Rivista tecnico-scientifica ambientale dell'Arma dei Carabinieri                                                            ISSN 2532-7828

TECNOLOGIA 
L’USO DEI DRONI PER I TRATTAMENTI FITOSANITARI IN AMBITO AGRICOLO: SEMPLIFICAZIONI E SPERIMENTAZIONI PER SISTEMI DI PRECISIONE
28/07/2026
di Gianluca MANCINELLI
Maresciallo Capo RF - Comandante Nucleo Carabinieri Forestale di Piacenza (PC) - Dott. in Scienze e tecnologie alimentari – Dott. Agrotecnico

Da diverso tempo il comparto agricolo attendeva una revisione del d.lgs. 150 del 14 agosto 2012, (attuazione della direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro per l'azione comunitaria ai fini dell'utilizzo sostenibile dei pesticidi), in particolare dell’art. 13 che da sempre vieta l’irrorazione aerea.

Il 18 dicembre 2025 è entrata in vigore la Legge 182/2025, (Disposizioni per la semplificazione e la digitalizzazione dei procedimenti in materia di attività economiche e di servizi a favore dei cittadini e delle imprese) che introduce nel d.lgs. 150/2012 il nuovo articolo 13-bis (Irrorazione aerea con sistemi aeromobili a pilotaggio remoto).

Inizia quindi un periodo di sperimentazione che punta a riconoscere il drone come uno “strumento di precisione” per l’impiego di prodotti fitosanitari in campo, a vantaggio del mondo agricolo ma anche a beneficio dell’ambiente e della salute umana

For some time, the agricultural sector has been waiting for a revision of Legislative Decree 150 of August 14, 2012, implementing Directive 2009/128/EC establishing a framework for Community action for the sustainable use of pesticides, specifically Article 13, which has always prohibited aerial spraying.

On December 18, 2025, Law 182/2025 (Provisions for the simplification and digitalization of procedures relating to economic activities and services for citizens and businesses ) came into force, introducing the new Article 13-bis (Aerial spraying with remotely piloted aircraft systems) into Legislative Decree 150/2012.

This marks the beginning of a period of experimentation aimed at recognizing drones as "precision instruments" for the use of pesticides in the field, benefiting not only the agricultural sector but also the environment and human health.


La nuova normativa

 

L’art. 6 della Legge 182/2025 (Semplificazioni per lo sviluppo di sistemi di agricoltura di precisione) introduce il nuovo articolo 13-bis (Irrorazione aerea con sistemi aeromobili a pilotaggio remoto) nel d.lgs. 150/2012. Viene quindi consentita, in deroga ed in via sperimentale per un periodo di tre anni dall’entrata in vigore della legge, l’irrorazione aerea di prodotti fitosanitari con sistemi aeromobili a pilotaggio remoto UAS (Unmanned Aircraft Systems) su terreni qualificati come agricoli.

Nel nuovo articolo di legge è scritto che l'irrorazione in questione dovrà essere effettuata: a) con modalità tali da garantire il rispetto dei principi generali previsti dal Piano d'azione nazionale (PAN) per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari; b) da un utilizzatore professionale di prodotti fitosanitari in possesso di specifiche competenze e adeguatamente formato; c) nel rispetto della disciplina sull'impiego dello spazio aereo attraverso i sistemi aeromobili a pilotaggio remoto. 
Inoltre, per effettuare l'irrorazione aerea bisognerà inoltrare al competente servizio fitosanitario regionale una segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), corredata di una relazione agronomica. I servizi fitosanitari regionali competenti per territorio monitoreranno i risultati della sperimentazione vigilando sul rispetto delle condizioni stabilite dalla relazione agronomica. 
Dopo questa prima significativa modifica della normativa sui fitofarmaci, che punta a un’agricoltura di precisione e sempre più tecnologica e sostenibile, si attendono con particolare attenzione i decreti attuativi (già in ritardo di 3 mesi alla data di stesura della pubblicazione) che in qualche modo dovranno conciliare le diverse esigenze dei tanti soggetti coinvolti ovvero il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF), il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) e il Ministero della Salute. Pertanto, allo stato attuale, i trattamenti fitosanitari sulle coltivazioni sono consentiti solo mediante l’uso delle tradizionali macchine agricole ad uso professionale escludendo ogni tipologia di aeromobile per l’irrorazione in campo.

 

La sperimentazione

 

In diverse regioni italiane, ancora prima della Legge 182/2025, sono stati autorizzati dal Ministero della Salute più di venti progetti sperimentali al fine di verificare le effettive potenzialità dei droni nell’irrorazione aerea di prodotti fitosanitari; l’obiettivo di tutte le ricerche è quello di acquisire il maggior numero di informazioni utili a dimostrare come l’utilizzo del drone possa garantire trattamenti più mirati in campo (riducendo i quantitativi di prodotti di sintesi) oltre ad ottimizzarne l’utilizzo soprattutto in realtà agricole svantaggiate dove le macchine agricole convenzionali non possono operare. Si pensi ad esempio ai vigneti terrazzati o a campi agricoli impraticabili per piogge persistenti o ristagni prolungati (Giordano et al., 2026).

In Emilia-Romagna, su proposta del Consorzio fitosanitario regionale, sono in atto progetti sperimentali che valutano i trattamenti fitosanitari con drone su alcune colture tipiche regionali quali la vite, la cipolla e il pomodoro. In particolare, nella provincia di Piacenza, sono stati individuati dei terreni agricoli per la coltivazione di pomodoro da industria, sui quali effettuare l’irrorazione sperimentale.

La descrizione del progetto e l’esecuzione in campo risultano abbastanza semplici; sono state perimetrate due parcelle da 2500 m2 e in una è stata eseguita l’irrorazione con drone e nell’altra l’irrorazione con metodo tradizionale. I test sperimentali da eseguire sono diversi e servono per valutare in particolare i rischi ambientali legati all’effetto “deriva” durante l’irrorazione, i rischi sanitari per gli operatori e la popolazione locale e l’efficacia biologica del trattamento (Manzocchi, 2025). L’organismo bersaglio è l’agente patogeno Phytophthora infestans (Mont.) de Bary responsabile della malattia crittogamica comunemente nota come “peronospora”.

Il personale del Nucleo Carabinieri Forestale di Piacenza è stato invitato a presenziare durante le fasi di allestimento in campo dell’area di studio e durante le fasi di irrorazione aerea per questo primo progetto nazionale relativo alla coltivazione del pomodoro.

 

 

 

immagine 1Immagine 1: delimitazione dell’area di studio in campo in loc. Vallera di Piacenza (PC). (Foto: Nucleo CC Forestale di Piacenza).

 





 

immagine 2Immagine 2: fasi di allestimento dell’attrezzatura a bordo campo. (Foto: Nucleo CC Forestale di Piacenza).

 











 

 

immagine 3Immagine 3: caricamento del prodotto fitosanitario e preparazione al volo. (Foto: Nucleo CC Forestale di Piacenza).

 














Analisi dei dati raccolti

 

Tra fine maggio e fine luglio 2025 sono state eseguite n. 4 prove sperimentali nelle diverse fasi di coltivazione del pomodoro finalizzate a verificare l’efficacia dei trattamenti durante la crescita della pianta e durante la sua produzione.

In questo progetto sperimentale (ancora in fase di esecuzione per il 2026) gli aspetti valutati sono stati la bagnatura fogliare, i residui sul prodotto alimentare, l’effetto deriva e l’efficacia del prodotto fitosanitario impiegato per trattare l’avversità fitosanitaria.

 

 

 

Immagine 4Immagine 4: tabella riassuntiva dei principali risultati ottenuti nella sperimentazione su pomodoro da industria in provincia di Piacenza (PC) - (Giordano et al., 2026).

 








 

 

immagine 5Immagine 5: risultati nella sperimentazione su pomodoro: in colorazione blu i dati del drone, in colorazione arancione i dati dell’attrezzatura convenzionale.

 







Dall’analisi dei dati risulta che la bagnatura fogliare non mostra differenze significative tra le due tecniche di irrorazione utilizzate e che la presenza di residui delle sostanze attive al momento della raccolta del pomodoro è risultata sempre sotto i limiti di legge.

Per la valutazione dell’effetto deriva e la deposizione a terra potrebbe esservi una alterazione dei dati rilevati in quanto le cartine idrosensibili, utilizzate per rilevare il numero di impatti su unità di superficie, sono state contaminate da umidità derivante da contatto fogliare.

In ultimo, non è stato possibile valutare l’efficacia del trattamento effettuato mediante drone per la peronospora in quanto non è stata rilevata l’infezione (Giordano et al., 2026).

Conclusioni

 
La normativa sui prodotti fitosanitari (d.lgs. 14 agosto 2012 n. 150 – (Irrorazione aerea) art. 13 c. 2 lett. a) e f)), concepita e scritta quando i droni erano ancora macchine futuristiche, stabilisce eventuali deroghe al divieto di irrorazione aerea, in particolare qualora la stessa presenti “evidenti vantaggi in termini di riduzione dell’ impatto sulla salute umana e sull’ambiente” e se eseguita con attrezzature e aeromobili “equipaggiati con accessori che rappresentano la migliore tecnologia disponibile per ridurre la dispersione nell’ambiente di prodotti irrorati”. La costante evoluzione tecnologica dei droni e il crescente interesse nei suoi confronti per le molteplici possibilità di impiego si adattano perfettamente a quest’ultima prescrizione, ma tuttavia permane il divieto di poter effettuare l’irrorazione aerea in assenza di specifiche autorizzazioni (d.lgs. 14 agosto 2012 n. 150 - (Sanzioni) art 24 c. 8). Di fatto restano ancora diverse criticità da valutare quali ad esempio la tipologia di formazione per l’operatore che userà il drone, l’assenza, al momento, di prodotti fitosanitari autorizzati per il mezzo aereo e i vincoli imposti dalla normativa ENAC sullo spazio aereo (Aa. Vv., 2025).

L’ipotesi che il drone, a breve, possa diventare uno strumento agricolo di precisione si fa sempre più concreto, considerando la nuova apertura alla sperimentazione in deroga prevista dalla Legge 182/2025 e i primi lusinghieri risultati scientifici ottenuti durante i diversi progetti sperimentali. Saranno necessari formazione e adeguamento normativo considerando la ratio originaria che intendeva impedire l’effetto deriva del trattamento aereo quando sulle colture volavano gli elicotteri e non i droni. Una normativa al passo con l’evoluzione tecnologica nel settore agroalimentare potrà garantire il rispetto degli obiettivi di sviluppo sostenibile che conciliano le esigenze ambientali, sanitarie e agricole (Lamon, 2025).

 

 

 

Bibliografia

 

-Aa. Vv., 2025 - In: Atti del Convegno “L’impiego dei droni per la distribuzione di prodotti fitosanitari: esperienze applicative e prospettive di impiego”. Bologna 5 dicembre 2025, Regione Emilia Romagna.

 

-Giordano L., Culatti P., Cavagna B., Rettore V.G., Ferro F., Antoniacci L., Panisi S., Colla R., Folini T., Boncompagni S., 2026 - Droni e protezione delle colture: stato dell’arte, criticità e prospettive future. In: Atti Giornate fitopatologiche, 1, 445 - 454.

 

-Lamon M., 2025 - L’impiego dei droni in agricoltura. In: Giureta, Rivista di diritto dell’economia, dei trasporti e dell’ambiente – Vol. XXIII.

 

-Manzocchi G., 2025 - Indicazioni operative per la sperimentazione dell’uso di prodotti fitosanitari con drone: obiettivi di conoscenza e prospettive di regolamentazione. In: Atti del Convegno “L’impiego dei droni per la distribuzione di prodotti fitosanitari: esperienze applicative e prospettive di impiego”. Bologna 5 dicembre 2025, Regione Emilia Romagna.

 

Riferimenti normativi

 

-D. Lgs. 14 agosto 2012 n. 150 - Attuazione della direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro per l'azione comunitaria ai fini dell'utilizzo sostenibile dei pesticidi. (12G0171).

 

Testi di riferimento e normative indicate dall’autore

 

-Comando Carabinieri Tutela Forestale e dei Parchi, 2024 - Manuale per i controlli in materia di fitofarmaci.

 

-Legge 2 dicembre 2025 n. 182 - Disposizioni per la semplificazione e la digitalizzazione dei procedimenti in materia di attività economiche e di servizi a favore dei cittadini e delle imprese. (25G00190).