COSTUME E SOCIETA'
“ANDIAMO A COMANDARE”
14/07/2017
di Silvia Gambirasi

Fabio Rovazzi, il rapper idolo dei ragazzi, testimonial dell’Arma dei Carabinieri per la tutela dell’ambiente, l’uso responsabile dei social media e contro il bullismo

È uno degli youtuber più amati dai giovanissimi, in buona parte ragazzini, del Belpaese. Stiamo parlando del "fenomeno" Fabio Rovazzi, ragazzo di Lambrate balzato agli onori delle cronache nell'estate 2016 per il tormentone rap "Andiamo a comandare".

Grazie a questo motivetto, è diventato l'idolo dei ragazzini, ma lui, di fronte al successo, si schermisce: «Chiamatemi pirla, chiamatemi comico, ma non chiamatemi cantante», ha dichiarato, preferendo rimanere con i piedi per terra. Invece, nonostante l'innata modestia e ritrosia, questo ragazzo di 23 anni cantante lo è eccome, visto che, proprio grazie al suo brano d'esordio, ha raggiunto i vertici delle classifiche dei singoli in Italia. Fabio Piccolrovazzi, il suo vero nome all'anagrafe, che era già divenuto popolarissimo presso i cybernauti grazie a una serie di video comici virali trasmessi su youtube, non è stato una meteora, anzi! Ha subito raddoppiato, pubblicando lo scorso dicembre il secondo singolo "Tutto molto interessante", che, neanche a dirlo, ha fatto centro di nuovo imponendosi come tormentone super gettonato. Le chiavi del successo di questo bravo ragazzo della periferia di Milano? Ironia, leggerezza, ritmo e zero voglia di trasgressione gratuita. Già, perché lui, allo sballo preferisce la spontaneità, motivo per cui è riuscito a ottenere un plauso, come dire trasversale. "Non so se son pazzo o sono un genio (…) Non mi fumo canne, sono anche astemio…": è grazie a strofe come queste, tratte appunto dal ritornello di "Andiamo a comandare", che Rovazzi ha guadagnato consensi presso un'istituzione storica e prestigiosa come l'Arma dei Carabinieri. Non è un caso, quindi, che proprio la Benemerita lo abbia scelto come testimonial de "La tua Arma per la Sicurezza e l'Ambiente", il grande evento organizzato a Roma dedicato alla diffusione della cultura della legalità ambientale e non solo.

La rivista #Natura ha incontrato dal vivo l'attesissimo ospite d'onore proprio in occasione dell'iniziativa, che lo ha visto riproporre sul palco i suoi due brani cult di fronte a fiumi di teenager in delirio.

 

Ma Rovazzi, lui, che rapporto ha con l'ambiente e cosa fa nel suo piccolo per salvaguardare il Pianeta?

Non me ne occupo su larga scala - risponde – ma cerco di dare il mio contributo. Faccio la raccolta differenziata, evito di buttare il mozzicone di sigaretta per terra. Del resto, soprattutto visitando le grandi città europee, mi sono reso conto che lo spirito di collaborazione dei cittadini nasce dalle cose piccole e porta a grandi risultati. Secondo me - prosegue - già cambiando la mentalità delle persone, si fa un passo avanti: guai a pensare che tanto è inutile, ogni nostra azione in favore dell'ambiente può servire a migliorare la situazione e il mondo che ci circonda.

Con i tuoi 500.000 contatti su Facebook e oltre 600.000 su Instagram, rappresenti un punto di riferimento per i giovani, ma proprio i social network, a volte, contribuiscono ad amplificare fenomeni negativi come il bullismo.

Magari esistesse una ricetta per fare sempre un uso intelligente dei social. Purtroppo hanno aspetti positivi e negativi, dipende da come ne fruisci. Io per esempio li uso per far divertire le persone, ma ho notato che sul web viaggia pure tanto odio gratuito, bisognerebbe cercare di essere più tranquilli e leggeri e provare a smorzare le polemiche sul nascere.

Ti pesa avere questa responsabilità nei confronti dei ragazzini?

L'importante è provare a dare messaggi positivi e di crescita, ma senza avere pretese da educatore.

Già, ma in qualche modo con le tue canzoni hai preso le distanze da droghe e bere.

È così, sia pure nella chiave ironica che adotto io! Penso che sia giusto far capire ai ragazzi cosa è giusto e cosa invece è sbagliato.

A proposito di ambiente e natura, che rapporto hai con gli animali?

Lo definirei a dir poco fantastico ed è così da sempre. Ne sono appassionato sin da quando ero piccolo. Ho avuto animali di ogni genere, dal pesce rosso al criceto, al merlo e via dicendo, fino a quello che fa parte della mia vita adesso, cioè Marley.

Come il labrador del film Io & Marley?

Beh, come il cane, direi, visto che il mio non è un labrador, ma un barboncino. Comunque il nome gliel'ho dato proprio perché mi è piaciuto moltissimo quel film. Prima di prendere Marley, ho avuto due gatti, che poi sono stato costretto a cedere a un mio amico per questioni di lavoro, viaggiando spesso non potevo stargli vicino.

Marley, invece, te lo porti dietro?

A volte, ma non sempre perché è molto legato a me e questo rischia di complicare le cose. Vuole starmi continuamente attaccato, persino quando vado in onda o faccio le interviste, altrimenti si sente trascurato.

Ma insomma, Rovazzi, perché i bambini sono così pazzi di te?

Bella domanda (sorride, ndr), se devo dirla tutta, non ne ho idea. Ci ho riflettuto tanto e sono arrivato alla conclusione che sia una questione di ritmo, perché a livello di testo e di significato non parlo ai bambini e non faccio un prodotto concepito per loro. Però il messaggio arriva lo stesso ed è trasversale. In fondo quello che conta è farli divertire in maniera tranquilla e io, nel mio piccolo, ci sto provando.