2 giugno: la Repubblica fa festa

Il Presidente della Repubblica Giorgio NapolitanoPer quanto la nostra epoca stia attraversando un momento di crisi profonda e generalizzata in particolare sotto il profilo politico-economico, esistono comunque dei punti fermi, dei pilastri fatti di valore e identità nei quali le nazioni si rispecchiano: un retaggio storico e culturale di ideali e di azioni, di conquiste civili e di sofferenze da cui i popoli traggono forza morale e autostima che generano a loro volta il coraggio dell’impegno. Per noi Italiani il pilastro istituzionale, da sessantasette anni, è la nostra Costituzione repubblicana e democratica. E ne festeggiamo comunque la scelta. Quest’anno in tono contenuto, ma non per questo meno vibrante. Così il 2 giugno il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, accompagnato dal Ministro della Difesa Mario Mauro e dal Capo di Stato Maggiore della Difesa ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, ha deposto la sua corona d’alloro all’Altare della Patria, sulla tomba del Milite Ignoto; quindi, unitamente al Presidente del Consiglio Enrico Letta, ai membri del Governo e ai più alti esponenti istituzionali, civili, religiosi e militari, tra i quali il Comandante Generale dell’Arma generale C.A. Leonardo Gallitelli, e agli ospiti delle rappresentanze diplomatiche, ha assistito con l’usuale folla di cittadini festanti all’altrettanto consueta ma sempre emozionante parata militare. Stavolta niente mezzi pesanti né cavalli, ma non importa, perché la coreografia è un dettaglio: quello che conta è, appunto, il valore simbolico espresso dagli uomini e dalle donne in uniforme. Così per i Carabinieri: con il basco rosso piuttosto che con il bracciale dell’Msu; con il casco da pilota, piuttosto che con il “mefisto” del Gis; con l’omerale da Comandante di Stazione, piuttosto che con la tradizionale “lucerna”. Mentre i corazzieri, nel seguire appiedati il Capo dello Stato, ritmavano il passo cadenzato con i luccicanti stivaloni alla scudiera. «Penso a quel che fecero i militari da protagonisti del movimento di Liberazione da cui nacque la Repubblica, penso ai nostri contingenti impegnati in missioni internazionali di pace», ha detto il Presidente Napolitano; «Le Forze Armate sono garanti delle Istituzioni… la più grande opportunità di difendere con la pace anche la nostra identità, la nostra cultura, il valore della Nazione», gli ha fatto eco il ministro Mauro.