Rivista tecnico-scientifica ambientale dell'Arma dei Carabinieri                                                            ISSN 2532-7828

FORMAZIONE
FORMARE ALLA LETTURA DEL TERRITORIO
26/08/2026

di Cristiano BERRETTA1, Mario ROMANO2, Marzia VALERIO3

1Tenente Colonnello CC RFI Reparto Carabinieri Biodiversità Follonica - Dottore in Scienze Forestali, 2OTI Reparto Carabinieri Biodiversità Castel di Sangro - Dottore in Scienze Naturali e Scienze Chimiche, 3OTI Reparto Carabinieri Biodiversità Isernia - Ingegnere


La consapevolezza territoriale è una competenza operativa chiave nell'addestramento del personale dei Carabinieri, in particolare negli ambienti rurali, montani e naturali. Questo articolo descrive la formazione cartografica fornita all'interno degli istituti di formazione dell'Arma dei Carabinieri, con particolare riferimento alla Scuola Carabinieri Forestali di Cittaducale. Il programma combina la cartografia tradizionale, lettura delle mappe, scala, coordinate, curve di livello, uso della bussola e interpretazione del terreno, con strumenti digitali come i Sistemi Informativi Geografici (GIS) e i Sistemi Globali di Navigazione Satellitare (GNSS). L'addestramento si basa su un approccio di apprendimento esperienziale che va oltre l'istruzione in aula: le conoscenze teoriche vengono messe alla prova attraverso esercitazioni pratiche sul campo, dove i partecipanti devono confrontare i percorsi pianificati con le reali condizioni del terreno, valutare gli ostacoli e adattare le proprie decisioni. Le attività vengono svolte sia individualmente, per sviluppare autonomia, sicurezza e responsabilità personale, sia in piccoli gruppi, per rafforzare la comunicazione, la cooperazione e le capacità di problem-solving mantenendo il gruppo unito. L'addestramento cartografico supporta, pertanto, non solo l'accuratezza tecnica, ma anche la consapevolezza operativa, il processo decisionale, il coordinamento e la sicurezza in un'ampia gamma di attività istituzionali e ambientali.

Territorial awareness is a key operational competence in the training of Carabinieri personnel, particularly in rural, mountainous and natural environments. This article describes the cartographic education provided within the training institutions of the Arma dei Carabinieri, with particular reference to the Forest Carabinieri School in Cittaducale. The programme combines traditional cartography—map reading, scale, coordinates, contour lines, compass use and terrain interpretation—with digital tools such as Geographic Information Systems (GIS) and Global Navigation Satellite Systems (GNSS). Training is based on an experiential learning approach that goes beyond classroom instruction: theoretical knowledge is tested through practical field exercises, where participants must compare planned routes with real terrain conditions, assess obstacles and adapt their decisions. Activities are carried out both individually, to develop autonomy, confidence and personal responsibility, and in small teams, to strengthen communication, cooperation and problem-solving skills while keeping the group united. Cartographic training therefore supports not only technical accuracy, but also operational awareness, decision-making, coordination and safety in a wide range of institutional and environmental activities.


 Orientarsi

 

La capacità di leggere, interpretare e rappresentare il territorio costituisce una competenza trasversale di particolare rilievo nella preparazione del personale dell'Arma dei Carabinieri. In numerosi contesti operativi, dalla pianificazione di un servizio esterno alla ricerca di persone scomparse, dalla localizzazione di un evento alla gestione di un intervento in ambiente naturale, la conoscenza cartografica consente di trasformare lo spazio fisico in informazioni utili per decidere, coordinare le risorse e operare in sicurezza.

L'obiettivo della didattica non si limita alla trasmissione di nozioni teoriche: l'intento è costruire un metodo di osservazione e di interpretazione del territorio realmente applicabile durante l'attività istituzionale. Individuare una posizione, valutare una distanza, comprendere l'andamento di un versante, riconoscere un impluvio, un crinale o un valico sono capacità che incidono direttamente sulla sicurezza dell'operatore e sull'efficacia dell'intervento.

La cartografia, pertanto, non è mai un semplice supporto da consultare: è un linguaggio tecnico e uno strumento di ragionamento, che consente di osservare il territorio, pianificare gli spostamenti e comunicare con precisione la posizione di persone, mezzi o eventi.

 

La cartografia classica: leggere la carta come si legge il terreno

 

Il percorso didattico prende avvio dalle basi della cartografia classica: scala, orientamento, coordinate, proiezioni, sistemi di riferimento, simbologia e rappresentazione del rilievo. Particolare attenzione è dedicata alle carte topografiche dell'Istituto Geografico Militare, nei diversi tagli e alle differenti scale, affinché il discente comprenda come il livello di dettaglio e l'estensione dell'area rappresentata cambino in funzione della scala adottata.

La lettura delle curve di livello costituisce uno dei passaggi fondamentali dell'intero percorso. Attraverso l'analisi dell'equidistanza, della forma delle isoipse e della loro vicinanza, il frequentatore impara a ricostruire mentalmente l'andamento tridimensionale del terreno: quote, pendenze, avvallamenti, dorsali e selle diventano elementi utili alla valutazione della percorribilità e alla pianificazione di un itinerario. A questa lettura del rilievo si affianca l'interpretazione della simbologia relativa a idrografia, viabilità, vegetazione, edifici e manufatti, perché la carta è una rappresentazione selettiva e codificata, da interpretare sempre in relazione alla scala e alla data di aggiornamento.

 

Il salto numerico: GIS e GNSS

 

Dalla cartografia tradizionale il percorso si sviluppa verso la cartografia numerica e i sistemi informativi geografici (GIS – Geographic Information System). L'introduzione al GIS consente di comprendere come il dato geografico possa essere acquisito, organizzato, sovrapposto, interrogato e analizzato. La carta digitale diventa un vero ambiente di lavoro, nel quale integrare ortofoto, modelli digitali del terreno, reti viarie, confini amministrativi, aree protette, dati ambientali e informazioni raccolte durante le attività operative.

L'utilizzo del GIS viene presentato in modo progressivo: dalla distinzione tra dati vettoriali e raster ai sistemi di riferimento e alla georeferenziazione, fino alla misurazione di distanze, superfici e alla localizzazione di punti. Lo scopo non è formare esclusivamente specialisti, ma rendere ogni operatore consapevole delle potenzialità e dei limiti dello strumento.

Un settore altrettanto fondamentale riguarda l'impiego dei ricevitori GNSS (Global Navigation Satellite System). Le lezioni illustrano le modalità di acquisizione della posizione, le fonti di errore e i fattori che possono ridurre la qualità del segnale. Il dispositivo può fornire coordinate con rapidità, ma l'operatore deve sapere in quale sistema siano espresse, come riportarle su una carta e come riconoscere una precisione insufficiente.

E quando l'elettronica tace? La bussola cartografica conserva, in questo quadro, un valore formativo e operativo di grande importanza. Il suo impiego consente di comprendere la relazione tra nord geografico, nord magnetico, orientamento della carta, direzione di marcia e azimut. Soprattutto, obbliga il frequentatore a osservare il terreno, individuare riferimenti riconoscibili e mantenere consapevolezza della propria posizione anche in assenza di strumenti elettronici.

1Figura 1: 8° Corso Formativo Ufficiali del Ruolo Forestale, 4ª edizione Master COBCRA (Conservazione della Biodiversità e Contrasto dei Crimini Ambientali). A: esercitazione di orientamento con bussola cartografica sul terreno. B: rilevamento della posizione con ricevitore GNSS durante l'attività esterna.




La didattica

 

La struttura dei corsi prevede una costante alternanza tra lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche. In aula vengono presentati concetti, procedure e terminologia; sul terreno tali contenuti vengono applicati attraverso attività di orientamento, localizzazione di punti, determinazione di coordinate, calcolo delle distanze, lettura delle pendenze e individuazione di itinerari.

Le esercitazioni si svolgono tra la Scuola di Cittaducale e i paesaggi del Monte Terminillo (Rieti), con campo base presso la storica casermetta del Corpo Forestale dello Stato.

L'addestramento parte dalle basi dell'orientamento come la lettura della carta, riconoscimento del territorio e punto della situazione tramite capisaldi, per poi affrontare sfide gradualmente più complesse: raggiungere coordinate precise, determinare l'azimut, pianificare itinerari e valutare gli ostacoli in base alla morfologia del terreno.

Il vero banco di prova è la verifica sul campo, dove l'interpretazione sulla carta si scontra con la realtà: sentieri poco visibili o vegetazione fitta possono stravolgere i piani. È qui che la competenza tecnica diventa prontezza decisionale.

In questo percorso, anche l'errore diventa una risorsa didattica. Una coordinata sbagliata o un'imprecisione nell'orientamento non si limitano a essere corrette, ma vengono analizzate a fondo. Capirne la causa è il modo migliore per costruire procedure impeccabili ed evitare sviste in contesti operativi reali.

2Figura 2: briefing cartografico tra i frequentatori: la lettura condivisa della carta come primo passo dell'esercitazione.






 

3Figura 3: pianificazione dell'itinerario in piccola squadra, prima dell'uscita sul terreno.








4Figura 4: verifica sul campo: il confronto tra quanto pianificato sulla carta e la realtà del terreno.







L'operatività

 

La formazione cartografica trova applicazione in molteplici attività istituzionali: coordinamento delle pattuglie, pianificazione di servizi in aree rurali o montane, ricerca di persone scomparse, delimitazione di aree di intervento, ricostruzione di percorsi, controllo del territorio, documentazione di illeciti ambientali e supporto alle operazioni in scenari emergenziali.

Nel settore forestale e ambientale essa assume un rilievo ulteriore: il monitoraggio di superfici estese, la localizzazione di incendi, tagli boschivi, discariche o dissesti e la corretta restituzione delle informazioni raccolte sul campo dipendono in larga misura dalla qualità della lettura cartografica del personale impiegato.

Un linguaggio comune, prima ancora che uno strumento. La cartografia migliora la comunicazione operativa: condividere coordinate e riferimenti territoriali comuni riduce le ambiguità e facilita il coordinamento tra personale, mezzi, reparti e sale operative, incidendo sui tempi di intervento e sulla sicurezza delle unità coinvolte.

Le esercitazioni sul territorio, fondate sui principi della didattica esperienziale di John Dewey (1859-1952), sono modulate sia in forma individuale, per far crescere fiducia e capacità personali, sia in piccole squadre, per favorire il team building, la cooperazione e la comunicazione tra i membri.

In un'epoca caratterizzata dalla crescente disponibilità di applicazioni digitali, mappe online e sistemi di posizionamento, la sfida non consiste nell'accumulare strumenti, ma nel saperli utilizzare con competenza e spirito critico. Carta, bussola, GNSS e GIS non sono alternative fra loro: sono componenti complementari di un unico processo di conoscenza del territorio.

Insegnare cartografia significa, in definitiva, insegnare a osservare, confrontare e decidere. Significa fornire al militare la capacità di comprendere dove si trova, come si sviluppa lo spazio circostante e quali informazioni possano essere ricavate dal terreno: una competenza tecnica, ma anche una forma di autonomia e consapevolezza operativa.

Investire nella formazione cartografica del personale dell'Arma dei Carabinieri significa rafforzare precisione, sicurezza, capacità decisionale e qualità dell'intervento.

In ogni scenario, dal servizio ordinario alle operazioni più complesse, saper leggere il territorio permette di muoversi con maggiore efficacia, comunicare con chiarezza e trasformare l'informazione geografica in azione operativa.