AMBIENTE
L’ANGOLO DELLA POSTA n° 123
07/09/2021


Che differenza c’è tra tartaruga e testuggine?

(Andrea, Aosta)

Foto a - tartaruga caretta carettaEntrambi sono dei rettili appartenenti all’ordine Testudines, o Chelonia, forniti di un robusto carapace a forma di scudo: per tartarughe si intendono però le specie che vivono nel mare, quali la celebre Caretta caretta, e che sono spesso carnivore: le testuggini sono, invece, specie erbivore che vivono sulla terraferma o nelle acque dolci interne, ad esempio la tartaruga di Hermanni (Testudo hermanni). Testuggini e tartarughe sono protette a livello internazionale dalla Convenzione di Washington, o CITES, che prevede il rilascio di particolare documentazione per la loro detenzione o utilizzo a seconda del livello di protezione. La caccia e il prelievo di tartarughe o testuggini dal loro habitat naturale ed in assenza di permessi sono attività vietate che prevedono sanzioni penali. Le tartarughe sono minacciate anche dalla pesca, dall’impatto dei natanti e dall’inquinamento da plastica e rifiuti, nonché dall’intenso uso turistico delle spiagge dove nidificano. In compenso la consapevolezza della necessità di proteggere tali rettili si sta diffondendo rapidamente, soprattutto grazie a progetti LIFE ed all’attività di numerose organizzazioni non governative.

 

Vorrei sapere come mai la sughera ha una strana corteccia spessa ed irregolare.

(Monica, Milano)

Foto B - sugheraQuercus suber è una quercia sempreverde tipica di ambienti caldi presente soprattutto nella parte occidentale del Mediterraneo: in Italia è particolarmente diffusa in Sardegna e vegeta anche lungo alcune zone litoranee del centro-sud. Specie termofila, bisognosa di temperature miti e di suoli acidi, può raggiungere grandi dimensioni ed età plurisecolare. La corteccia è la sua caratteristica più particolare, serve a isolare le parti vive e a proteggerle dall’aridità, dall’attacco degli animali e dai danni da incendio. Spessa, rugosa e leggera veniva prelevata senza danneggiare l’albero ed utilizzata per una miriade di prodotti tradizionali a partire dai tappi di bottiglia, ora spesso in plastica. Dal primo prelievo si otteneva un prodotto grossolano, il cosiddetto “sughero maschio”, e dai raccolti successivi un materiale più liscio e raffinato, il “sughero gentile”. Albero agropastorale per eccellenza, le sue ghiande possono essere utilizzate per l’alimentazione dei maiali allevati allo stato semibrado.

 

Cosa è la proporzione aurea? E che importanza ha in natura?

(Concetta, Trapani)

Sezione aurea conchiglia nautilusNota anche come sezione aurea o proporzione divina, rappresenta un numero irrazionale non intero, 1,6180339887, ovvero una proporzione specifica tra due segmenti, nel quale il segmento somma dei due sta al più lungo così come il più lungo sta al più corto. Si tratta di un particolare rapporto tra parti diverse di uno stesso oggetto, sia esso un monumento, un disegno o perfino un pezzo musicale, che nell’insieme dà un risultato equilibrato e gradevole, tanto da essere stato utilizzato in architettura, pittura e nelle arti in genere a partire dal mondo greco. In natura ne sono esempio la disposizione geometrica concentrica di alcune infiorescenze, delle foglie lungo il fusto e la forma a spirale di varie conchiglie, come quella del Nautilus la cui struttura si accresce progressivamente di dimensioni pur mantenendo la forma originaria, permettendo al mollusco di crescere in maniera bilanciata. Perfino le galassie presentano una forma a spirale che si avvicina alla proporzione aurea. Frequenza, equilibrio e piacevolezza ne hanno fatto un numero sacro che rappresenterebbe l’unione del singolo con il tutto, degli individui con l’universo, del microcosmo col macrocosmo.