NATURA E BIODIVERSITA'
L’EUROPA FA RETE PER L’AMBIENTE
07/06/2019
di Piero Genovesi
[Responsabile del Servizio Coordinamento Fauna Selvatica di ISPRA]

Le Direttive “Habitat” e “Uccelli” da oltre 30 anni sono strumenti chiave che stanno dando risultati incoraggianti

FOTO APERTURA - Bosco del Monte_Cimino_Trachiti - DIDA LUNGA

A dottate oltre 30 anni fa, sono costruite su due pilastri: l’istituzione della rete di aree protette Natura 2000 e un sistema di protezione per circa 1.500 specie e oltre 200 habitat prioritari su scala europea. Complessivamente la rete Natura 2000 copre oltre il 18% del territorio europeo e il 6% del mare, rappresentando la più estesa rete di protezione ambientale al mondo.

Dall’analisi promossa dall’Unione Europea sull’applicazione delle direttive è emerso che gli obiettivi generali non sono ancora stati pienamente realizzati, ma che lo stato e le tendenze delle specie e degli habitat tutelati risulterebbero nettamente peggiori se non fossero stati introdotti questi strumenti e che ci sono stati miglioramenti in seguito ad azioni di conservazione mirate.

Per assicurare una costante valutazione, le direttive europee prevedono anche obblighi di monitoraggio e rendicontazione. La Direttiva “Habitat” all’art. 17 impone che tutti i Paesi dell’Unione compilino ogni sei anni un rapporto dettagliato relativo all’analisi dell’evoluzione dello stato di conservazione di specie e habitat nel tempo, che attraverso confronti fra cicli successivi di rendicontazione consenta di verificare lo stato di attuazione della direttiva e di fare scelte gestionali e di conservazione più efficaci. A partire dal 2011 l’ISPRA coordina, su incarico del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, la redazione dei rapporti ed ha svolto questo compito in costante contatto con le Regioni e le Province autonome, responsabili dell’attuazione delle misure di tutela, e con il supporto dei massimi esperti del settore.

FOTO B - martin-pescatore - didaAttorno all’ISPRA esiste una rete che comprende i tecnici delle amministrazioni pubbliche, delle aree protette, oltre 400 esponenti delle principali società scientifiche e anche esperti del Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri. La rete è stata essenziale per l’elaborazione del 3° Rapporto Nazionale italiano, consegnato alla Commissione Europea nel 2013 e presentato in una conferenza nazionale nel febbraio 2014, mentre il 4° Rapporto è stato consegnato alla Commissione Europea il 30 aprile 2018.

Dal confronto con il Ministero dell’Ambiente, le Regioni e Province autonome e la rete di esperti della materia è emerso che un passaggio essenziale per migliorare lo stato delle conoscenze sulle specie, sugli habitat tutelati e sulle misure di conservazione attuate è quello di adottare un piano nazionale di monitoraggio coordinato, che permetta la raccolta dei dati sulla base di un disegno scientifico, tale da ottimizzare l’impegno di risorse e da permettere l’ottenimento di risultati attendibili e confrontabili.

L’ISPRA ha anche coordinato la realizzazione di tre manuali per il monitoraggio di specie ed habitat di interesse comunitario, presentati ufficialmente nell’ottobre 2016, con l’obiettivo di rispondere in maniera sempre più efficace agli obblighi di reporting.

Per quanto riguarda la diffusione e le valutazioni sui dati, ISPRA ha implementato il sito web www.reportingdirettivahabitat.it, che permette di vedere e scaricare le mappe di distribuzione di tutte le specie e gli habitat di interesse comunitario, di accedere alle valutazioni condotte e di ricercare dati cartografici e tabellari. Per ogni specie o habitat il sito permette anche di scaricare le schede di monitoraggio e le valutazioni trasmesse all’Unione Europea.

L’attività di reporting della Direttiva “Habitat” ha permesso nel corso degli anni la creazione di una rete di collaborazione tra istituzioni centrali, enti locali ed esperti che rappresenta un modello virtuoso per il Paese. La rete assicura un attento monitoraggio delle specie e degli habitat, essenziale per un’applicazione efficace delle norme comunitarie, proteggendo gli ecosistemi europei e tutelando il nostro stesso benessere, che dipende in modo diretto da ambienti naturali integri.