Page 164 - Quaderno 4-2016
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Naturalmente gli interventi non possono essere predefiniti completamente ma
devono prevedere una flessibilità che ci consente di adattare ogni intervento al singolo
caso. In definitiva conoscere il fenomeno e individuare delle tendenze consente di
lavorare meglio sul singolo.

      La violenza di genere ha le sue radici nella cultura maschilista che domina la nostra
società e non solo, purtroppo a mettere le donne in posizione subalterna all’uomo sono
anche le politiche sociali che vengono fatte, la donna non è tutelata nel posto di lavoro
come l’uomo, spesso alla nascita di un figlio è costretta a lasciare la sua professione
per fare la mamma a tempo pieno perché non è supportata dalle politiche che non
assumono un’ottica di genere e per la carenza di strutture educative pubbliche per i loro
figli. La società costringe la donna a sviluppare un ruolo principalmente di cura all’interno
della famiglia senza darle la possibilità di sviluppare le proprie capacità e potenzialità al
di fuori di essa. La disparità di genere quindi, non si fa sentire soltanto all’interno della
famiglia ma anche nel lavoro e nella politica, è alimentata dall’intera società, la donna
italiana ha difficoltà a occuparsi contemporaneamente della famiglia e del lavoro, quindi
molto spesso si trova a dover scegliere.

      Per questo è importante valorizzare le differenze tra uomo e donna e cercare
di sviluppare una cultura del rispetto e della non violenza, è importante cambiare il
modo di pensare sia dell’uomo ma anche della donna che a suo modo contribuisce
a sostenere una società patriarcale alimentando gli stereotipi attribuiti all’uomo e alla
donna attraverso i piccoli gesti della vita quotidiana (la donna che lava i piatti, l’uomo
che guida l’auto). Gli stereotipi sono sempre negativi perché ostacolano l’individuo nel
suo sviluppo personale e nel suo affermarsi nella società. Anche i media spesso
offrono un’immagine riduttiva spesso addirittura offensiva del genere femminile, ma
anche dello stesso genere maschile, essi contribuiscono a mantenere e normalizzare gli
stereotipi che limitano l’apertura mentale di un individuo. I media ci propongono
continuamente l’immagine di una donna che cerca stima, attenzione e protezione da parte
dell’uomo; altri stereotipi sono quelli della donna che seduce l’uomo e della donna che
conquista l’uomo con la sua castità, in pratica si propone l’immagine della donna oggetto
di proprietà dell’uomo. Risulta chiaro quindi che per contrastare la violenza di genere,
bisogna prima combattere la discriminazione di genere nella vita familiare, sociale e
politica.

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