TURISMO
PROCIDA CAPITALE DELLA CULTURA 2022
23/08/2022
di Barbara Gallucci

L'incantevole isola che ribalta il concetto di centralità. Da qui guarderemo al mondo, all’Europa e al Mezzogiorno con iniziative che puntano all’innovazione sociale, alla rigenerazione urbana e al turismo slow

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Un'isola che non isola. Al contrario include, si fa laboratorio di esperienze diverse, culturali, ambientali, sociali, in un anno pressoché unico. Con queste premesse si intuisce la scelta del Ministero della Cultura e di una commissione di esperti di indicare Procida come Capitale Italiana della Cultura per il 2022. Una scelta che si allontana dall’imprescindibile binomio cultura/città per aprirsi a un esperimento coraggioso. “Procida è un'isola, ma dall'identità molto forte, è vissuta e ricca di contraddizioni, con una storia lunghissima e un patrimonio naturale importante. Vicina alla costa, ma profondamente isola. Non isolata, ma sempre isola”, spiega il sindaco Dino Ambrosino che fin da subito ha creduto e voluto che Procida non vivesse un senso di inferiorità e inadeguatezza tra le altre candidate, città il cui patrimonio culturale è indiscutibile ma, in qualche modo, più “tradizionale”.

Con appena 4,3 chilometri quadrati e una costa di 19 chilometri, Procida è la più piccola delle isole del Golfo di Napoli e rappresenta, da un punto di vista geologico, la prosecuzione ideale del complesso vulcanico dei Campi Flegrei. “Gli asset della candidatura sono stati chiari fin dall'inizio: valorizzazione del patrimonio archeologico, protezione del patrimonio naturalistico e rigenerazione, perché qui non si può costruire nulla, ma di certo non mancano le strutture da recuperare”, chiosa il sindaco. Impossibile non pensare a quell'imponente Palazzo d'Avalos, costruito nel Cinquecento dalla famiglia D'Avalos e che da allora domina il borgo di Terra Murata con i suoi 20mila metri quadrati e un panorama unico su Napoli. Per secoli è stato l'unico centro abitato dell'isola, prima come residenza reale di caccia dei Borbone, poi come scuola militare e infine come Bagno penale fino alla chiusura nel 1988. Oggi è possibile visitarlo grazie a escursioni guidate e sarà al centro di molti eventi del fitto calendario messo a punto per quest'anno (www.procida2022.com).

FOTO B - Foto R. FusilliUN ANNO DI INIZIATIVE

“Procida 2022 è un anno di opportunità sotto molti punti di vista. L'area marina protetta Regno di Nettuno è stata, fin dall'inizio, nel comitato promotore e ci stiamo attrezzando per accogliere i visitatori senza dimenticarci di proteggere l'isola e il suo patrimonio. Il progetto prevede, per la stagione estiva, anche l’allestimento di ancoraggi per le barche in zone non in pericolo e compatibili”.

A parlare è il direttore dell'Area Marina Protetta Regno di Nettuno (www.nettunoamp.it), Antonino Miccio che, dal 2019, si occupa dell'area la cui biodiversità sotto e sopra il livello del mare rende l'isola davvero un riferimento imprescindibile dal punto di vista naturalistico. I subacquei accorrono da ogni parte d'Europa per immergersi e osservare le colonie di corallo rosso che caratterizzano i fondali, mentre chi non si immerge può partecipare a escursioni in barca per osservare ben sette specie di cetacei, delfini, capodogli e balenottere inclusi, che passano regolarmente nel canyon sottomarino di Cuma. “Due terzi del mare di Procida rientra in acque protette. Il ruolo dell'area marina è sia di protezione sia di divulgazione e sensibilizzazione. Autorizziamo solo un tipo di pesca non industriale e solo alle attività che riteniamo ecocompatibili e sostenibili”, conferma Miccio.

Rimane, invece, aperta la questione legata all'accesso all'isolotto di Vivara. Oasi Naturalistica Protetta dal 1974 e Riserva Naturale dello Stato dal 2002, è piccola, selvaggia e incontaminata. Conserva, nei suoi 0,38 chilometri quadrati, un patrimonio florovivaistico raro, ed è popolata da conigli selvatici, uccelli marini, nonché stormi in transito durante le migrazioni. L'unico edificio presente a Vivara fu fatto realizzare dal Duca di Guevara nel 1681 per diventare poi casino di caccia borbonico. Ma sono le tracce archeologiche di origine micenea a lasciare oggettivamente senza parole.

Quando l'archeologo tedesco Giorgio Buchner scoprì, negli anni Trenta, reperti riconducibili all'Età del Bronzo, si comprese la rilevanza dell'isola e della comunità che ci abitava per gli scambi commerciali del Mediterraneo. I resti degli insediamenti sono databili tra il XVII e il XIV secolo avanti Cristo e dimostrano anche quanto l'isola sia mutata geologicamente a causa di fenomeni di bradisismo tipici di tutta l'area dei Campi Flegrei. Di origine vulcanica, Vivara doveva essere un po' più grande di oggi e di sicuro molto più affollata. Almeno fino al XII secolo a.C., quando ogni traccia di vita stabile scomparve per circa due millenni. Oggi è accessibile solo con visite guidate rigorosamente a piedi. L'isolotto si raggiunge tramite un ponte pedonale lungo 362 metri costruito circa venti anni fa ed entrato persino nel Guinness dei primati per essere stato il più lungo ponte tibetano del mondo.

FOTO CSTORIE DA RACCONTARE

Tanto Vivara è disabitata, quanto Procida invece è viva e vivace. È l'isola più densamente abitata del continente europeo e per scoprirla veramente è con gli abitanti che bisogna parlare. “Suggerisco a ogni visitatore di provare a fare due chiacchiere con un pescatore o un commerciante. Tutti hanno storie da raccontare sulla loro isola. Sono profondamente orgogliosi i procidani, anche di essere Capitale”, prosegue il sindaco. Le case colorate della Corricella e le spiagge come quella della Chiaolella hanno improvvisamente conquistato l'attenzione di estimatori incuriositi dalla piccola e vivace isola, che in molti hanno scoperto grazie al libro di Elsa Morante “L'isola di Arturo” (1957), ma forse ancora di più con il film “Il postino” (1994), ultima, straordinaria interpretazione di Massimo Troisi. Nel 1999 fu Hollywood a sbarcare sull'isola con “Il talento di Mr. Ripley” e il fascino di attori come Matt Damon, Gwyneth Paltrow, Jude Law e Cate Blanchett. Per un attimo Procida divenne ancora più glamour di Capri e Ischia, ma la sua anima resta decisamente diversa, marinara nel senso più vero del termine, ancora profondamente legata alla tradizione di andare per mare, vivere grazie al mare, rispettarlo intimamente, quasi parlarci. “Stiamo lavorando per diventare un'isola completamente plastic free. Per decenni sulle nostre spiagge ne arrivava tantissima, soprattutto dalla terraferma. Ora lavoriamo per sensibilizzare tutti, anche i comuni sulla costa, a usarne meno e gli effetti già si vedono”, conclude il sindaco. Già, perché l'area marina è l'anima di Procida, il vero patrimonio, la ricchezza imprescindibile, naturale ma anche culturale. Per essere una vera Capitale tutto parte e torna lì. Lo sanno bene i pescatori che cercano la loro casa con lo sguardo dal mare e la vedono spiccare nel suo verde, azzurro, giallo o rosa. La riconoscerebbero tra mille e lo fanno davvero ogni giorno. L'isola è il loro mondo e il mondo è la loro isola. Pronta ad aprirsi anche a tutti gli altri e non solo per quest'anno.