Paese che vai, caserma che trovi

Bono, nel Goceano che si trasforma

030-Un-momento-della-cerimoniaSardegna. Sassari. La Compagnia Carabinieri di Bono ha una nuova caserma. È stata inaugurata lo scorso 30 ottobre alla presenza del Comandante Generale dell’Arma, generale C.A. Tullio Del Sette. Alla cerimonia hanno preso parte anche il generale C.A. Vincenzo Giuliani, Vice Comandante Generale, il generale B. Antonio Bacile, Comandante della Legione Carabinieri “Sardegna”, e il Comandante Generale Emerito Gianfrancesco Siazzu. Grande la partecipazione, sia da parte delle autorità civili e militari che da parte della cittadinanza, rappresentata in primis dal mondo dell’associazionismo e della scuola. Una cerimonia molto attesa, se si pensa che il Comune di Bono, che aveva individuato il sito dove realizzare la caserma circa trent’anni fa, ha potuto solo ora mettere la parola fine ai lavori dello stabile: il generale Del Sette, da Comandante Interregionale “Podgora”, aveva già visitato la Compagnia di Bono nel giugno 2013 e nel maggio 2014, quando ancora era ospitata all’interno di una ex struttura carceraria. Un evento pieno di significato, questo, soprattutto perché ha visto l’intitolazione della caserma a due militari dell’Arma, entrambi insigniti della Medaglia d’Oro al Valor Militare “alla memoria”: l’appuntato scelto Ciriaco Carru e il carabiniere scelto Walter Frau, entrambi morti a Chilivani, nel comune di Ozieri, il 16 agosto 1995. I due militari, capo equipaggio e autista di radiomobile, mentre prestavano servizio in un’area a forte densità criminale, furono colpiti mortalmente con dei kalashnikov da malviventi che stavano per rapinare un furgone portavalori. Il sacrificio dei due militari consentì di sventare il piano e di identificare tutto il gruppo criminale. Il 16 agosto scorso la strage di Chilivani era stata ricordata con una solenne cerimonia commemorativa. E da ottobre una lapide a loro ricordo è anche davanti alla nuova caserma della Compagnia Carabinieri di Bono, presidio dell’Arma nel Goceano, territorio della Sardegna centro-settentrionale. A tagliare il nastro, inaugurando la sede, la madre del carabiniere scelto Frau e la vedova dell’appuntato scelto Carru.

Al comando della Compagnia, dal settembre del 2010 è il maggiore Giampiero Lampis, originario di Oristano, nell’Arma dal 1989. Prima di arrivare a Bono, con i suoi circa 3.500 abitanti da tutti considerata il “capoluogo” del Goceano, il maggiore ha comandato la Compagnia Carabinieri di Bonorva, sempre nel sassarese, e prima ancora quella di San Vito, in provincia di Cagliari. Il suo percorso professionale lo ha visto prestare servizio anche a Carbonia, presso il Nucleo Operativo e Radiomobile, e poi a Sassari e a Pistoia. La Compagnia di Bono abbraccia un territorio di circa 500 chilometri quadrati, che comprende le Stazioni Carabinieri della stessa Bono, di Bultei, Nule, Benetutti, Illorai e di Foresta di Burgos, quest’ultima caratterizzata dalla presenza dei Carabinieri a cavallo.

Un tempo la criminalità in Sardegna era nota soprattutto per i sequestri di persona, reato che trovava in qualche modo anche un’orografia favorevole,  a causa dell’impervietà e inaccessibilità di alcune zone. Un fenomeno poi man mano affievolitosi, anche grazie alle novità legislative (l’introduzione del blocco dei beni delle vittime) ed alla pressione esercitata dalle Forze dell’Ordine. «Oggi la mentalità della criminalità isolana è cambiata», ci spiega il maggiore Lampis, illustrandoci l’attività operativa della Compagnia Carabinieri della sua cittadina. «A differenza degli anni addietro, si registra un minor numero di rapine e di assalti ai portavalori. La malavita preferisce esporsi meno alla severità del Codice Penale, ha accantonato i sequestri di persona e tende a concentrare le sue iniziative criminali in settori diversi, come la coltivazione di sostanze stupefacenti». Attività contrastate efficacemente dai militari della Compagnia di Bono, che in questi anni hanno proceduto a scoprire diverse piantagioni di cannabis e a porre sotto sequestro migliaia di piante pronte a essere immesse sul mercato. Spesso i sequestri hanno riguardato addirittura coltivazioni “casalinghe”. Tra i reati che gli uomini dell’Arma si trovano poi a contrastare abitualmente, ci sono quelli di carattere predatorio. Frequente l’abigeato ai danni di aziende agricole, che si vedono sottrarre quella che spesso è la loro unica fonte di sostentamento.

E nel Goceano si sono registrati di recente episodi criminali finiti sulle cronache nazionali. Lo scorso giugno, a Benetutti, un anziano è morto durante una rapina; ad ottobre un allevatore è stato ucciso a fucilate davanti alla sua abitazione. Né mancano gli atti intimidatori nei confronti dei pubblici amministratori, come è accaduto a Pontei, o anche nei confronti di militari dell’Arma. In questo territorio dove atteggiamenti omertosi tendono talora a residuare come incrostazioni culturali, dove non mancano retaggi di una mentalità che fa ritenere “ognuno giudice di se stesso”, «tutti i risultati vengono conseguiti grazie agli sforzi investigativi dei Carabinieri, l’unico presidio dello Stato», spiega non senza orgoglio il Comandante Lampis. Il maggiore e i suoi uomini con impegno quotidiano stanno cercando di «sgretolare questa mentalità», portando avanti con le nuove generazioni il concetto di legalità. «Ma c’è ancora da lavorare molto», conclude il Comandante.


di Stefania Marino