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Chiesa gremita e città a lutto per i funerali del S. Tenente Frassanito
Verona ,  09/05/2006

I colleghi trasportano il feretroSono stati celebrati questo pomeriggio nel Duomo di Verona, gremito di gente, i funerali di Stato del S. Tenente dei Carabinieri Enrico Frassanito, deceduto domenica scorsa per le gravissime lesioni riportate a seguito dell'attentato del 27 aprile a Nassiriya. Molte le autorità di Stato e di governo presenti, ma anche tanti colleghi, amici e cittadini che hanno voluto testimoniare il loro affetto e stima. Tra le numerose corone, anche quella del Presidente della Repubblica, portata da due corazzieri, e della Presidenza del Consiglio. Presenti tutti i vertici militari: il Capo di Stato Maggiore della Difesa Giampaolo Di Paola, il Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri Luciano Gottardo, il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Filiberto Cecchi, il Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica Leonardo Tricarico, il Comandante Interregionale dei Carabinieri Vittorio Veneto Libero Lo Sardo, il Comandante della Regione Carabinieri Veneto Massimo Iadanza, ed il presidente del Co.Ce.R Carabinieri Serafino Liberati.

Un momento della cerimoniaIncessante per tutta la giornata è stato l'omaggio dei cittadini al feretro avvolto nel tricolore di Frassanito, morto, secondo quanto emerso dall'autopsia disposta dalla magistratura romana, per uno "choc settico irreversibile". Uomini e donne, spesso incapaci di frenare la commozione, ma anche intere scolaresche con lo zaino in spalla, accompagnate dai loro insegnanti, hanno voluto sfilare con compostezza davanti alla bara, chiusa solamente pochi minuti prima dell'apertura della cerimonia, per rivolgere una preghiera o deporre un fiore, fino a formare ai piedi della bara una piccola catasta di petali profumati. Neppure un autentico diluvio di pioggia abbattutosi sulla città ha potuto frenare la processione dolente di persone che hanno voluto sostenere idealmente, con migliaia di braccia, lo strazio dell'anziana madre settantenne del Tenente e degli altri familiari. Tra le mani di mamma Anita la fascia azzurra che conferiva al figlio il grado di S. Tenente.

Il feretro è stato trasportato a braccia da sei marescialli e seguito da un tenente che ha portato il cuscino sul quale erano posti il berretto, la sciabola, la sciarpa e le decorazioni del militare.

Le autorità civili e militari entrano in ChiesaAd officiare la messa solenne, concelebrata da 10 sacerdoti ed introdotta dal vescovo di Verona, Padre Flavio Carraio, l'ordinario militare arcivescovo Angelo Bagnasco che, nell'omelia ha ribadito il carattere di sacrificio e dedizione dell'esistenza di Frassanito. "Quando un uomo - ha detto Bagnasco - va incontro ad un altro con umile semplicità e fino al sacrificio, allora quell'uomo incontra Cristo". L'arcivescovo ha quindi ricordato che "ogni vita che si spegne lascia il mondo più buio, specialmente nel cuore della famiglia e degli amici". "Quando la morte - ha aggiunto l'arcivescovo - è affrontata per motivi alti, il buio si dirada e diventa una luce. Ogni esempio di dedizione e sacrificio è una luce del mondo che alimenta la speranza della forza del bene". Nelle parole dell'arcivescovo anche il significato della missione a cui partecipava Enrico Frassanito in Iraq: "Enrico nella sua missione di carabiniere - ha detto - ha scelto di affrontare rischi e pericoli per il bene della gente. Il nostro fratello Enrico ora incontra il suo Signore. La sua vita era fatta di servizio quotidiano, professionale, di presenza capillare davanti alla sua gente in Italia e lontano per la ricostruzione di un popolo". Padre Flavio Carraio, invece, ha sottolineato come la morte del carabiniere veronese, di origini pugliesi, sia stato un passo che ha "aggiunto dolore al dolore per la speranza che aveva suscitato la sua condizione fisica in un primo momento. E' stato - ha osservato - come se avesse voluto resistere per morire a Verona, vicino all' abbraccio della mamma".

Un lungo applauso ha salutato l'uscita dal Duomo di Verona del feretro di Frassanito.
Un momento della cerimoniaFuori dalla chiesa le massime cariche dello Stato e del governo hanno salutato i parenti del caduto. Tra questi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. "Il sacrifico di questi due ragazzi - ha detto Letta riferendosi anche all'altro caduto veronese, il tenente degli alpini Manuel Fiorito morto a Kabul - è una lezione per il senso del dovere, per l'impegno, per il senso dello Stato. Il modo con cui Verona li ha accolti, riabbracciati e salutati e' un'altra lezione, un esempio a tutta l'Italia di come un popolo intero si sappia stringere attorno a chi fa il proprio dovere".

La salma di Enrico Frassanito sarà ora sepolta nel cimitero della frazione Chievo a Verona