NATURA E BIODIVERSITA'
IL PUNTO SUL BIOLOGICO IN ITALIA
14/07/2017
di Stella de Franciscis

Aumentano i consumi e le superfici coltivate con metodi naturali. Sicilia, Calabria e Puglia le regioni col maggior numero di produttori

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Una spesa più attenta e pensata quella degli italiani, che riempiono i loro carrelli con frutta, carne, pasta e pane. Acquisti meno convenzionali e più consapevoli, indirizzati alla compera di prodotti alimentari coltivati con criteri “naturali” anche se, scegliere di mangiare prodotti biologici equivale, spesso, a spendere un po' di più. Nonostante ciò, il biologico cresce nei consumi, nella produzione ed è promosso sul campo.

Nel 2016 l’acquisto di prodotti biologici è aumentato del 21%, per un valore al consumo stimato in circa 2,5 miliardi di euro su base annuale. Ben 13 milioni di italiani scelgono di portare in tavola cibo biologico, almeno una volta a settimana.

La crescita dei consumi bio è costante ed ininterrotta da oltre un decennio. A sostenere i consumi - secondo la Coldiretti - c’è l’aumento della produzione nazionale relativa alle superfici coltivate e agli animali allevati, almeno secondo gli ultimi dati del Sistema d’informazione nazionale sull’Agricoltura Biologica (Sinab).

Crescono anche le superfici coltivate con metodo biologico in Italia che hanno raggiunto la quota record di 1,5 milioni di ettari, il 12% della Sau nazionale (superficie agricola utilizzata), grazie a una crescita dell’8% rispetto all’anno precedente.

In pratica, oltre centomila ettari di campagne sono passati alla coltivazione bio in un solo anno. Ad aumentare è anche il numero di bovini, di caprini e di pollame allevato con criteri biologici, vista la forte richiesta di carne e formaggi biologici.

Oltre alla crescita del dettaglio tradizionale c’è anche il boom delle vendite dirette dei produttori agricoli, come la rete delle fattorie e dei mercati degli agricoltori di Campagna Amica. Vola anche l’e-commerce che, secondo un’analisi Coldiretti su dati Biobank, è cresciuto del 71% nel giro degli ultimi cinque anni, mentre, nello stesso periodo, sono aumentate del 69 % le attività di ristorazione biologica.

La crescita rapida dei consumi pone l’esigenza di rafforzare il sistema dei controlli con particolare attenzione ai falsi prodotti biologici importati dall’estero come dimostrano i numerosi casi di frode scoperti dalle forze dell’ordine” – dice il Presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare “l’importanza dell’obbligo di indicare in etichetta la provenienza di tutti gli alimenti”.

 

FOTO LE REGIONI PIÙ BIO

In Italia le imprese inserite nel sistema di certificazione per l’agricoltura biologica sono attualmente 59.959 di cui: 45.222 produttori esclusivi, 7.061 preparatori esclusivi (comprese le aziende che effettuano attività di vendita al dettaglio), 7.366 che effettuano sia attività di produzione che di preparazione e 310 operatori che si dedicano all’importazione. Le regioni in cui sono presenti il maggior numero di produttori biologici sono la Sicilia (11.326, con un incremento di oltre il 17% rispetto al 2014), la Calabria (8.684, che, al contrario, registra un leggero decremento rispetto all’annualità precedente) e la Puglia (6.685, con un incremento dell’1,3%). In queste regioni si concentra circa il 45% del totale degli operatori italiani. Anche per quanto riguarda le superfici biologiche, il podio spetta a queste tre regioni: prima la Sicilia con 303.066 ettari, segue la Puglia con 176.998 ettari e infine la Calabria con 160.164 ettari. La superficie biologica di queste tre regioni rappresenta il 46% dell’intera superficie biologica nazionale.

 

IL PIANO STRATEGICO NAZIONALE

Nel marzo del 2016 è stato approvato in Conferenza Stato Regioni il Piano Strategico Nazionale del Biologico, che è il risultato di un lavoro partenariale portato avanti dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf) insieme a tutta la filiera per rispondere alle esigenze del sistema biologico italiano. Il piano, attraverso dieci punti, si pone l’obiettivo di incrementare ancora la crescita del settore, sia da un punto di vista dei consumi, che delle superfici coltivate. Esso vuole dare un indirizzo strategico preciso allo sviluppo del biologico, così da coordinare al meglio le diverse politiche di sostegno per il settore, mediante dieci azioni che sono riconducibili a quattro assi principali: politiche di sviluppo, semplificazione, controlli e vigilanza, innovazione e ricerca. Si intende mettere in atto una serie di iniziative volte alla predisposizione di un piano nazionale per la ricerca e l'innovazione in agricoltura biologica, attraverso la costituzione di un comitato permanente di coordinamento, a cui partecipino gli enti vigilati dal Mipaaf, le Regioni e le rappresentanze del settore, coinvolgendo le imprese agricole in progetti sperimentali, per favorire un approccio multidisciplinare e partecipato volto a favorire il trasferimento dell’innovazione.

 

LOGO BIOCOME RICONOSCERE I PRODOTTI BIO

La garanzia che ci troviamo davanti ad un prodotto proveniente da agricoltura biologica, all’interno di un supermercato, è data dall’etichettatura. I regolamenti e i documenti a cui si fa riferimento, quando parliamo di etichettatura sono: il Regolamento CE 834/07 e CE 889/08, attualmente in vigore per l’Agricoltura biologica e il Regolamento CE 271/10, che definisce l’uso del nuovo logo europeo e modifica alcune norme di etichettatura. Il termine biologico, bio o organic può essere usato, infatti, solo per i prodotti che rispettino i regolamenti sopra citati. Indicare il termine biologico in etichetta o nei documenti di trasporto pone il produttore come responsabile di fronte alla legge rispetto alla conformità del prodotto.

Il logo europeo del biologico è stato scelto attraverso un concorso internazionale tra più di 3.400 bozzetti di studenti di design. Il marchio scelto rappresenta una foglia stilizzata disegnata con le stelline dell’Unione Europea. Dall’entrata in vigore del Reg. CE 271/10 il logo viene così definito: «Logo di produzione biologica dell’Unione europea», e viene apposto ai prodotti chiusi confezionati ed etichettati, con una percentuale prodotto di origine agricola bio di almeno il 95%. Il logo europeo è facoltativo nei prodotti con le stesse caratteristiche, ma provenienti da Paesi terzi, mentre è proibito nei prodotti con una percentuale bio inferiore al 95%.

PERCHÉ SCEGLIERE BIO?

L’agricoltura biologica garantisce la salvaguardia delle varietà locali, minori residui di pesticidi e metalli pesanti, minore consumo di acqua, minore ricorso all’energia fossile, riduzione dei gas serra, salvaguardia dell’ambiente e degli ecosistemi, maggiori controlli sui prodotti dalla coltivazione fino al confezionamento e alla vendita.