PIANETA ANIMALI  a cura di Monica Nocciolini
INCONTRI RAVVICINATI CON L’ORSO: CHE FARE?
27/04/2018


Orso e cucciolo in piedi_verticaleSuona la sveglia di primavera per gli animali che escono dal letargo. Tra loro gli orsi che – dopo mesi di digiuno, pur a motore metabolico al minimo – si scopriranno molto affamati. Ma la campanella dei primi tepori suona anche per gli amanti delle passeggiate nei boschi, intere famigliole magari con cane al seguito. È la cornice classica per un incontro ravvicinato dell’orso-tipo. Che fare?

Intanto sapere che, come ricorda anche la guida messa a punto la scorsa estate dalla Provincia di Trento, gli orsi “temono gli uomini e tendono a evitarli”. Attenzione però: “Possono manifestare comportamenti aggressivi per difendersi, per proteggere la prole o se vengono colti di sorpresa”. Fare rumore passeggiando può dunque essere una buona idea che da sola è spesso sufficiente a farli allontanare.

Se poi proprio ci si imbatte a tu per tu con Yoghi, in generale le indicazioni imperative sono due. La prima viene spontanea: se l’orso non ci ha notati, sgattaiolare via. La seconda molto meno: se ormai ci ha visti, stare fermi. Se si avvicina: stare fermi. Se si alza sulle zampe posteriori (non avendo una gran vista, lo fa per guardare meglio cosa ha davanti e non come preludio all’attacco): stare fermi. Indi, la variabile: se attacca, buttarsi a terra a faccia in giù con le mani intrecciate dietro la nuca e le braccia sul capo e… stare fermi.