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L’ANTIDOTO ALLA SOLITUDINE

          Avrai notato che queste mie strane lettere, questi messaggi che
          affido alla tua camera e che certamente leggi, anche se non ne
          parliamo, finiscono tutte con le stesse parole: ti voglio bene.
          Ovvio, penserai. Sono tuo padre, è naturale che ti voglia bene.
          E so che anche tu me ne vuoi, perché tu e io siamo una famiglia
          e lo saremo sempre, nel ricordo dolcissimo di tua madre. Eppure
          se vedessi quello che quotidianamente vedo io, penseresti che
          così ovvio non è. E che quindi è meglio dirselo, a costo di diven-
          tare un po’ stucchevoli. Il mondo, sai, è diventato un posto stra-
          no. Se mandi qualcuno a quel paese, meglio ancora se usi paro-
          le di rabbia o di violenza, sei uno forte e deciso, probabilmente
          sincero e quindi vieni apprezzato di più. Se dici a qualcuno che
          gli vuoi bene, sei uno debole, fragile e magari ipocrita. Ragion
          per cui sono sempre meno le manifestazioni di affetto, e sempre
          più quelle aggressive, che generano a lungo andare violenza fi-
          sica e odio. La colpa? Secondo me è della solitudine. Certo, non
          sono un sociologo o un filosofo; e tantomeno uno studioso di
          linguaggio e di comportamenti. Ma ho un osservatorio piuttosto
          privilegiato, che è il mio mestiere che mi porta a contatto con
          le peggiori manifestazioni anche all’interno della famiglia, e ti
          garantisco che non c’è stata mai un’epoca storica in cui siamo
          stati tanto soli. Sembriamo connessi, perennemente in contatto:
          invece siamo chiusi in una solitudine terribile, pieni di angosce
          e di ansie, soprattutto di paure. È per questo che diventiamo re-
          attivi, violenti e aggressivi. Se posso insegnarti qualcosa, figlio
          mio, ascolta quello che ti dice questo carabiniere che vede trop-
          po mondo, ogni giorno: ricorda di dire sempre “ti voglio bene”.
          Meglio una volta in più che una in meno. È la cosa più bella del
          mondo, amare qualcuno. Non dimenticarlo.

          Ti voglio bene.
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