AMBIENTE
IL SOLE BACIA TUTTI
01/09/2017
di Luisa Persia

Siamo in piena estate e chi non ama esporsi al sole? Attenti però alla giusta protezione per la pelle

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Oltre 7.000 chilometri di coste in Italia: spiagge, rocce, dune, lagune, tomboli, un’enorme varietà di habitat. E così ogni anno, al primo tiepido sole, milioni di italiani si riversano sulle spiagge per godere dei benefici dei raggi solari. Sì perché il sole ha molti effetti positivi sul corpo umano: rilassamento muscolare, maggiore mobilità delle articolazioni, vitamina D, regolamentazione del ritmo sonno-veglia e benessere generale grazie all’attivazione dei neurotrasmettitori come la serotonina che aiutano il buonumore e contrastano ansia e depressione. Ma forse il motivo che ci spinge a metterci in costume è l’abbronzatura, che ci conferisce un aspetto più gradevole e salutare, togliendoci quella patina grigiastra dei mesi invernali.

 

FOTO CVANTAGGI E SVANTAGGI, COME PROTEGGERSI

Mentre i raggi infrarossi si fermano allo strato superficiale dell’epidermide, quelli ultravioletti raggiungono il derma, e grazie all’interazione ossigeno-melatonina provocano la pigmentazione cutanea, cioè l’abbronzatura. Scottature, eritemi, segni di invecchiamento cutaneo, melanomi o altre forme tumorali sono i principali rischi da cui è necessario proteggersi.

Il fattore di protezione solare SPF è calcolato in base al tempo necessario per produrre una scottatura solare e, secondo la normativa europea, può variare da 6 a 50. Le raccomandazioni europee richiedono un buon rapporto di protezione UVB/UVA, e impediscono l’indicazione di sun block o schermo totale, che di fatto non esistono. Tenendo comunque sempre ben presenti le precauzioni da adottare come: la durata dell’esposizione, l’ora del giorno, la posizione geografica e le condizioni meteo che influiscono sull’incidenza dei raggi.

Le protezioni in commercio variano da bassa, media, alta, fino a molto alta e sono disponibili in varie tipologie: creme, oli, gel o latte, a seconda alle esigenze del l’utilizzatore. È importante controllare l’indice PAO, cioè il periodo durante il quale il solare mantiene la sua efficacia, dopo l’apertura. Il prodotto va conservato ben chiuso, al riparo dal calore, dall’umidità e lontano da agenti estranei, come i granelli di sabbia.

 

FOTO BOX INCISOLARI TRADIZIONALI O BIOLOGICI?

Gli schermi possono essere chimici o fisici, a seconda delle sostanze che vengono utilizzate nei filtri solari. Le creme solari tradizionali sono costituite da elementi chimici che lasciano entrare i raggi del sole nella pelle, per poi neutralizzarne l’effetto mediante l’azione di sostanze che solitamente sono di origine petrolchimica. Questi agenti possono generare radicali liberi nonché interferire con l’attività degli estrogeni. Tra i principali, i parabeni: methylparaben, ethylparaben, propylparaben, isobutylparaben, butylparaben e benzylparaben. I parabeni penetrano nella pelle rimanendo intatti e si accumulano nei tessuti, rappresentando un potenziale rischio cancerogeno. Oltre alla barriera per le radiazioni, sono necessari i conservanti affinché i preparati non vengano attaccati da muffe e batteri.

Le creme biologiche sono, invece, costituite generalmente da minerali che fanno da barriera fisica ai raggi solari. Ossido di zinco e biossido di titanio sotto forma di particelle minerali sono quelli più usati. Tra i principi attivi troviamo: l’aloe, che protegge la pelle ed è particolarmente efficace nel trattamento topico di ustioni e abrasioni, il burro di karitè che possiede proprietà emollienti, nutrienti, idratanti e protettive dalle radiazioni solari, l’olio di argan che dona elasticità e lucentezza alla pelle, l’olio di canapa, antiossidante, antinfiammatorio e immunomodulante, l’estratto di elicriso con proprietà antinfiammatorie, antifungine e astringenti, impiegato anche per alleviare rossori e screpolature nonché per trattare la pelle matura, secca o danneggiata e l’estratto di tè verde, ricco di polifenoli, in particolare catechine, potenti antiossidanti. Solitamente i solari bio sono privi di profumo per evitare possibili allergie.

Per quanto riguarda i conservanti, nella cosmesi bio non sono ammessi i parabeni, ma esclusivamente sostanze tra cui acidi organici, acido benzoico e salicilico. Sebbene sia molto in voga preparare da sé i cosmetici, bisogna ricordare che questi non hanno una durata paragonabile ai prodotti acquistati perché non contengono conservanti, spesso non hanno contenitori sterili e non sono fatti con acqua depurata. Basti pensare che il solo prendere un po’ di crema fatta in casa dal contenitore con le mani non pulite, può provocare contaminazioni.

 

Box verde

FOTO BCOS’È L’INCI

INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) è una denominazione internazionale utilizzata per indicare, in etichetta, i diversi ingredienti di un prodotto cosmetico diffusa in tutti gli stati membri dell'Unione Europea e in molti altri Paesi nel mondo. Gli ingredienti vanno elencati in ordine decrescente di concentrazione: da quello contenuto in percentuale più alta, fino a quelli contenuti in percentuale più bassa. La nomenclatura INCI contiene alcuni termini in latino (nomi botanici e ingredienti della farmacopea) mentre la maggioranza è in inglese. Nel caso dei coloranti si utilizzano le numerazioni secondo il Colour Index, mentre i coloranti per capelli devono sempre essere indicati col loro nome chimico inglese.