I limoni di Camilleri

Sono gli agrumi siciliani per eccellenza. Gialli, come i romanzi del mistero e del delitto. Aspretti, solleticano e pizzicano come un motto di spirito. Non ci viene in mente qualcuno?
Agosto, tempo di vacanze e di spiagge. Di ombrelloni e letture sotto gli ombrelloni. Di riflessioni e domande, da fare sempre sotto… quegli oggetti lì. Ma non è detto che, all’ombra di…, insomma, avete capito, ci si debba interrogare per forza su problemi di scarso rilievo. Che si debba banalizzare tutto. Perché in realtà, a ben vedere, proprio quando riusciamo a liberare il pensiero dagli affanni quotidiani e dalle urgenze, è la volta che ci affiorano alla mente le questioni davvero importanti. Quelle che rimandiamo sempre a tempi migliori, che poi non vengono mai.

D’estate finisce un anno di lavoro, molto più di quanto non si concluda al 31 dicembre. Ci si accorge del tempo messo a frutto e di quello perduto, perché a volte lo sprechiamo. Ci si osserva, anche: la “prova costume” è un’occasione per fare una riflessione sul proprio aspetto. I cosiddetti segni dell’età. I ragazzi si allungano, gli anziani si accorciano, chi sta in mezzo spesso si allarga. In ogni caso il corpo si modifica, perché nulla nel tempo resta immutato. È positivo, se ci pensiamo, perché se non fossimo anche noi in perpetuo movimento, come la giostra sulla quale ci troviamo, sarebbe difficile non avere il mal di testa. Ma questo tempo che passa, e sembra non farlo, questa clessidra che a volte scorre lenta e altre volte ha un ritmo vorticoso… in che consiste, esattamente?

Maestro, cos’è il tempo?
«Immagino non mi stia chiedendo notizie di un quotidiano romano di antica tradizione».

Ehm, immagina bene. In effetti mi riferivo a…
«Ho capito! Che dire? Il tempo segue una classificazione soggettiva: la nostra. Non è mica la stessa cosa per tutti, il fatto che questa dimensione trascorra. Per qualcuno è una benedizione, per altri una iattura. Dipende».

E poi ci sono considerazioni, per così dire, di ordine soprannaturale…
«La Bibbia, nella Genesi, utilizza una sintesi estremamente efficace: Dio creò l’uomo in un giorno. Poi ci sono tutte le aggiunte successive, la creazione degli elementi naturali e degli esseri viventi, giorno per giorno fino ad arrivare al settimo, nel quale, come è scritto, Egli “si riposò”. Magari questa cosa andrebbe un po’ aggiornata, considerando l’usanza sempre più diffusa della settimana corta…».

Proveremo a suggerire l’aggiornamento. E questi sette giorni, come possiamo leggerli?
«La faccenda veramente seria, a parte lo scherzo di prima che spero mi sarà perdonato, è proprio la seguente. A quanto corrisponde, un giorno di Dio? I sette giorni della Creazione equivalgono a una nostra settimana? Entriamo in un grande mistero».

E Lei, che di enigmi è un esperto, questo mistero come lo risolve?
«Come chiunque altro. Vivendo».