La biologia dell'invecchiamento: cosa accade "dentro" l'albero Quando un albero invecchia, entra in una fase di risparmio energetico e di modificazione strutturale. Possiamo individuare tre macro-aree di cambiamento.
- Rallentamento metabolico: Si osserva una progressiva diminuzione della crescita vegetativa e dell'efficienza fotosintetica. Questo fenomeno è causato da un insieme di fattori: una ridotta attività degli enzimi, una fotosintesi meno brillante e una difficoltà crescente nel trasportare l'acqua (diminuzione della conduttività idraulica).
- Cambiamenti nella struttura del legno: Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il legno degli alberi senescenti diventa solitamente più duro e denso a causa di un maggiore deposito di lignina e di una riduzione della cellulosa. Tuttavia, questa durezza porta con sé una "fragilità di cristallo": il legno diventa meno elastico e può essere più soggetto a rotture e attacchi fungini.
- Indebolimento delle difese: La capacità dell'albero di produrre barriere chimiche, come resine e gomme, diminuisce drasticamente. Questo "abbassamento delle difese naturali" rende gli esemplari vetusti molto più suscettibili all'attacco di insetti patogeni e funghi che degradano il legno.
A livello anatomico, assistiamo alla formazione del duramen, la parte interna del fusto ormai non più viva, che si impregna di sostanze chimiche protettive. Anche la chioma cambia aspetto: le foglie tendono a diventare più piccole e meno efficienti, a causa di una riduzione della superficie fogliare totale e del numero di cellule dedicate alla fotosintesi.
Il dilemma della gestione: curare o sostituire? Chi si occupa di alberi monumentali si scontra spesso con un dilemma etico ed economico: investire risorse per prolungare la vita di un esemplare vetusto o lasciarlo al suo destino per piantare un giovane albero? Sebbene nessuno investirebbe su un albero ormai irrecuperabile, ogni esemplare che conservi un valore biologico o storico merita attenzione e cura.
Un fattore cruciale è il contesto. In ambiente urbano, la vita di un albero monumentale è una corsa a ostacoli: rispetto ai consimili che vivono in natura, gli alberi di città subiscono stress multipli che ne accorciano la speranza di vita e impongono logiche di gestione molto più attente. Inoltre, va distinto se e come l'albero è stato gestito (potato, curato, ecc.) in passato o se è cresciuto liberamente, anche se le tecniche d'intervento moderne tendono a convergere.
Tecniche di intervento: l'arte di ridurre lo stress L'obiettivo di ogni intervento su un albero vetusto dovrebbe essere la riduzione degli stress, sia quelli intrinseci al sito (come un suolo compattato e/o povero di nutrienti e sostanza organica) che quelli estrinseci (es. siccità, malattie, calore). Possiamo riassumere la strategia in due azioni: mantenere l'albero in salute e stabilizzare l'ambiente che lo circonda.
Di seguito le principali tecniche operative:
La potatura
Non deve mai essere invasiva. Il suo scopo è rimuovere il "secco" o il "malato" e migliorare la struttura della chioma per ridurre lo stress idrico. È imperativo che sia eseguita da arboricoltori esperti: un taglio sbagliato su un albero vecchio può essere fatale. La regola, seppur empirica, è di non rimuovere più del 25% della superficie potenzialmente fotosintetizzante, ma occorre valutare caso per caso.
Irrigazione e fertilizzazione: un equilibrio delicato
Acqua: L'irrigazione è vitale, specialmente durante le siccità estive, per garantire la sopravvivenza. Tuttavia, l'eccesso è pericoloso quanto la carenza: bisogna evitare di "annegare" le radici creando asfissia.
Nutrienti: La fertilizzazione mira a fornire le energie necessarie, ma è un tema controverso. Bisogna ricordare che l'assorbimento dell'Azoto (N) dipende da una fotosintesi attiva; se la chioma è ridotta, l'albero assorbirà meno nutrienti.
Il rischio dell'azoto: Un eccesso di azoto può essere controproducente, poiché riduce la concentrazione di composti difensivi naturali, esponendo l'albero ai patogeni. La maggior parte degli autori concorda: concimare con parsimonia, preferibilmente con i fertilizzanti organici, e solo tra la tarda estate e l'inizio dell'autunno per favorire l'immagazzinamento delle riserve.
La pacciamatura: l'alleato silenzioso
Tra tutte le tecniche, la pacciamatura (copertura del suolo con corteccia, paglia o foglie) riveste un'importanza primaria. I suoi benefici sono molteplici e agiscono come una "medicina preventiva" per l'ecosistema radicale:
riserva idrica - trattiene l'umidità, riducendo la necessità di irrigare e proteggendo l'albero durante i picchi di calore;
isolante termico - protegge le radici dagli sbalzi termici eccessivi, sia in estate che in inverno, mantenendole vigorose;
scudo fisico - agisce come barriera contro l'erosione e i danni meccanici derivanti dal calpestio o dal passaggio di veicoli;
controllo della competizione - limita la crescita delle erbe infestanti che sottrarrebbero risorse all'albero;
miglioramento del suolo - decomponendosi, la pacciamatura organica arricchisce il terreno, migliorandone la struttura e favorendo la biodiversità.
Conclusioni Nonostante i grandi passi avanti nella fisiologia vegetale, dobbiamo ammettere che la nostra conoscenza sui processi di invecchiamento degli alberi non è ancora completa. Continuare a studiare l'evoluzione della senescenza è fondamentale. Solo comprendendo come gli stress biotici e abiotici influenzino la vitalità dei giganti verdi, potremo definire le tecniche migliori per preservarli, garantendo che questi monumenti viventi continuino a raccontare la loro storia.
Testi di riferimento indicati dall’autore -Clark, J.R., Matheny, N., 1991 - Management of mature trees. Journal of Arboriculture, 17: 173–184.
-Ferrini F., 2004 - Management of monumental trees: review on the effects on physiological balance and on tree biomechanics. Atti International Congress “Trees of History”. Torino 1-2 Aprile 2004 (Invited paper):99-108.
-Ferrini F., 2011 - Una storia senza fine: alberi monumentali e stabilità. Acer, 1:22-26.
-Ferrini F., 2011 - Gestione degli alberi monumentali. Bullettino della Società Toscana di Orticoltura, 3:22-25.
-Ferrini F., 2015 - Introduction to Veteran Trees. SCA Today Magazine. Vol. 20, 2:10-11.
-Ferrini F., 2015 - Practical Management of Veteran Trees. SCA Today Magazine. Vol. 20, 3:6-10.
-National Arborist Association (NAA), 2004 - Type of pruning depends on the age of tree. http://www.natlarb.com.
-Read, H. J., 2000 - Veteran trees: a guide to good management. Veteran Trees Initiative, English Nature, Peterborough.