COSTUME E SOCIETA'
LA TARTARUGA ROSSA
15/05/2017
di Annalisa Maiorano

“Questo mondo è davvero un essere vivente, fornito di anima e di intelligenza”

(Platone)

Il film d’animazione di Michael Dudok de Wit è pura poesia. Un’opera semplice e senza parole che delinea le tappe più importanti della vita dell’uomo, sottolineandone il misterioso rapporto con la natura


FOTO AUn film d’animazione fuori dagli schemi, semplice e delicato, poesia pura. La storia, ai più, potrebbe apparire molto semplice o già sviscerata sotto diverse forme, anche sul grande schermo, ma il naufrago del cartone animato del regista Michael Dudok de Wit è molto di più. Non è il semplice uomo scampato alla tempesta tropicale che resta spiaggiato su un’isola deserta, si organizza per la sopravvivenza e si innamora dell’isola in cui si trova. È un uomo che vuole tornare a tutti i costi a casa sua, perché l’isola non è poi così accogliente, presenta dei pericoli, impone una condizione di solitudine estrema ed è popolata da animali selvatici. Il regista ha scavato in profondità, immedesimandosi in un “naufrago” andando a vivere in una piccola isola dell’arcipelago delle Seychelles, in una modesta casa con persone del luogo, mettendo in luce tutte le difficoltà e le condizioni impervie che riscontrava quotidianamente per riportarle nella sceneggiatura. Il naufrago del film animato non colonizza quel territorio edenico e selvaggio, niente capanna come avrebbe fatto Robinson Crusoe. Sull’isola tutto resta inviolato, l’uomo è solo di passaggio, una breve parentesi rispetto all’universo.

I molteplici tentativi del protagonista di costruire una zattera e lasciare le terre desolate saranno vani, costantemente ostacolati da una forza sottomarina e misteriosa che lo rovescia in mare. A sabotarlo un’enorme tartaruga rossa contro cui l’uomo sfoga tutta la sua frustrazione e impotenza di fronte a qualcosa più grande di lui.

La scelta di un’enorme tartaruga marina è una preferenza ragionata. La testuggine èFOTO B, infatti, un animale solitario e pacifico, che per lunghi periodi scompare nell’immensità dell’oceano e spesso dà la sensazione di essere vicina all’immortalità. Il suo colore rosso intenso, nel cartone, rappresenta l’opportunità di mantenere un certo livello di mistero nella storia. La creatura del mare non è altro che quella forza misteriosa che qualche volta accoglie e qualche volta respinge. Proprio da lei, contro la quale il naufrago inizialmente lotta con tutte le sue energie, nascerà una donna, la consolazione alla solitudine.

Animato a mano con acquerello e carboncino, il film respira con la natura e parla la sua lingua. Il racconto, senza dialoghi, si esprime attraverso una sequenza di immagini: la luce cangiante, il fragore del temporale, lo scroscio del torrente, il fruscio delle foglie o il crepitio del fuoco, il tutto condito da una delicata coesistenza tra i suoni della natura e la musica composta da Laurent Perez Del Mar. Per l’occasione il musicista ha utilizzato pezzi di legno e di bambù. Tutte le parti “shaker” per esempio, sono state realizzate con il fogliame di bambù e con un udu di legno, per trovare una tonalità al tempo stesso acquatica e boscosa nelle percussioni. Un lavoro duro e minuzioso, per rendere al meglio la potenza della natura che pervade tutto il film d’animazione.

La tartaruga rossa è un’opera metaforica che disegna e illustra la vita attraverso le sue tappe fondamentali (ostacoli, scoperte, solitudine, amore, vecchiaia e morte) ed esprime un profondo rispetto per la natura umana, veicolando un sentimento di ammirazione e pace davanti al suo infinito mistero.

Togliendo la parola ai suoi personaggi, il regista esalta il linguaggio dell’azione e del corpo, proponendo i nostri istinti primari senza veli, la capacità e la volontà di non essere soli e voler vivere in una società.

FOTO CL’isola ospita l’avventura della natura umana, ne è spettatrice anche quando il singolo diventa una famiglia con la nascita di un bambino, ne accompagna l’evoluzione, sino alla morte, chiusura naturale di un ciclo che ritorna sempre alla terra. Nel film animato, uomo e ambiente sono disegnati con lo stesso tratto minimalista e sembrano vivere della stessa materia e della stessa sostanza, tanto da ricreare quell’atmosfera ricercata tipica dei film d’animazione d’autore. La storia della tartaruga rossa sembrerebbe una “favola” più adatta ad un pubblico adulto per la complessità del messaggio ad essa legata, ma la bellezza delle immagini e la fluidità della storia catturerà per la semplicità dei tratti e le scene emozionanti come quella dello tsunami, soprattutto i più piccoli.