. E comandare, nella sua essenza più
pura, significa servire: servire lo Stato e i cittadini, anteponendo il bene comune
a ogni interesse personale. È nel delicato equilibrio tra fermezza e buon senso, tra
disciplina e umanità, che si edifica la fiducia della Nazione; una fiducia che non
si impone per grado, ma si conquista quotidianamente con la coerenza del com-
portamento.
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