2 novembre, tempo di memorie

Lo scorso 2 novembre si sono tenute nella Capitale due importanti quanto significative cerimonie: la consueta, ma sempre commovente commemorazione di tutti i militari caduti nell’adempimento del dovere, e l’ingresso alla Stazione di Roma Termini del treno rievocativo per il 90° anniversario della traslazione della salma del Milite Ignoto.

Un mmento della cerimonia al Sacrario Militare del cimitero monumentale del VeranoLa prima cerimonia ha avuto luogo al Sacrario Militare del cimitero monumentale del Verano ove, presenti il Sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto e i massimi vertici militari, tra i quali il Comandante Generale dell’Arma, generale C.A. Leonardo Gallitelli, è stata deposta una corona d’alloro e l’Arcivescovo Ordinario Militare per l’Italia monsignor Vincenzo Pelvi ha celebrato la Santa Messa in suffragio. Le medesime autorità si sono recate quindi alla Stazione Termini, dove, insieme al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al Ministro della Difesa Ignazio La Russa, al Sindaco di Roma Gianni Alemanno e ad altri esponenti del mondo istituzionale, rappresentanti dei mezzi d’informazione e una folla numerosa e commossa, hanno accolto il Treno della Memoria.

Com’è noto, nel 1921 venne deciso di commemorare i 650mila Caduti della “Grande Guerra” con l’istituzione del Milite Ignoto. Questo fu indicato, tra altri undici raccolti nelle diverse aree del fronte e traslati nel Duomo di Aquileia, dalla triestina Maria Bergamas, madre a sua volta del soldato Antonio, morto sul Carso nel 1915 e mai potuto identificare («Domani partirò per chissà dove, quasi certo per andare alla morte. Quando tu riceverai questa mia, io non sarò più. Forse tu non comprenderai questo, non potrai capire come non essendo io costretto sia andato a morire sui campi di battaglia. Addio, mia madre amata...». Questa la commovente lettera che Antonio scrisse alla madre). La donna visse ancora a lungo: morì infatti nel 1954, ed ora riposa nel Cimitero di Guerra di Aquileia, accanto agli altri dieci militi ignoti.

La salma prescelta fu posta quindi su una tradotta e portata sulla linea Venezia - Bologna - Firenze sino a Roma, dove giunse appunto il 2 novembre per essere tumulata nel Vittoriano il 4 successivo, nella ricorrenza della Vittoria. A distanza di novant’anni, è arrivato da Aquileia un altro convoglio composto da cinque vagoni, tre dei quali ospitavano una mostra con foto e reperti, l’altro era stato allestito per proiettare dei filmati, mentre una carrozza speciale riproduceva quella della tradotta che nel 1921 portò le spoglie del Milite Ignoto, con all’interno un affusto di cannone d’epoca, il braciere e la teca con la bandiera che avvolse la bara dell’Eroe.
Il Comandante Generale, come da tradizione, si è portato infine alla Legione Allievi per rendere onore ai Carabinieri Caduti. Presenti i Comandanti delle Scuole dell’Arma, generale C.A. Clemente Gasparri, e della Legione, generale B. Enzo Bernardini; le Medaglie d’Oro al Valor Militare, generali Umberto Rocca (Presidente del Gruppo Medaglie d’Oro) e Rosario Aiosa; il Direttore dell’Aisi, generale C.A. Giorgio Piccirillo; i vertici dell’Istituzione in servizio e in congedo della Capitale e le rappresentanze militari e del personale, il generale Gallitelli ha deposto una corona d’alloro ai piedi della lapide che ricorda i dodici militari dell’Arma trucidati alle Fosse Ardeatine.

Un’analoga cerimonia presso il Mausoleo sorto sul luogo di quel terribile eccidio ha commemorato tutte le 335 vittime giustiziate dai nazisti il 24 marzo 1944. Per l’Arma è intervenuto il Comandante Interregionale “Podgora”, generale C.A. Stefano Orlando.