Rivista tecnico-scientifica ambientale dell'Arma dei Carabinieri                                                            ISSN 2532-7828

ATTUALITA'
  • Gli alberi monumentali veronesi: attività di monitoraggio e investigativa

    Giacomo CORVARO
    Capitano CC RF - Comandante N. I.P.A.A.F. di Verona

    Così come altre tipologie di monumenti che vengono costantemente monitorati, anche gli alberi monumentali dovrebbero essere gestiti attivamente e, soprattutto, consapevolmente. La sola imposizione del vincolo previsto dall’art. 136 del D.lgs 42/2004 o la tutela prevista dalla L. 14 gennaio 2013, n. 10, infatti, non ne assicurano il mantenimento nelle migliori condizioni possibili, con particolare riferimento alle loro condizioni bio-statiche e, di conseguenza, ai servizi che sono in grado di erogare a beneficio della collettività. La valutazione delle condizioni bio-statiche con la metodologia V.T.A. (Visual Tree Assesment) può costituire un valido strumento nel processo integrato di gestione degli alberi monumentali, col beneficio ulteriore di poter essere utilizzata come strumento investigativo per la vigilanza ovvero per la prevenzione e repressione di eventuali illeciti perpetrati su tali beni. La normativa nazionale, infatti, punisce penalmente e amministrativamente ogni intervento lesivo delle condizioni di vegetazione degli alberi monumentali. In questo contesto rileva quindi il ruolo dell’Arma dei Carabinieri che esercita, infatti, anche la funzione di “vigilanza, prevenzione e repressione delle violazioni compiute in danno dell’ambiente, con specifico riferimento alla tutela del patrimonio faunistico e naturalistico nazionale” (D.lgs 177/2016, art. 7 c.2 lett. c)) compresi così anche tali alberi. Per questi motivi, è stata condotta per la prima volta una campagna di controllo delle condizioni bio-statiche degli alberi monumentali della Provincia di Verona utilizzando la V.T.A., internazionalmente diffusa e riconosciuta nel settore dell’arboricoltura. La V.T.A., infatti, basandosi sull’individuazione e riconoscimento di difetti biologici e strutturali, può anche permettere di individuare se quest’ultimi derivino direttamente o indirettamente, da fattori biotici o abiotici, tra cui le attività antropiche. Di conseguenza, l’attività di monitoraggio e quella di vigilanza possono viaggiare di pari passo, grazie ad un unico strumento quale l’analisi visiva che, se opportunamente programmata, può contribuire alla valorizzazione complessiva di questi beni, a vantaggio della collettività.

     

    Just like other types of monuments that are constantly monitored, monumental trees should also be actively and, above all, consciously managed. The mere imposition of the constraints provided for by Article 136 of Legislative Decree 42/2004 or the protection provided by Law No. 10 of January 14, 2013, does not ensure their maintenance in the best possible conditions, particularly with regard to their bio-static conditions and, consequently, the services they can provide for the benefit of the community. The assessment of biostatic conditions using the V.T.A. (Visual Tree Assessment) methodology can be a valuable tool in the integrated management process of monumental trees, with the added benefit of being used as an investigative tool for surveillance or for the prevention and repression of any crimes committed against these assets. National legislation, in fact, penalizes, either criminally or administratively, any intervention that damages the condition of monumental trees. In this context, the role of the Carabinieri is therefore relevant, as they also perform the function of "monitoring, preventing, and repressing violations committed against the environment, with specific reference to the protection of the national wildlife and natural heritage" (Legislative Decree 177/2016, art. 7, paragraph 2, letter c)), including monumental trees. For these reasons, a campaign to monitor the biostatic conditions of the monumental trees of the Province of Verona was conducted for the first time using V.T.A., which is internationally widespread and recognized in the field of arboriculture. VTA, in fact, based on the identification and recognition of biological and structural defects, can also identify whether these are directly or indirectly caused by biotic or abiotic factors, including human activities. Consequently, monitoring and surveillance activities can go hand in hand, thanks to a single tool such as visual analysis. If appropriately planned, this tool can contribute to the overall valorization of these assets, a benefit for society.

  • L’ ETICA FORESTALE NELLE IDEE E NELLA REALTÀ

    di Carlo UBERTINI
    (Dottore forestale, Accademico corrispondente dell’Accademia Italiana di Scienze Forestali)

    I principi dell’etica forestale, basati essenzialmente su una dimensione di armonia tra l’uomo e la natura, hanno prodotto il concetto di sostenibilità ed ispirato lo sviluppo dell’etica ambientale. Con “L’Etica della Terra” e la “Selvicoltura Sistemica” disegnano un percorso in grado di promuovere la sintesi più compiuta della cultura ambientale contemporanea. Sintesi di tale equilibrio da sorreggere e consolidare la struttura del relativo edificio istituzionale esistente.

    The principles of forestry ethics, essentially based on a dimension of harmony between man and nature, have produced the concept of sustainability and inspired the development of environmental ethics. With “The Land Ethic” and “Systemic Silviculture” they design a path capable of promoting the most complete synthesis of contemporary environmental culture. Synthesis of such balance to support and consolidate the structure of the existing institutions.

  • Il miele: dalla cura delle ferite alla difesa della biodiversità

    di Riccardo GARCEA
    (Tenente Colonnello CC RT - Direttore dell’Infermeria Presidiaria del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri)

    Il miele è utilizzato da millenni per svariate patologie, ma l’impiego meno conosciuto e descritto dai Sumeri nel 2.200 a.C., è come medicamento per le ferite, utilizzo che è continuato fino ai nostri giorni.  Nell’articolo si analizzano i principi attivi del miele nella guarigione di una ferita, intesa soprattutto come contrasto alle infezioni causate da batteri antibioticoresistenti, ma anche come potente riduttore del processo infiammatorio, che ostacola la successiva neo angiogenesi.  Si suggeriscono, infine, potenziali prospettive future di tale prodotto in medicina, sottolineando l’importanza della tutela dell’ambiente e della biodiversità in tale ambito.

    Honey has been used for thousands of years to treat various pathologies, but the less known use described by the Sumerians in 2,200 BC is as a medication for wounds, that has continued to the present day. The article analyzes the active principles of honey in the process of wound healing, exspecially as a contrast to infections caused by antibiotic-resistant bacteria, but also as strong inhibitor of the flogistic process, which hinder the subsequent neoangiogenesis.  Finally, potential future prospects for this product in medicine are suggested, underlining the importance of protecting the environment and biodiversity for this field.

  • LA TERAPIA FORESTALE COME RIGENERAZIONE DI COMUNITÀ
    di Matteo MAZZONI
    Laurea in Scienze Forestali e laurea magistrale in Architettura del paesaggio; Project Officer della Associazione Foresta Modello delle Montagne Fiorentine
    L’ESEMPIO DELLA RISERVA NATURALE BIOGENETICA DI VALLOMBROSA

    La Terapia Forestale è una disciplina scientifica che favorisce il benessere psicofisico attraverso immersioni guidate nella natura. Basata su evidenze solide, integra passeggiate consapevoli ed esercizi sensoriali, riducendo lo stress, abbassando il cortisolo e rafforzando il sistema immunitario. Inoltre, migliora la funzione respiratoria, sostiene la salute cardiovascolare e potenzia le capacità cognitive come memoria e concentrazione.
    Oltre ai benefici per la salute, la Terapia Forestale contribuisce allo sviluppo economico sostenibile, soprattutto in aree rurali e montane. Il progetto FOR.SA ha creato percorsi terapeutici in Valdisieve e Valdarno (FI), incentivando l’eco-turismo e il sostegno alle attività locali. Un esempio chiave è il "Percorso dei Giganti" nella Riserva Naturale Biogenetica di Vallombrosa (FI), dove gli alberi secolari rilasciano composti benefici per la salute. La collaborazione con i Carabinieri Forestali garantisce la tutela e la manutenzione di questi luoghi.
    L’interesse crescente verso la Terapia Forestale evidenzia la necessità di standard nazionali per certificare i siti idonei e favorirne l’integrazione nelle politiche sanitarie. Studi recenti ne confermano l’efficacia nella medicina preventiva, rafforzando il legame tra uomo e ambiente e promuovendo la natura come elemento chiave per la salute e il benessere.


    Forest Therapy is a scientific discipline that enhances physical and mental well-being through guided immersion in natural environments. Supported by research, it reduces stress, lowers cortisol levels, boosts immune function, and improves respiratory and cardiovascular health. Additionally, it enhances cognitive abilities like focus and memory, contributing to overall wellness.
    Beyond health benefits, Forest Therapy promotes sustainable economic development in rural and mountainous areas. The FOR.SA project, active in Valdisieve and Valdarno, has created therapeutic trails to support eco-tourism and local businesses. A key example is the "Giants’ Trail" in Vallombrosa Biogenetic Nature Reserve, where monumental trees release beneficial compounds. Collaboration with institutions like the Carabinieri Forestali of Vallombrosa ensures the preservation and maintenance of these sites.
    The increasing recognition of Forest Therapy highlights the need for national standards to certify suitable locations and integrate this practice into public healthcare policies. Research confirms its value in preventive medicine, particularly for stress reduction and cognitive enhancement. As awareness of the human-environment connection grows, Forest Therapy is gaining prominence as a holistic approach to health and wellness.
  • LA PSICOLOGIA AMBIENTALE E IL BENESSERE PSICOLOGICO

    di Federica CASTELLO
    Ten. psc. CC- Capo Servizio di Psicologia- Comandante Nucleo di Psicologia per la Formazione Scuola Allievi Carabinieri di Reggio Calabria

    Ogni persona custodisce dentro di sé emozioni, legate ai ricordi più intimi della propria vita. Un esempio di queste sensazioni è, per molti di noi, l’odore dell’erba appena tagliata, che ci riporta immediatamente alla casa dei nonni. È un profumo che, al solo pensiero, ha il potere di farci rivivere momenti felici e spensierati, talmente vividi da farci chiudere gli occhi e sorridere involontariamente.

    Uno degli aspetti fondamentali della psicologia ambientale è il modo in cui gli ambienti influenzano la nostra salute mentale e il nostro benessere. L'ambiente fisico non è solo un contenitore passivo di esperienze, ma ha un impatto diretto sul nostro stato emotivo e sulla nostra capacità di interagire con il mondo. Gli studi hanno dimostrato che la qualità dell'ambiente fisico in cui viviamo o lavoriamo può influenzare il nostro stato d'animo, il nostro comportamento sociale e persino la nostra produttività.

    La psicologia ambientale studia, quindi, l'interazione tra gli individui e gli ambienti fisici in cui vivono, lavorano e si relazionano. Questa branca della psicologia esplora come i luoghi, le strutture e le caratteristiche fisiche degli spazi influenzino il nostro comportamento, le emozioni, la percezione e il benessere. In un contesto di urbanizzazione crescente e di maggiore consapevolezza delle problematiche legate all'ambiente, è diventato fondamentale comprendere le dinamiche tra persone e luoghi, con implicazioni rilevanti per il design degli spazi e la pianificazione urbana.

    Every person holds emotions within themselves, linked to the most intimate memories of their life. An example of these sensations is, for many of us, the smell of freshly cut grass, which immediately takes us back to our grandparents' house. It is a perfume that, just thinking about it, has the power to make us relive happy and carefree moments, so vivid that they make us close our eyes and smile involuntarily.

    One of the fundamental aspects of environmental psychology is how environments influence our mental health and well-being. The physical environment is not just a passive container of experiences, but has a direct impact on our emotional state and our ability to interact with the world. Studies have shown that the quality of the physical environment in which we live or work can influence our mood, our social behavior and even our productivity.

    Environmental psychology therefore studies the interaction between individuals and the physical environments in which they live, work and relate. This branch of psychology explores how places, structures and the physical characteristics of spaces influence our behavior, emotions, perception and well-being. In a context of growing urbanization and greater awareness of issues related to the environment, it has become fundamental to understand the dynamics between people and places, with relevant implications for the design of spaces and urban planning.

  •  STUDI SELVICOLTURALI PER AFFRONTARE L’EROSIONE DEL SUOLO

    di Ciro APOLLONIO1, Pietro SALVANESCHI2Antonio PICA1,3Teodoro ANDRISANO3,4, Massimo PECCI5, Andrea PETROSELLI1Cristina DI TOMMASO6Giuseppe FANELLI6, Roberto FRACASSOe Bartolomeo SCHIRONE3

    (1Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali (DAFNE), Università degli studi della Tuscia, 01100 Viterbo, Italia; antonio.pica@unitus.it; petro@unitus.it;2Freelance; pietro.salvaneschi@gmail.com;3Società Italiana di Restauro Forestale (SIRF); segreteria@restauroforestale.it;4Parco Nazionale della Maiella, Via Badia 28, 67039 Sulmona, Italia; teodoro.andrisano@gmail.com; 5 Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie, Presidenza del Consiglio dei Ministri, 00100 Roma, Italia; m.pecci@palazzochigi.it; 6Reparto Carabinieri Biodiversità di Pescara, Viale della Riviera 299, 65123 Pescara, Italia; cristina.ditommaso@carabinieri.it;

    * Referente per le comunicazioni: ciro.apollonio@unitus.it.)

    L'erosione del suolo e il rischio idrogeologico sono fenomeni critici sempre più riconosciuti dalla comunità scientifica. Sebbene questi fenomeni siano naturali, le attività umane possono esacerbarne l'impatto. Ad esempio, la deforestazione amplifica costantemente l'erosione del suolo. Questo studio esamina due distinte strategie di gestione forestale volte ad affrontare l'erosione del suolo: la ceduazione con matricinatura a bande e quella con matricinatura diffusa. Abbiamo condotto un esperimento sul campo in due aree situate nell'Italia centrale, in cui le due metodologie sono state affiancate. Sono state create due parcelle (plots) per l'erosione del suolo, che rappresentano i prototipi di un nuovo dispositivo di monitoraggio dell'erosione chiamato Diabrosimetro o Natural Erosion Trap (NET), progettato specificamente per gli ambienti forestali. A intervalli regolari, in particolare dopo eventi temporaleschi significativi, i sedimenti e la lettiera fogliare accumulati all'interno delle piazzole di erosione sono stati raccolti, essiccati e pesati per quantificare i tassi di erosione e valutare l'efficacia dei metodi selvicolturali in esame. I risultati hanno rivelato una riduzione pari a circa il 31% del materiale eroso con la matricinatura a bande rispetto a quella convenzionale, sottolineando la capacità della prima di mitigare i rischi potenziali e preservare l'integrità ambientale.

    Soil erosion and hydrogeological risks are increasingly recognized as critical environmental challenges. While these phenomena occur naturally, human activities often intensify their effects, with deforestation being a key contributor to soil erosion. This study investigates two forest management approaches aimed at reducing soil erosion: the Banded Standards Method (BSM) and the Scattered Standards Method (SSM). Field experiments were conducted in two central Italian test areas, one managed with BSM and the other with SSM. To monitor soil erosion, two plots were equipped with prototypes of a new device designed for forest environments, the Natural Erosion Trap (NET), also known as a Diabrosimeter. Sediment and leaf litter collected in these plots after major storms were periodically gathered, dried, and weighed to measure erosion rates and evaluate the effectiveness of the management strategies. The findings demonstrated that BSM reduced eroded material by about 31% compared to SSM, highlighting its greater potential to mitigate erosion and protect environmental health. This study emphasizes the importance of selecting appropriate forest management practices to address soil erosion and reduce hydrogeological risks effectively.

  • 1^ CONFERENZA DEI DIRETTORI RESPONSABILI DELLE PUBBLICAZIONI MILITARI
  • L’EGITTO E LA COSTRUZIONE DEL PIÙ GRANDE FIUME ARTIFICIALE AL MONDO. SCENARI E IMPLICAZIONI IDRO-STRATEGICHE
  • GLI EFFETTI AMBIENTALI DEI CONFLITTI ARMATI: LA TUTELA INTERNAZIONALE DELL’ECOSISTEMA
  • IL VERDE PUBBLICO RIFLESSIONI INTERIORI PER MEGLIO COMPRENDERCI

    di Antonio RICCIARDI
    Gen. C.A. a.r. dell’Arma dei Carabinieri,
    già Comandante del C.U.F.A.

  • LA “DIFESA” A TUTELA DELL’AMBIENTE