Ritorno a Montenero

La sua nicchia all’interno di una delle grotte che circondano il Santuario di Montenero (Li) era vuota da ben venti anni, ma né i Monaci Benedettini Vallombrosani, cui è affidato il santuario trecentesco dedicato alla Madonna di Montenero, patrona della Toscana, né i fedeli, che in quel luogo sacro, collocato su una collina che domina il mare e il porto di Livorno, si recano per cercare la pace dello spirito e la pienezza della Grazia, si erano abituati alla sua assenza. Grande è stata dunque la loro gioia quando, nello scorso mese di settembre, la scultura in maiolica raffigurante la Madonna con Bambino che era stata trafugata dal santuario venti anni orsono è tornata al suo posto. Merito dei carabinieri della Compagnia di Spoleto (Pg), che l’hanno rinvenuta in un mercatino dell’antiquariato allestito a Passignano (frazione di Campello sul Clitunno, Pg) e immediatamente sequestrata all’antiquario che la esponeva tra i suoi “tesori” e che, in seguito, è stato denunciato in stato di libertà per ricettazione.

C’erano almeno duemila fedeli, oltre ai vertici dell’Arma locale e ai due militari che hanno effettuato il recupero, il MAsUPS Sergio Olivieri, Comandante della Stazione di Campello sul Clitunno, e il maresciallo capo Antonio Pino, alla cerimonia con la quale la pregevole opera è stata ricollocata al suo posto, accompagnata da una Messa celebrata dal Vescovo di Livorno, monsignor Simone Giusti. Un’iniziativa che, ancora una volta, ha dimostrato come l’Arma sappia essere vicina alla gente in molti modi, anche restituendole i suoi simboli, i suoi punti di riferimento.