PIANETA ANIMALI  a cura di Monica Nocciolini
VOLPI DI CITTÀ
08/01/2018


FOTO DOrsi e serpenti, formiche e pipistrelli: con la stagione fredda, per loro – come per molti altri – è suonata la campanella del letargo. Non così per la volpe. Predatore eclettico e individualista, da boschi e aree rurali questo canide si spinge sempre più spesso nelle città in cerca di cibo facile, razziando cassonetti di rifiuti o lanciandosi in voraci cacce al topo. La scorsa primavera, gli avvistamenti a Roma nord indussero a temere l’emergenza. Ma è pericolosa, la volpe?

Non per taglia: un maschio adulto non supera i 9 chili di peso. Il rischio è sanitario. La volpe è vettore di malattie infettive come la rabbia, che colpisce il sistema nervoso centrale uccidendo i neuroni delle corna posteriori del midollo spinale e del mesencefalo. Dunque non va avvicinata. In Svizzera, dove ormai è considerata fauna urbana, la Protezione Animali è chiara: è addomesticabile, ma non va addomesticata. Niente bocconcini quindi, e, curiosità, niente balocchi dei bimbi in giro perché, scrivono gli esperti d’Oltralpe, sono “giocattoli particolarmente apprezzati dai volpacchiotti”.

Pur se in Italia l’urbanizzazione della specie non è così avanzata, vietato dormire sugli allori. Roma non è stato che l’ultimo anello di una catena di incursioni preoccupanti. Il timore di una epidemia in Triveneto, già nel 2009 con un’impennata improvvisa di 68 casi di rabbia, mise in allerta lo stesso Ministero della salute.