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Nassiriya, rientrati in Patria i feretri dei tre militari italiani
Ciampino (Roma) ,  29/04/2006
Ore 16, aeroporto militare di Ciampino, da pochi minuti è atterrato il C130 che ha portato in Italia i corpi del maggiore della Folgore Nicola Ciardelli e dei marescialli dei Carabinieri Carlo De Trizio e Franco Lattanzio, morti giovedì a Nassiriya. Il cielo è grigio e carico di pioggia. Sulla pista, ad attenderli, oltre ad una folta schiera di autorità militari, civili e religiose, ci sono centinaia di colleghi in divisa, quasi tutti incapaci di nascondere la commozione.

I feretri dei tre militari caduti vengono portati a spalla dai propri colleghi
Gli psicologi dell'Esercito e dell'Arma accompagnano i familiari e gli amici di Ciardelli, De Trizio e Lattanzio. Ci sono Giovanna Netta, la moglie di Ciardelli e il piccolo Nicolò di appena due mesi, il papà la mamma e il fratello di De Trizio, il fratello e le due sorelle di Lattanzio. Sono arrivati da Livorno, da Avellino, da Pacentro, da Bisceglie, ognuno con il suo carico personale di dolore e di disperazione, ma tutti accomunati da una straordinaria dignità, figlia della consapevolezza che i loro cari hanno perso la vita per un ideale in cui hanno sempre fermamente creduto.
Un momento della cerimonia di rientro dei caduti di NassiriyaVerso il velivolo si muove una lenta, mesta processione con in testa il Presidente della Repubblica Ciampi, che tiene per mano la vedova Ciardelli.
I primi a salire a bordo dell'aereo sono i Carabinieri del Reparto Anticrimine del Ros, che eseguono i rilievi fotografici imposti dall'inchiesta aperta dalla Procura. Quindi le bare vengono portate giù a spalla dai colleghi dei caduti e il silenzio assoluto dell'aeroporto viene rotto solo dalle note del Silenzio: sono momenti di grande commozione.
Ciampi poggia la mano sui feretri, Monsignor Angelo Bagnasco, Ordinario Militare per l'Italia, dà la sua benedizione. Quando i feretri risalgono la pista, quello del maggiore Ciardelli in testa seguito da quelli di De Trizio e Lattanzio, dalla "tribunetta" dove sono concentrati i giornalisti, cameramen e fotografi si alza un applauso spontaneo: dietro ogni bara, un ufficiale porta un cuscino di seta con il berretto e la sciabola di ordinanza di ciascuno dei caduti.
Le Autorità presenti si fermano con i familiari per porgere le ultime parole di conforto, poi i carri funebri muovono lenti verso i cancelli dell'aeroporto diretti a Roma, all'istituto di Medicina Legale de La Sapienza dove in serata sono in programma le autopsie.Un momento della cerimonia di rientro dei caduti di Nassiriya
La pioggia, che finora ha risparmiato la cerimonia, comincia a cadere fitta.
Intanto da Nassiriya il Comandante del Reggimento Carabinieri MSU, il colonnello Paolo Maria Ortolani, fa sapere che le condizioni del maresciallo Enrico Frassanito, ferito nell'attentato, sono "critiche ma stabili" e che "ci vorrà almeno una settimana prima di poter prendere una decisione sul suo trasferimento in Italia". E alla domanda sullo stato d'animo dei suoi uomini dopo il grave attentato, Ortolani ha sottolineato che "Andiamo avanti con serenità e determinazione, gli uomini stanno dando una prova di grande coesione e coraggio".

Il Ministero della Difesa ha reso noto che sarà allestita una camera ardente per i Caduti presso il Policlinico Militare "Celio" di Roma nelle giornate di domenica 30 aprile, dalle ore 10 alle ore 19, e di lunedì 1 maggio, dalle ore 9 alle 19. Le esequie solenni si terranno nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli in Roma, martedì 2 maggio alle ore 10.30