Bracciate di vita

Alla vigilia della sua performance olimpica, incontro con la stella del nuoto italiano: a ventiquattro anni, Federica Pellegrini è tra le atlete più amate del nostro Paese. A suo agio in piscina come sui più prestigiosi palchi teatrali
Federica Pellegrini ospite sul Palco dell'Ariston nell'ultimo Festival di SanremoÈ l’atleta che ha fatto inorgoglire l’Italia, il nostro fiore all’occhiello, la creatura più affascinante e sinuosa che abbia mai indossato il costume da competizione. In due parole, è… Federica Pellegrini. A soli 24 anni (nasce il 5 agosto 1988), è considerata una delle migliori atlete della storia dello sport italiano: attuale detentrice del record del mondo nei 200 e 400 metri stile libero, è la prima donna italiana ad aver vinto una medaglia d’oro nel nuoto alle Olimpiadi, nel 2008 a Pechino (200 metri stile libero). Nei Mondiali di Roma 2009, invece, è stata la prima a scendere sotto i 4 minuti nei 400 metri stile libero. Nella stessa occasione ha vinto la finale dei 200 stile libero, fermando il cronometro a 1’52’’98, battendo così il record da lei stessa stabilito in batteria di qualificazione. Un primato che nel giro di un anno ha abbassato di due secondi.

Con quattro titoli mondiali all’attivo e una serie infinita di successi, Federica non si è però montata la testa, rimanendo la ragazza volenterosa che è sempre stata. E alla vigilia del primo tuffo nelle piscine olimpiche di Londra 2012, mentre il suo volto ci guarda dagli schermi televisivi e dai manifesti pubblicitari, l’Italia riconosce nel suo viso acqua e sapone, nella sua frangia sbarazzina e nel suo sorriso sfrontato il suo volto migliore: giovane e determinato, sano e vincente, orgoglioso e impegnato.

Ma cosa avrebbe fatto, Federica Pellegrini, se non avesse avvertito sin da bambina, quando i suoi genitori l’hanno gettata in una piscina, il richiamo irresistibile dell’acqua?

«Fin da piccolissima l’acqua è stata il mio habitat naturale», racconta il nostro biondo delfino. «È stato amore a prima vista. Io sono una creatura d’acqua dolce. Nella mia vita non avrei potuto fare altro che nuotare. A un anno di vita ero già in vasca in braccio a mia madre e a mio padre. A quattordici ho capito che il nuoto sarebbe stata la mia professione».

Oltre al nuoto, non ci sono altri sport che la coinvolgono in modo particolare?
«Ho provato a cimentarmi anche con il tennis. Mi diverto ad armeggiare con la racchetta e le palline, ma sono molto lontana dal poter dire che so giocare. E poi mi incuriosisce il mondo delle due ruote, il motoGP in particolare».

L’impegno agonistico l’ha portata a crescere molto più in fretta delle sue coetanee, regalandole una precoce maturità, ma anche costringendola a saltare qualche tappa. C’è qualcosa che le è mancato, che avrebbe voluto fare e a cui invece ha dovuto rinunciare, magari durante l’adolescenza?
«È vero che sono dovuta crescere molto in fretta, per affrontare le diverse sfide e le difficoltà alle quali lo sport, come la vita, mi hanno messo di fronte. Ci sono stati momenti in cui ho sentito la mancanza di una parentesi di svago, di una serata con gli amici, in discoteca o in pizzeria. Con il passare del tempo, però, le soddisfazioni che ho avuto sono state così grandi da mettere ogni altra cosa in secondo piano, e oggi posso dire di non aver rimpianti».

A suo avviso, quanto è importante lo sport nella formazione umana dei giovani?
«Lo sport è un insegnamento di vita, puro e semplice. Per questo consiglio ai giovani di praticarlo quanto più possibile. Stimola all’impegno, rafforza il carattere. Sono convinta che sarebbe utile introdurlo sistematicamente nella scuola, come insieme di valori, ma anche come la migliore ricetta per ottenere un benessere psicofisico ottimale».

Lei è tra i personaggi italiani più celebri, in patria e nel mondo. Tanta notorietà comporta dei limiti?
«Penso che un atleta debba la sua popolarità ai successi nello sport. Si tratta, dunque, di una notorietà guadagnata “sul campo”, convalidata dai traguardi raggiunti. E allora perché non viverla con serenità, godendone ogni beneficio?».

La sua città è Mirano, in provincia di Venezia. Quanto delle sue tradizioni si è portata con sé mentre girava il mondo?
«Adoro cercare un po’ dell’atmosfera propria del luogo in cui sono nata quando mi trovo in posti nuovi, lontani. Quando viaggio, vado sempre alla scoperta di nuove sensazioni, ma questo riesce bene soltanto in vacanza. Nei viaggi che faccio per partecipare alle gare, la concentrazione è tutta sul nuoto».

L’abbiamo vista anche come testimonial pubblicitario e spigliata ospite a Sanremo. Ha mai pensato ad una carriera nel mondo dello spettacolo?
 «In questo momento penso solo ai miei obiettivi sportivi, e anche se l’ambiente dello spettacolo mi diverte, penso di essere una ragazza normale, non certo una star. Il mio mondo, oggi, è il nuoto. In futuro si vedrà: mai dire mai...».

Un saluto speciale ai nostri lettori?
«Lo dedico ai ragazzi. Seguitemi sempre e mi raccomando: fate sport sin dalle elementari».