La Curia ringrazia

Sono più d'una le ragioni per cui la Chiesa piemontese, negli ultimi tempi, si è trovata ad esprimere la sua più sincera gratitudine nei confronti dell'Arma dei Carabinieri. Merito di due operazioni di servizio che hanno avuto come protagonisti, appunto, i carabinieri della Legione "Piemonte e Valle d'Aosta". Ma andiamo con ordine. Sono stati i militari del Nucleo Investigativo Provinciale, in collaborazione con quelli della Stazione Carabinieri di Biella, guidati dal MAsUPS Nicola Migliaccio, a restituire a Sua Eminenza il Vescovo di Biella Gabriele Mana un quadro che gli era stato indebitamente sottratto.

La tela, un olio firmato dal pittore bergamasco Angelo Capelli raffigurante Sua Eminenza il Vescovo Emerito di Biella Massimo Giustetti, era stata affidata a un artigiano locale per alcuni interventi di restauro. L'uomo, però, non aveva mai restituito il quadro, e dopo aver chiuso il laboratorio biellese, si era trasferito altrove facendo perdere le tracce di sé e dell'opera, ritrovata infine dai carabinieri in un magazzino utilizzato in comodato dall'artigiano. Grande è stata la soddisfazione di monsignor Mana quando, il 25 marzo scorso, si è visto riconsegnare dai militari dell'Arma quel quadro, che ha potuto così riprendere il suo posto all'interno della Galleria Vescovile comprendente i ritratti di tutti i vescovi biellesi. Una soddisfazione non inferiore, certamente, a quella provata da un altro prelato, l'Arcivescovo di Torino Cardinale Severino Poletto, nel consegnare gli Encomi meritati da sedici militari del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Torino e della Compagnia di Ivrea.

Un riconoscimento dovuto, per questi carabinieri che, in pochi mesi di serrate indagini, sono riusciti ad arrestare i presunti autori di un atto di violenza efferato, che tanta eco aveva provocato nell'opinione pubblica, non solo piemontese. I fatti sono noti: la sera del 26 agosto 2008 la frugale cena consumata dai quattro frati presenti nel refettorio del convento dei Francescani minori di Belmonte (Torino) è interrotta bruscamente. Quattro balordi incappucciati fanno irruzione nel convento, immobilizzano i religiosi e li picchiano brutalmente. Quindi si dileguano, non prima di aver messo a soqquadro il santuario alla ricerca di denaro o di oggetti preziosi. Nonostante la difficoltà delle indagini e le scarse indicazioni che i poveri frati hanno potuto dare sull'identità dei loro aggressori, i carabinieri sono riusciti a identificare tempestivamente i probabili responsabili in quattro cittadini rumeni, localizzati sul territorio nazionale e all'estero. Un successo che ha fatto tirare un sospiro di sollievo a tutti gli abitanti della zona, profondamente turbati dall'idea di un sopruso reso ancora più vile dall'essere stato perpetrato ai danni di uomini che avevano scelto di vivere lontano dal mondo e dai suoi eccessi.