Fatti & Persone

014-ImmagineLA REGOLA DI MONTESQUIEU. Si può leggere per vivere infinite vite; per essere quel che mai si potrebbe diventare; per sentirsi invisibili al mondo. O solo per essere felici. Lo dice una ricerca condotta dal Centro Studi su Mercati e Relazioni Industriali dell’Università di Roma Tre per il Gruppo Mauri Spagnol: è bastato intervistare 1.100 persone, lettrici o no, per dimostrare come l’Indice di felicità complessiva sia sensibilmente più alto in chi sia solito tuffare il naso tra le pagine stampate; parliamo di un 7,44 (Scala di Veenhoven) contro il 7,21 dei non lettori. Che ami i saggi storici o preferisca la magia del romanzo, chi legge proverà emozioni positive con una frequenza maggiore di chi rifugga ogni letteraria evasione. Perché non esiste dolore, diceva Montesquieu, che un’ora di lettura non possa (almeno in parte) dissipare.

SETTE OMICIDI PER UN PREMIO. «Ascoltate. I morti non smettono mai di parlare. Forse perché la morte non è affatto morte, è solo stare chiusi in castigo dopo la scuola... Morto. Suona definitivo, invece è una parola che avrebbe bisogno di una forma progressiva». È l’incipit del romanzo Breve storia di sette omicidi (Frassinelli), con cui il giamaicano Marlon James ha vinto il Man Booker Prize, portando per la prima volta il Paese del reggae e del Cuba libre sul podio del più esclusivo premio letterario britannico. Merito di un’opera “epica in ogni senso della parola”, come l’ha definita il New York Times, e della tenacia di un giovane professore con i dreadlocks nei capelli che il suo primo romanzo se l’è visto rifiutare 78 volte dalle case editrici.

UNO SPONTANEO OMAGGIO. «Una figura che ha incarnato perfettamente lo Stato, mostrando allo stesso tempo una carica umana straordinaria»: così il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha ricordato il generale D. Cosimo Piccinno, indimenticata guida del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, scomparso lo scorso 13 giugno. Una decisione spontanea e immediata, da parte del Ministro, quella di intitolare all’ufficiale che «con pugno di ferro ma anche grande comprensione» ha affrontato negli anni temi di vitale importanza, l’Auditorium del proprio Dicastero. Era il 22 ottobre scorso. Apertasi con la proiezione di un filmato che ha ripercorso la carriera del generale, la cerimonia è proseguita con lo scoprimento e la benedizione della targa da parte del Cappellano del Nas. È toccato quindi al Comandante Generale Tullio Del Sette evocare la straordinaria sensibilità con cui il generale Piccinno ha ricoperto «un ruolo delicatissimo, che richiedeva importanti doti umane». A suggellare la cerimonia, la consegna alla signora Giulia Menna, vedova dell’ufficiale, della Medaglia ricordo di Esculapio conferitale dal Ministro Lorenzin.

QUESTIONI DI SICUREZZA. Un libro in codice criptato risalente al tempo di Enrico II e una ricetrasmittente nascosta in una scatola di fiammiferi; uno strumento utilizzato in piena Guerra Fredda per spiare attraverso il buco di una serratura e un esemplare del più impenetra­bile dei telefoni cellulari, il famigerato “Teorem”, fino a un dispositivo per le comunicazioni cifrate appartenuto al generale De Gaulle. C’è tutto il mondo dell’intelligence francese nella mostra Il segreto di Stato, Sorvegliare, proteggere, informare. Dal XVI al XXI secolo, allestita a Parigi nella sede degli Archivi nazionali dell’Hôtel de Soubise. Con documenti e materiali inediti, l’esposizione ricostruisce la storia dei personaggi, le organizzazioni, le tecniche civili e militari messe in atto per realizzare un’efficace politica della segretezza. Dove creare il mistero è spesso più importante che disvelarlo, inabissare è più opportuno che far riemergere. Ne è efficace metafora, al centro della mostra, l’installazione che consente d’immergersi a bordo del sottomarino nucleare La Redoutable, o meglio all’interno del suo computer.        

IN BREVE

L’altra metà dell’arte
Bisonti inseguiti da minuscoli cacciatori, mandrie lanciate in corsa sopra immense praterie di roccia, scene di vita quotidiana ai tempi in cui l’uomo stava ancora plasmando se stesso e il mondo: possibile che tutto questo sia opera di donne? La risposta è sì per un ricercatore della Pennsylvania State University, Dean Snow, che nelle grotte rupestri deco­rate da preistorici Michelangelo ha raccolto calchi di impronte le cui mi­sure farebbero pensare a dita femminili. Il dibattito è aperto.

La caduta di Pier Paolo
È stato salutato come la “Cappella Sistina di Tor Pignattara” il murales che l’artista Nicola Verlato ha dedicato, a quarant’anni dalla morte, a Pier Paolo Pasolini. Dieci metri di altezza per sei di lunghezza, acrilico su intonaco, Hostia rappresenta, in una vertiginosa discesa agli inferi, la morte dello scrittore e regista av­venuta a Roma nel 1975. Accanto a lui, nel plumbeo affresco, il ritratto di Ezra Pound. Il tutto in un quartiere, Tor Pignattara, tra i più amati dall’autore di Una vita violenta e di Il Vangelo secondo Matteo.

Fette di accoglienza
Un gusto leggermente biscottato; una miscela di farine biologiche macinate a pietra in un mulino alle porte di Roma e prodotte con varietà di frumento rigorosamente locali, coltivate tra Cerveteri e Tarquinia; il Tau francescano, simbolo di pace e redenzione, inciso sulla sua forma. Saranno almeno quaranta i panettieri romani che, a partire dall’8 dicembre, prenderanno a sfornare il “Pane dell’accoglienza”. Un modo per offrire ai pellegrini in arrivo nella Capitale per il Giubileo straordinario indetto da Papa Francesco un prodotto genuino, sostenibile e soprattutto solidale: proprio come accade a Napoli per il caffè, infatti, potrà essere venduto anche come “pane sospeso”, lasciando il conto pagato per chi abbia fame di fraternità.

Calici di stelle
Era un anonimo corpo celeste inserito nel Catalogo internazionale dei pianeti minori al numero 6.851, scoperto nel 1981 dall’astronomo belga Henri Debehogne. Oggi l’asteroide “Chianti” porta nello spazio il nome di un territorio e del suo inconfondibile sapore: è stata infatti accolta dall’International Astronomical Union la candidatura presentata dagli astronomi Mario Di Martino dell’Osservatorio astrofisico di Torino ed Emanuele Pace, responsabile dell’Osservatorio chiantigiano di Barberino Val d’Elsa (Firenze). A ricevere il certificato ufficiale rilasciato dalla Russian Academy of Sciences, lo scorso 31 ottobre, sono stati gli otto Sindaci del Chianti fiorentino e senese, insieme a un rappresentante della Fondazione del Chianti Classico “Gallo Nero”.


di Maria Valeri