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In realtà, appare evidente che le rif essioni di carattere generale che l’autore
presenta nel suo contributo possono giovare a tutto il mondo della Difesa, alme-
no per il servizio sul territorio nazionale, in linea con le trasformazioni del model-
lo nel corso degli ultimi trent’anni.
Il colonnello Locastro si sof erma su due tappe fondamentali della più
recente storia dell’Arma: la prima si può individuare nella nascita del Centro
Nazionale di Selezione e Reclutamento dell’Arma dei Carabinieri, che trasforma
radicalmente sia la procedura concorsuale, sia il processo di selezione del persona-
le; la seconda è legata al primo timido debutto degli uf ciali psicologi dell’allora
ruolo tecnico degli uf ciali in servizio permanente dell’Arma dei Carabinieri isti-
tuito nel lontano 1993.
Un elemento che emerge nella lettura del testo è legato alla lenta, ma conti-
nua, trasformazione della cultura organizzativa con il graduale assorbimento della
disciplina psicologica all’interno dell’Arma, di cui i due momenti citati rappresen-
tano bene altrettanti esempi concreti.
Le contaminazioni tra Società e Istituzione hanno saputo creare quelle
osmosi necessarie per procedere a nuovi inserimenti di un sapere scientif co, di
fatto già presente, ma non ancora istituzionalizzato e reso parte attiva di tutta l’or-
ganizzazione.
In questo senso, si colloca anche la costituzione del Centro di Psicologia
Applicata per la Formazione (2003), da cui l’acronimo CePAF, che consente di
introdurre in modo organico e strutturato altre modalità di crescita personale dei
giovani inseriti nei percorsi formativi. Tale tipo di crescita si rif ette nell’Arma con
un miglioramento indiretto nella gestione di fenomeni complessi legati all’attività
istituzionale nella quale sono immessi i militari al termine dell’iter formativo.
L’istituzione del servizio di psicologia medica (2001) di quegli anni consen-
tiva dapprima di intervenire nella “cura di eventuali disfunzioni o disagi psichici
riscontrati nei militari” per poi progressivamente trasformarsi in un servizio più
integrato dove il “supporto psicologico” ha avuto un ruolo preponderante.
Tale trasformazione è stata introdotta con l’obiettivo più dif cile e più
ambizioso di intervenire sul disagio all’insorgere delle prime dif coltà, riducendo-
ne così le conseguenze.
In questo senso, va segnalata una nuova e più matura consapevolezza orga-
nizzativa nella quale il singolo militare deve essere continuamente seguito e soste-
nuto, evitandone l’abbandono o peggio ancora la perdita.
Inf ne, il lungo studio abbraccia anche la relazione tra psicologia e indagini
di polizia giudiziaria e il suo inserimento all’interno delle investigazioni scientif -
che.
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