Rosso & Blu

Cerimonia a Baghdad

Anche a Baghdad è stata celebrata la “Giornata dedicata al ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali di pace”. Presso l’Ambasciata d’Italia, alla presenza dell’Ambasciatore Marco Carnelos e del suo staff, dell’Addetto per la Difesa e del personale, durante una breve cerimonia il colonnello Fabrizio Parrulli, Comandante della Task Force Carabinieri impegnata  nella delicata missione di addestramento delle Forze di Polizia irachene, ha rievocato i tragici fatti del 12 novembre 2003, quando un vile attentato alla base “Maestrale”, sede dell’Unità di manovra del Reggimento Msu di stanza in Nassiriya, uccise dodici militari dell’Arma, cinque dell’Esercito e due civili.

La cerimonia, che si è svolta nella sala dove si trova il monumento che ricorda quel tragico evento così come la targa che richiama la memoria del sacrificio del dottor Nicola Calipari, ha visto la partecipazione di tutti i Carabinieri presenti a Baghdad, dagli addestratori ai militari deputati alla vigilanza e alla sicurezza dell’Ambasciata, provenienti per lo più dal 1° Reggimento “Tuscania” di Livorno, dal 7° Reggimento “Trentino-Alto Adige” di Laives e dal 13° Reggimento “Friuli -Venezia Giulia” di Gorizia, è proseguita con la lettura del messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e si è conclusa con un minuto di raccoglimento accompagnato dalle note del Silenzio di ordinanza.


Dodici anni dopo

Il 5 settembre scorso si è svolta a Lainate (Milano) l’inaugurazione di una via cittadina ai Caduti di Nassiriya. Hanno preso par­te alla cerimonia il Sindaco Alberto Landonio, il Comandan­te provinciale dei Carabinieri, colonnello Canio Giuseppe La Gala, il Vice Prefetto di Milano Cristina Cirelli in rappresentanza del Prefetto ed esponenti dell’Anc. Il colonnello La Gala ha reso omaggio al supremo sacrificio delle vittime di Nassiriya, ricordando come quel doloroso evento  abbia rinsaldato il vincolo tra i Carabinieri e le comunità. Al termine della cerimonia, un corteo preceduto dalla Fanfara della Scuola Marescialli e Brigadieri di Firenze è sfilato nelle vie cittadine fino a Piazza Salvo D’Acquisto, dove è stato deposto un mazzo di fiori davanti al monumento che ricorda l’eroe di Palidoro.

È seguita infine la Santa Messa, celebrata dal Parroco, don Fulvio Rossi.

Anche Margherita di Savoia (Bat) ha voluto rendere omaggio, a dodici anni da quella ferita profonda inferta al cuore dell’Italia e delle sue Istituzioni, ai Caduti di Nassiriya. Alle diciannove vittime della strage è intitolata, dal 19 settembre scorso, una Piazza della citta­dina del sale e del vento. Alla cerimonia, organizzata dall’amministrazione comunale in collaborazione con la locale Stazione dei Carabinieri, era presente la Banda musicale dell’Arma, insieme alle autorità e a tantissimi cittadini.


104A-La-signora-Evelina-De-LellisFrammenti di memoria

E' un meritorio esempio, quello della signora Evelina de Lillis, vedova del ge­nerale C.A. Umberto Cappuzzo, la quale nello scorso settembre ha donato al Museo Storico dell’Arma, rappresentato dal suo Direttore, generale B. Alfonso Di Palma, la collezione di meda­glie in oro dell’Esercito e di altri Enti e Istituzioni dello Stato che nel corso della carriera furono conferite al marito, Comandante Generale dell’Arma  tra il 1980 e il 1981. Il generale Cappuzzo iniziò la sua carriera militare nel 1940, come sottotenente di Fanteria dell’Accademia Militare di Modena, e combatté nella Seconda guerra mondiale nel 66° Reggimento. Al comando nell’Esercito del 114° Reggimento Fanteria “Mantova” e della Divisione Meccanizzata “Folgore”, dopo l’incarico di Comandante Ge­ne­rale dell’Arma assunse, fino al 1985, quello di Capo di Stato Maggiore dell’Esercito. Eletto Senatore della Repubblica nel 1987, fu nominato Vice Presidente della Commissione Difesa e, infine, Presidente onorario della Anrp. Il materiale donato dalla signora è ora a disposizione degli studiosi del Museo Storico, che ha così arricchito la propria collezione numismatica con pezzi di spic­cato rilievo. Un modo per  salvaguardare – e tramandare – la memoria storica dell’Arma.


104BC-La-nuova-apparecchiatura-in-dotazione-al-Centro-PolispecialisticoUna risorsa preziosa

Esami del Sistema Nervo­so centrale e periferico, total body, osteoarticolari e funzionali: è quanto sarà pos­sibile effettuare grazie alla nuova apparecchiatura di cui è dotato, dallo scorso novem­bre, il Centro Polispecialistico del Comando Generale sito nella Caserma “Orlando De Tommaso”, sede della Legione Allievi Carabinieri di Roma. Acquistata dal Fondo Assistenza e Premi per il Personale dell’Arma e quindi donata al Centro Polispecialistico grazie alle plusvalenze derivanti dalla gestio­ne del patrimonio mobiliare, la macchina – una Multiva 1,5 Tesla Philips – è stata studiata in ogni suo particolare, dall’apertura angolare alla possibilità di effettuare esami nelle due direzioni, per ridurre al minimo i disagi del paziente. Non solo, infatti, questi ha sempre una parte del corpo fuori dal tunnel – e chiunque si sia mai sottoposto a un simile esame sa quanto questo possa aiutare a lenire la tensione – ma ha anche a disposizione delle cuffie antirumore che, grazie a un sistema audio simile a quello utilizzato sugli aeroplani, sono in grado di sopprimere o mascherare con la musica il fastidioso rumore dello strumento, oltre a consentire una perfetta comunicazione tra l’operatore e il paziente. Supercompatta, la macchina è fornita inoltre di un magnete “superconduttivo”, capace di generare campi di alta intensità, omogenei e stabili anche per grandi volumi di esami: di qui l’alta qualità diagnostica delle immagini e i tempi ridotti di esecuzione, qualunque sia il numero delle scansioni da effettuare.

Una risorsa preziosa, insomma, è oggi accessibile a tutto il personale dell’Arma e agli aventi diritto in ambito nazionale, secondo i criteri di accesso che sono specificati sulla Carta dei servizi pubblica­ta sul Portale Leonardo.

Le richieste possono essere inviate all’indirizzo email: prenotazione­­polispecialistico @carabinieri.it.


Il Carosello a Merano

Un pubblico entusiasta ha assistito, lo scorso 27 settembre, alle evoluzioni del 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo. Il 76° Gran Premio, disputatosi  nell’Ippodromo di Merano, si è aricchito con le complesse evoluzioni del Carosello Storico, eseguito sotto gli occhi del Comandante Interregionale “Vittorio Veneto”, gen. C.A. Carmine Adinolfi, dai cavalieri dell’Arma con l’accompagnamento della Fanfara a Cavallo e della Fanfara della Scuola Allievi Carabinieri.

Un’emozione anticipata il giorno precedente dalla comparsa degli uomini del Gruppo Squadroni e della Fanfa­ra a Cavallo del 4° Rgt. per le vie di Merano, dove hanno sfilato in tenuta da parata. Numerose, infine, le pattuglie a cavallo che si sono viste vigilare sulle strade dei centri storici di Merano e Bolzano. Non sono mancati i momenti riservati alla memo­ria: ecco allora le due corone d’alloro deposte nel cimitero di Merano, il 26 settembre, presso il Monumento ai Caduti dell’Arma, firmata dalla locale Sezione Anc, l’altra presso la lapide in ricordo dell’app. Movm Candeloro Zamperini. L’omaggio è stato del Comando Carabi­nieri “Trentino-Alto Adige”.


Pellegrini con gli alamari

Due santuari tra i più cari ai devoti di Maria, quello di Montevergine (Avellino) e quello di Pompei (Napoli); due icone mariane tra le più famose, la Madonna Nera che una leggenda vuole dipinta da San Luca a Gerusalemme e la Beata Vergine del Rosario tanto amata da Papa Woytila; un gruppo di carabinieri in servizio e in congedo che, con i loro familiari, hanno seguito il richiamo della fede. Quel bisogno che spinge a mettersi in viaggio verso una luce di speranza, una promessa di redenzione. A guidarli nel secondo pellegrinaggio verso i due importanti luoghi di devozione è stato Monsignor Vincenzo Pizzimenti, Capo del Servizio Spirituale dell’Arma dei Carabinieri. Era il 31 ottobre scorso e i cinquantasei pellegrini sono stati accolti, nel Santuario di Montevergine, dal tenente colonnello Franco Antonio Di Pietro, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Avellino.


104-Un-momento-della-cerimoniaTra un parco e una caserma: testimonianze di “fedeltà”

Recita il vecchio detto: “Chi per la Patria muor, vissuto è assai. Chi per la Patria muor, non muore mai”. È questo lo spirito con il quale, periodicamente, i nomi di chi è caduto per un ideale vengono scelti per identificare strade, piazze, caserme, a imperitura memoria del loro sacrificio. È accaduto ad esempio a Sant’Agata de’ Goti (Bn), dove la locale Stazione è stata intitolata, lo scorso 26 settem­bre, all’appuntato scelto Movm Tiziano Della Ratta, scomparso in un conflitto a fuoco nel corso di una rapina avvenuta a Maddaloni nell’aprile 2013. Numerose le autorità intervenute alla celebrazione, scandita dalle note della Fanfara del 10° Battaglione “Campania”: dal Sottosegretario di Stato alla Difesa Gioacchino Alfano al generale C.A. Franco Mottola, alla guida del Comando Interregionale Carabinieri “Ogaden”; dal generale B. Gianfranco Cavallo, Comandante della Legione Carabinieri “Campania” all’on. Nunzia de Girolamo, fino al Prefetto di Benevento Paola Galeone e al Questore Antonio Borrelli. Al Comandante Provin­ciale di Benevento, colonnello Pasquale Vasaturo, il compito di tracciare la figura del Decora­to. Il Sottosegretario Alfano, da parte sua, ha ricordato il sacrificio e il coraggio dell’appuntato Della Ratta, mentre la cognata Rosalba ha rievocato alcuni episodi significa­tivi della sua vita. A benedire la lapide con la motivazione della concessione della Movm, il Vescovo, monsignor Michele De Rosa.

Memorie “di famiglia” anche per la comunità di Savio (Ra), che dallo scorso ottobre ha un nuovo monumento dedicato a tre eroi dell’Arma. Era il 6 maggio 1998, infatti, quando tre giovani carabinieri, mentre percorrevano, a bordo di un veicolo militare, la Statale che da Cervia li avrebbe riportati alla Stazione di Savio, dove prestavano servizio, furono investiti da un veicolo proveniente dalla direzione opposta. Moriro­no sul colpo Stefano Piccioni, Eugenio Cinelli e Simone Pascucci. Da quel momento i cittadini di Savio si sono stretti intorno ai “loro” carabinieri e hanno espresso in ogni circostanza sentimenti di affetto nei confronti dei militari dell’Ar­ma. È nata così l’idea del monumento, la cui inaugurazione ha visto la partecipazione di numerose autorità civili, militari e religiose – dal Comandante Provinciale di Ravenna, colonnel­lo Massimo Cagnazzo, al Pre­fetto Francesco Russo, fino a rappresentanti della locale Sezione Anc –, oltre che di numerosi cittadini. A suggellare l’evento, il concerto della Fanfara del 3° Reggimento “Lombardia” tenutosi nel Teatro Comunale.

Ha scelto invece uno spazio verde, il Comune piacentino di Vigolzone, per onorare la memoria dell’appuntato scelto Luca Di Pietra, caduto un anno fa nel corso di un inseguimento a Castelsangiovanni (Pc). Alla cerimonia d’inaugurazione – svoltasi il 29 settembre – hanno partecipato, oltre al Sindaco Francesco Rolleri e al Prefetto di Piacenza Anna Palombi, il Comandante della Legione Carabinieri “Emilia Romagna”, generale B. Antonio Paparella, il Comandante Provinciale dell’Arma, colonnello Corrado Scattaretico, i familiari del Ca­duto e l’appuntato scelto Massimo Banci, capo equipaggio all’epoca del tragico incidente. Significativa, infine, la presenza degli alunni e degli insegnanti delle scuole di Vigolzone. La cerimonia si è conclusa con la Santa Messa celebrata dal  Cappellano militare, don Giuseppe ­Grigolon.

È un segno tangibile della vicinanza della comunità all’Arma anche la nuova caserma di San Leonardo (Ud). Era il 19 ottobre quando il presidio è stato inaugurato alla presenza delle massime autorità militari e civili: dal generale B. Flavio Garello, Comandante della Legione Carabinieri “Friuli-Venezia Giulia”, al Comandante Provin­ciale di Udine, colonnello Marco Zearo, fino al Presidente della Provincia Pietro Fontanini e al Sindaco Antonio Comugnaro. Lo schieramento di un reparto in armi; un momento di raccogli­mento in memoria dei Caduti, la consegna del Tricolore e l’Al­za­bandiera hanno scandito la cerimonia, allietata anche dalle note della Fanfara del 3° Reggimento “Lombardia”. La stessa che, la sera precedente, aveva anticipato l’evento con un concerto nel Teatro Comu­nale Adelaide Ristori insieme al coro della Sezione triestina dell’Anc.


L’autorevolezza scolpita

Lo scorso 8 ottobre Apice (Benevento) ha voluto dedicare alla memoria della Movc e Mavm generale C.A. Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso in un agguato mafioso a Palermo nel 1982, insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all’agente della Polizia di Stato Domenico Russo, un busto di bronzo. Numerose le autorità intervenute, quel giorno, in Via dei Martiri, per rendere omaggio a un “servitore dello Stato”, come lo stesso generale Dalla Chiesa amava definirsi: dal Comandante Provinciale di Benevento, colonnello Paquale Vasaturo, al Coordinatore regionale dell’Anc, generale C.A. Domenico Cagnazzo, dal Prefetto Paola Galeone al Questore Antonio Borrelli, oltre al Sindaco di Apice, Ida Albanese, che ha ringraziato coloro che hanno contributo alla realizzazione del monumento, in particolare i membri della Sezione Anc di San Giorgio del Sannio. Significativa, infine, la presenza degli alunni dell’Istituto comprensivo Statale “E. Falcetti” di Apice e quella delle volontarie del Corpo infermiere della Croce Rossa, di cui faceva parte anche Emanuela Setti ­Carraro.


104BD-Foto-di-gruppoQuarant’anni dopo a Velletri: i “ragazzi” di Plado Mosca

Il tempo sembra non essere mai passato, per i militari che, quattro decenni fa, hanno frequentato il 28° corso biennale per Allievi Sottufficiali Carabinieri del 1975/76. Avevano lo stesso entusiasmo, la medesima emozione di allora, quando si sono ritrovati alla Scuola Marescialli e Brigadieri di Velletri per il loro Raduno quarantennale. Era il 16 ottobre scorso e tante emozioni si sono susseguite, quel giorno, nell’istituto di formazione dell’Arma: quella dei frequentatori del 5° Corso Triennale per Marescialli, cui è stato consegnato il Gagliardetto; quella degli Allievi qualificati del 4° Corso triennale per Marescialli, che hanno ricevuto il Distintivo di carica; e quella, appunto, dei membri del 28° Corso, che hanno ritrovato ricordi comuni, evocato vicende che hanno segnato gli anni, irripetibili e formativi, della loro giovinezza. Anni vissuti alla luce di un esempio: quello del carabiniere Medaglia d’Oro al Valor Militare Plado Mosca, nume tutelare del 28° Corso. Nisseno, classe 1918, cadde da eroe nella Vallata di Arbusow, in Russia, il 22 dicembre 1942.


104BA-I-carabinieri-sulla-fregata-'Carabiniere'Tutti a bordo 

Il colonnello Filippo Calisti, alla guida della Missione dei Carabinieri Miadit-Somalia 4, di stanza a Gibuti, si è recato in visita con i propri collaboratori, lo scorso 20 ottobre, sulla nave della Marina Militare “Carabiniere”, ferma per una sosta tecnico-operativa nel porto somalo. L’invito è stato rivolto al colonnello Calisti dall’ammiraglio Stefano Barbieri, capo della Missione dell’Unione Europea “Atlanta”, attiva nel Golfo di Aden e nell’Oceano Indiano. Qui la nave “Carabiniere” svolge attività di pattugliamento nel contrasto alla pirateria e di controllo delle navi ­mercantili. A ricevere a bordo il contingente, il Comandante dell’Unità, il capitano di Fregata Francesco Saladino, che, dopo una breve presentazione delle caratteristiche tecniche della fregata “Carabiniere”, ha accompagnato i nostri militari a visitare l’unità.


di Terrosi/Archilei