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CARLO ALBERTO E LA SUA “COSTITUZIONE”











































                             Palermo, 19 maggio 1968. Elezioni per rinnovo del Parlamento.
                            Il colonnello dalla Chiesa nell’esercizio del dovere civico di voto
                                     (Fonte: Comando Provinciale di Palermo, fototeca)

                    Poi, nei singoli articoli, troviamo meglio declinati tali doveri. Innanzitutto,
               il dovere di lavorare, perché “Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie
               possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale
               o spirituale della società” (art. 4).
                    Poi il dovere di educare i figli, in quanto “È dovere e diritto dei genitori mante-
               nere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio” (art. 30).
                    Il dovere di istruirsi, perché “L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto
               anni, è obbligatoria e gratuita” (art. 34).
                    Il dovere alla partecipazione politica che si estrinseca nel “dovere civico” di
               votare (art. 48): ricordiamo che l’astensione e la mancata partecipazione alle consul-
               tazioni elettorali sono sinonimo di rinuncia all’esercizio della sovranità popolare, tanto
               che fino al 1993 il non voto era sanzionato con la menzione nel casellario giudiziario
               e l’affissione all’albo pretorio dei comuni dell’elenco di chi non avesse votato.



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