Il commiato del generale C.A. Arturo Esposito

Riportiamo di seguito le parole con cui il generale C.A. Arturo Esposito ha lasciato, il 19 giugno scorso, l’incarico di Capo di Stato Maggiore dell’Arma per assumere quello di Direttore dell’Aisi.

Signor Comandante Generale, nel momento in cui lascio la carica di Capo di Stato Maggiore del Comando Generale per assumere la Direzione dell’Agenzia per la sicurezza interna dello Stato, desidero innanzitutto rivolgere un deferente saluto alla nostra Bandiera, simbolo silente del valore e dei valori dell’Arma, ed un pensiero commosso ai nostri Caduti, che ci indicano la via del dovere.

Ai decorati ed ai mutilati, qui rappresentati dalla Medaglia d’Oro al Valor Militare generale Umberto Rocca, la nostra perenne riconoscenza.

Alle Autorità di Governo che mi hanno onorato della loro fiducia va la mia profonda gratitudine, con l’impegno di operare nell’esclusivo interesse della Patria e con la forza morale che mi deriva da quei valori di cui ogni carabiniere si nutre dal primo giorno in cui indossa gli alamari.

Caro Comandante,
è con grande emozione che mi accingo a rivolgere il mio saluto a Te, ai colleghi, ai Carabinieri di ogni grado qui presenti.

Caro Dino, a Te vanno i sentimenti della mia gratitudine, del mio rispetto e della mia amicizia.

La gratitudine per avermi consentito di fare un’esperienza esaltante al Tuo fianco. L’incarico di Capo di Stato Maggiore, per il quale mi hai prescelto tre anni or sono, è stato il coronamento di una vita professionale nel corso della quale ho guardato alla carica di vertice dello Stato Maggiore dell’Arma come un punto di arrivo altissimo, quasi irraggiungibile. Essere il tuo primo collaboratore è stato per me un altissimo privilegio.

Il rispetto, per il modo mirabile con cui hai guidato e stai guidando l’Arma in circostanze difficilissime per la Nazione, nelle quali stai sostenendo le ragioni dell’Istituzione con la forza e il senso etico che io ben conosco e che tutti i carabinieri ti riconoscono.

L’amicizia, per l’affetto sincero e il sostegno che da sempre mi riservi.

Ai miei collaboratori, al Sottocapo di Stato Maggiore innanzi tutto, il generale Antonio Ricciardi, che mi è stato sempre particolarmente vicino nelle decisioni di ogni giorno, ai Capi Reparto, ai Direttori, ai Capi Ufficio e a tutti i carabinieri di ogni grado del Comando Generale, il mio compiacimento più vivo e sentito per la loro attività diuturna, pregevole, silenziosa e sempre orientata a “provvedere” a tutte le esigenze dei Reparti dell’Arma che operano sul terreno. Grazie di vero cuore per quanto fate e per la capacità di trasfondere una carica umana impareggiabile nel vostro quotidiano impegno.

Un ringraziamento che desidero rivolgere agli Ufficiali, ai Marescialli, ai Brigadieri, agli Appuntati e ai Carabinieri che mi hanno affiancato nel corso della mia carriera dandomi uno straordinario esempio di spirito di servizio e dedizione.

Ne ricordo tanti, tantissimi, e tutti con grande affetto, quell’affetto che è il vero valore aggiunto della grande famiglia dell’Arma.

Una famiglia che circa quarant’anni fa mi accolse, giovane tenente, alla Scuola Sottufficiali di Velletri (dove ancora oggi, come tutti sanno, batte forte una parte del mio cuore) e mi ha accompagnato in sedi ed incarichi sempre più impegnativi, da Santa Maria Capua Vetere a Foggia, da Bologna a Roma, da Palermo ancora a Roma.

È stato un percorso bellissimo, durante il quale ho cercato di dare tutto me stesso per essere all’altezza dei compiti affidatimi e per corrispondere alle aspettative dei miei carabinieri e alla fiducia che i cittadini ripongono nell’Arma. Una fiducia ed un consenso senza riserve che hanno fatto dell’Arma una delle Istituzioni più amate dagli Italiani ed un riferimento di efficienza e di dedizione al bene comune.

Un percorso, quello della mia vita professionale, durante il quale ho avuto la fortuna di incontrare superiori di assoluto valore, che sono stati per me autentici maestri di vita: a tutti loro, alcuni dei quali qui presenti in questa sala, rivolgo il mio riconoscente e rispettoso saluto.

Ai Capi di Stato Maggiore che mi hanno preceduto, in un incarico assolutamente centrale nell’assetto organizzativo dell’Arma dei Carabinieri, porgo i sentimenti della mia rispettosa gratitudine per l’altissimo esempio di etica della responsabilità che ci hanno offerto.

Ai colleghi Generali di Corpo d’Armata, primo fra tutti il Vice Comandante Generale Clemente Gasparri, il mio abbraccio affettuoso e gli auspici per un futuro prospero di benessere e soddisfazione.

Al Presidente dell’Onaomac, il signor generale Vitale ed al Presidente dell’Anc, il generale Lo Sardo, l’amico Libero, agli auspici di ogni bene unisco sentimenti di sentita riconoscenza per il modo straordinario in cui interpretano un ruolo veramente fondamentale per dare concretezza e tenere vivi quei valori che l’Arma da sempre coltiva.

Ai carabinieri della Rappresentanza Militare un saluto beneaugurante per il futuro e un sentito grazie per il prezioso contributo offerto in questi anni.

Ancora grazie, caro Dino, per tutto ciò che stai donando all’Arma con la generosità, la passione e la fermezza che tutti ben conosciamo e consentimi, infine, un cenno di affettuoso saluto alla tua famiglia, alla gentile signora Rosanna, ai tuoi figli ed al tuo piccolo Carlo.

All’Arma dei Carabinieri lunga vita per il bene dell’Italia e degli Italiani.