FOTORACCONTO
GLI UOMINI DEL GHIACCIO
31/01/2019


 

FOTO I - Test di stabilita- verifica delle condizioni di stabilità del manto nevoso

Il Meteomont è il servizio di prevenzione e previsione del pericolo valanghe, assicurato dai Carabinieri e dal Comando truppe alpine sull'intero territorio. Ogni giorno, vengono impiegati dall’Arma 370 miltari per lo svolgimento di rilievi approfonditi al fine di valutare la stabilità del manto nevoso. Quotidianamente vengono raccolti e analizzati 23.500 dati. In caso di nevicate, possono inoltre essere attivate fino a 600 pattuglie impegnate nel servizio Nevemont, che fornisce informazioni sulle nevicate in atto. Questo sistema costituisce la rete di monitoraggio nivometrico più omogenea ed estesa d'Italia. I dati raccolti vengono utilizzati per la redazione del Bollettino Valanghe consultabile sul sito www.carabinieri.it.




FOTO B - La foto non mostra alcuna attività se non la manipolazione del dinamometro utilizzato per il calcolo della densità della neveOsservatori impegnati nella prova penetrometrica. Con l'ausilio di una sonda costituita da più tubi, graduati in centimetri, che viene fatta scorrere lungo un’asta da altezze variabili, vengono provocate delle sollecitazioni all’interno degli strati del manto nevoso. Il successivo esame dei dati emersi dal test fornisce al Previsore Meteomont un utile strumento di valutazione della stabilità dello strato di neve. Ne gli ultimi 30 anni si sono verificati 6.000 incidenti. La media annuale delle vittime sarebbe di 300 persone di cui











FOTO C  - Militari impegnati in una ricerca organizzata di travolto in valangaPer verificare la densità del manto nevoso vengono prelevati dei campioni di neve a varie profondità, questa operazione si effettua mediante l’utilizzo di un tubo carotatore, e
una volta ottenuto il campione, viene pesato con un dinamometro.





FOTO G - Osservazione dei cristalli di neve mediante lente d_ingrandimento e lastrina cristallograficaL’osservazione dei cristalli mediante lente d'ingrandimento e lastrina cristallografica. La corretta determinazione del cristallo di neve che costituisce lo strato del manto nevoso risulta di fondamentale importanza per il Previsore Meteomont.








 

FOTO E - Osservatore Meteomont impegnato nel prelevamento di un campione di neve per la verifica della densità del manto nevosoUn carabiniere forestale impegnato nel test del “blocco di slittamento”. La prova prevede, tra le altre cose, che dopo aver isolato un blocco di neve, si simuli con l’utilizzo degli sci, dapprima il passaggio dell’escursionista e, successivamente, tramite piegamenti delle gambe, l’aumento delle sollecitazioni al fine di individuare il momento in cui lo strato superficiale di neve si stacca dal restante manto nevoso.

 

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