NATURA E BIODIVERSITA'
Senza i limoni la Costiera rischia di scomparire
01/09/2016

Salviamo gli agrumeti della costiera amalfitana e della penisola sorrentina. Le coltivazioni vengono abbandonate, lasciate incustodite dagli agricoltori più anziani assediati ormai dalla concorrenza estera e dalle importazioni a basso costo. I geologi avvertono: “ la Costiera potrebbe perdersi per sempre senza un intervento urgente”

44L'incantevole litorale della costa d’Amalfi rischia di essere sradicato per sempre sbriciolandosi in mare, a seguito dell’abbandono dei famosi limoneti della regione e dei crescenti effetti del cambiamento climatico. Per secoli, le famose terrazze di limoni, cresciuti in montagna e protetti da muri in pietra a secco, sono stati mantenuti da un gruppo qualificato noto nel mondo come i flying farmers, i "contadini volanti", che scalano le vette scoscese per visitare gli agrumeti. Ma la concorrenza estera e le importazioni a basso costo, hanno di conseguenza abbassato i prezzi a tal punto che gli agricoltori di Amalfi sono stati costretti ad abbandonare i terreni di proprietà delle loro famiglie da generazioni. I pochi terrazzamenti che sono rimasti intatti nella costiera amalfitana rischiano di crollare con un conseguente rischio idrogeologico.55
Da qui il grido di allarme dei geologi che avvertono: città come Positano potrebbero sgretolarsi e scomparire in mare a causa del calo dei terrazzamenti. In molti territori italiani costieri o vallivi, la coscienza, acquisita nei secoli, dell’elevato rischio di dissesto, ha prodotto un sistema di difesa del territorio che ne ha profonBiodiversità damente influenzato il paesaggio e la storia socioeconomica: il sistema dei terrazzamenti. Alcuni tra i migliori esempi si riscontrano proprio nella costiera amalfitana dove hanno contribuito a definire paesaggi tra i più suggestivi del mondo. I terrazzamenti sono una sistemazione idraulico-agraria adatta a terreni declivi; essi rappresentano l’unica soluzione idonea a rendere coltivabili territori altrimenti impervi e improduttivi.

Elemento chiave del sistema è quindi il “muro a secco” che sostiene il terrapieno; nella costiera amalfitana è detto “macerina” ed è eretto utilizzando pietrame di risulta dalla sistemazione stessa dei terreni e, in qualche caso, dallo scavo della pendice rocciosa. I terrazzamenti, in altre parole, trasformano un pendio acclive in una sequenza di ripiani gradonati coltivabili, le “terrazze” appunto. I ripiani sono poi integrati con altre strutture, in particolare canali di sgrondo e cisterne di raccolta. La caratteristica saliente del muro a secco è proprio la permeabilità all’acqua che consente alla terrazza di invasare considerevoli quantità di acqua piovana e di smaltire in maniera controllata quella in eccesso che, convogliata nelle cisterne, diviene una preziosa scorta da usare per fini irrigui. Da opere di sistemazione idraulico-agraria, quindi, i terrazzamenti assurgono alla dignità di vero e proprio sistema ambientale, che nasce per la gestione ecocompatibile della attività agrarie (in un’epoca in cui questo termine era ben lungi dall’assumere significato).
La loro realizzazione sui versanti collinari e montani non solo ha consentito di ricavare superfici coltivabili in ambienti naturali altrimenti impossibili, ma ha anche favorito il governo delle acque piovane, regimentandone lo scorrimento superficiale, conferendo stabilità e riducendo l’erosione naturale dei versanti; in tal modo ha contribuito in maniera determinante all’equilibrio ambientale e alla salvaguardia dei territori. Il loro abbandono, con la conseguente sospensione delle normali pratiche agricole, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, determinerebbe il prevalere delle dinamiche naturali con l’effetto che il dilavamento delle acque, non più controllate, crei in successione instabilità, frane, degrado ambientale con ripercussioni sulla stessa identità paesistica del territorio. Ora i geologi d'Italia hanno lanciato l'allarme e messo in guardia sul serio rischio di perdere questo paesaggio patrimonio dell'umanità. Il rischio di frane in Costiera è stato stimato pari all' 88 per cento. Le qualità estetiche di questi interventi, la bellezza dei materiali utilizzati e la razionalità delle architetture e degli spazi, creano una relazione organica, inscindibile con il paesaggio delle antiche città sorte in questi stessi luoghi.

In Costiera Amalfitana gli insediamenti abitativi si sono sviluppati secondo la medesima logica delle sistemazioni agrarie, definendo un modello unico nel suo genere di integrazione tra paesaggio agrario e paesaggio urbano: l’abitato di Positano ne è l’esemplificazione forse meglio riuscita. I terrazzamenti sono il più forte marcatore del paesaggio di questo lembo di costa, che, a sua volta, ne rappresenta il patrimonio più ingente, insieme a quello artistico. Un paesaggio fortemente antropizzato, quindi un paesaggio culturale poiché le opere che lo caratterizzano costituiscono la cristallizzazione delle conoscenze dei suoi abitanti, il segno profondo della relazione tra il territorio e suoi abitanti.