NATURA E BIODIVERSITA'
ALIEN & CO.
26/11/2017
Foto e testi di Fabrizio Moglia

Quando la fantascienza trae ispirazione dalla natura

FOTO G

Certe volte si resta affascinati da creature mostruose ed aliene generate dalla fantasia di qualche scrittore, sceneggiatore, regista o fumettista. Ma siamo poi sicuri che certi esseri siano frutto solo della fantasia? In effetti basterebbe aguzzare un pochino la vista per scoprire che gli “alieni” ci sono eccome e sono in mezzo a noi! Follia? Allora provate ad osservare alcuni animali da vicino e poi decidete Voi! Il personaggio più noto tra le varie saghe dedicate alle forme di vita aliene è senza dubbio Alien. Se non si conosce il mondo animale può apparire come una straordinaria creazione di qualche mente geniale e creativa. Ma Alien non è per caso un mix tra una Mantide Religiosa ed una Empusa? Si tratta di semplici mantidi, assai diffuse su tutto il nostro territorio, ma guardate che straordinaria somiglianza con il “mostro” di Alien. E se volessimo analizzare aspetti etologici ci accorgeremmo che esiste un notevole parallelismo tra le lugubri abitudini di Alien e quelle dei nostri simpatici insetti. Sempre appartenente al mondo degli insetti un’altra strana creatura che, probabilmente, ha ispirato un altro “alieno”. Si tratta della Acrida Ungarica, una specie di cavalletta diffusa in tutte le zone calde ed aride della nostra penisola. Lunga appena 7 o 8 cm ha un aspetto davvero singolare.

Ma certe volte più “alieni” possono coesistere ed incontrarsi in ambienti compatibili. È il caso di questa curiosa immagine in cui un Insetto Stecco ed una Acrida Ungarica si trovano sullo stesso stelo secco.

Può anche capitare di imbattersi in forme di vita davvero singolari, anche in ambienti apparentemente inadatti alla vita! In alcune pozze temporanee come pozzanghere o piccoli fossati si possono incontrare animali incredibili e straordinari quale è il Chirocefalo Diafano.

Un piccolo crostaceo di acqua dolce con un ciclo di vita sorprendente. A seguito di pioggia e conseguente formazione di una piccola pozza, si schiudono le minuscole uova e nascono le larve. Quest’ultime si sviluppano a velocità stratosferica e raggiungono la maturità sessuale in pochi giorni, pronte a depositare le uova. Al prosciugamento della pozza gli adulti muoiono e le uova si seccano e vengono inglobate nel fango asciutto ove resistono mesi, in alcuni casi anni, sino alla prossima pioggia! Ma ancor più strabiliante e strano è il Triops Cancriformis. Un altro piccolo crostaceo delle pozze temporanee con un ciclo di vita simile al Chirocefalo ma con una resistenza ancor superiore tanto che le uova possono resistere fino a 25 anni tra la deposizione e la schiusa! Gli ambienti dove sono più facilmente reperibili sono le risaie. La fonte d’ispirazione primaria, per i creatori di “mostri”, sono certamente i rettili e gli anfibi.

FOTO DTra questi, alcuni sono davvero singolari e poco conosciuti come, per esempio, l’Euprotto. Questo piccolo anfibio, simile ad una piccola salamandra, vive in pochissime zone montuose sarde e in Corsica ed è davvero molto raro. Non è da meno un altro piccolo anfibio che vive solo ed esclusivamente in alcune grotte sarde sul massiccio del Gennargentu, ovvero il Geotritone del Supramonte. Un anfibio davvero raro e singolare. Passa la sua vita nell’oscurità a cui si è perfettamente adattato ed in cui vede tranquillamente. Un altro animale tanto raro quanto curioso e localizzato, è la Salamandra di Lanza che deve il suo nome allo studioso che l’ha scoperta. Vive solo in un paio di vallate piemontesi (in particolare la Valle Po) ed in alcune zone dei Carpazi.

Alcuni animali hanno, oltre che l’aspetto, anche caratteristiche bizzarre che, indubbiamente, hanno ispirato alcune creature aliene e mostruose spesso apparse in cinema e tv. Questo è uno scorpione diffuso nella Liguria di ponente (Buthus Occitanus) e già l’aspetto diurno è piuttosto inquietante ma di notte, se illuminato con una lampada UV, assume una colorazione fluorescente incredibile.

FOTO EQuesto succede perché l’esoscheletro degli scorpioni è formato da cheratina estremamente sensibile ai raggi ultravioletti. Questa caratteristica è, fondamentalmente, un errore evolutivo in quanto gli scorpioni erano animali marini ed avevano necessità di ricavare il massimo dai pochi raggi solari filtranti. Quando nei millenni sono diventati animali terricoli non hanno perso la reattività al UV. Altri animali, se ripresi o fotografati con alcuni accorgimenti stilistici assumono aspetti davvero singolari e che ben si adattano alla definizione “Alien & Co”. Un comunissimo Scarabeo Rinoceronte fotografato sotto la pioggia non diventa forse un soggetto sinistro?

Ed un Pelobate Fosco con i giusti effetti non diventa forse scenografico? Tutto ciò semplicemente per dire che la fantasia umana genera personaggi ed esseri che, in realtà e nella maggior parte dei casi, prendono ampiamente spunto da animali che vivono intorno a noi e che, se osservati con attenzione, hanno aspetti buffi o sinistri, misteriosi o terrificanti. Alcune volte bastano un po’ di “effetti speciali” per trasformare una semplicissima chiocciola da pacifico abitatore dei nostri giardini a terribile essere alieno.