NATURA E BIODIVERSITA'
ALBERI TESTIMONI DELLA STORIA
01/04/2017

I monumenti verdi sono protagonisti delle vicende umane e componenti fondamentali del paesaggio


I Cipressi della Val d'Orcia (SI)

Di fronte a panorami naturali particolarmente suggestivi parliamo di bel paesaggio, ma una parola così semplice e diffusa ha dato vita ad un ampio dibattito, anche perché il concetto che esprime può essere considerato da molte angolature: ambientali, culturali, territoriali, architettoniche, antropologiche, forestali, urbanistiche e via dicendo…

Di cosa è fatto il paesaggio? Sicuramente di elementi naturali, colline, pianure, fiumi, laghi, montagne, alberi, piante, fiori e tanto altro, ma pure di cultura, esso non è altro che il risultato delle vicende umane che si sviluppano insieme al territorio. Come i monumenti e le opere d’arte caratterizzano il paesaggio, altrettanto gli alberi plurisecolari o maestosi fanno la loro parte.

In generale oggi si considera il paesaggio come qualcosa di dinamico, in continua evoluzione e, di conseguenza, difficilmente definibile poiché strettamente legato all’azione dell’uomo, il quale lo condiziona e ne viene al tempo stesso condizionato. Il 20 ottobre 2000 a Firenze si è tenuta la Convenzione europea del paesaggio che ha finalmente stabilito una definizione ufficiale del termine: una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni. Nel 2004 in Italia fu redatto il Codice dei beni culturali e del paesaggio. Con esso si stabilì che per paesaggio si intende una parte omogenea di territorio i cui caratteri derivano dalla natura, dalla storia umana o dalle reciproche interrelazioni. La definizione è simile a quella della Convenzione europea, con la differenza che non vi appare la frase: così come è percepita dalle popolazioni. (www.faiscuola.it)

 

GLI ALBERI MONUMENTALI

L’art. 7 della Legge 10/2013 definisce come «albero monumentale» l'albero ad altoFOTO A ©G.CASTIGLIA_Faggio di S.Francesco fusto isolato o facente parte di formazioni boschive naturali o artificiali … l'albero secolare tipico… esempi di maestosità e longevità, per età o dimensioni, o di particolare pregio naturalistico, per rarità botanica e peculiarità della specie… che recano un preciso riferimento ad eventi o memorie rilevanti dal punto di vista storico, culturale, documentario o delle tradizioni locali; i filari e le alberate di particolare pregio paesaggistico, monumentale, storico e culturale… compresi quelli inseriti nei centri urbani; gli alberi ad alto fusto inseriti in particolari complessi architettonici di importanza storica e culturale, …ville, monasteri, chiese, orti botanici e residenze storiche private.

Come i monumenti degli uomini, l’albero monumentale è nel contempo archivio (botanico), testimonianza (di resilienza) e riserva (di biodiversità). Riconoscere gli alberi monumentali come beni naturali (architetture viventi) significa riconoscere “il patrimonio artistico naturale alla stregua del patrimonio artistico antropico” (Caramalli, 2008).

 

PATRIARCHI VERDI: LAVORI IN CORSO

L’articolo 7 della legge 14 gennaio 2013, n. 10 Norme per lo sviluppo del verde urbano fornisce criteri di univocità utili alla tutela e alla salvaguardia degli alberi monumentali anche in relazione a quanto previsto dal D. Lgs. n. 42/2004 e s.m.i., che all’art. 136 include tra i beni paesaggistici anche tali esemplari, se dichiarati di notevole interesse pubblico.

Ogni Regione ha l’obbligo di redigere, sulla base delle proposte comunali, un elenco a livello regionale. Ogni Comune deve fare il censimento degli esemplari ricadenti nel proprio territorio. La norma individuava nel Corpo forestale dello Stato il soggetto istituzionale gestore di un elenco nazionale, accessibile al pubblico e da tenersi costantemente aggiornato. Il decreto interministeriale 23 ottobre 2014 ha definito i criteri di monumentalità in base ai quali censire, ha affrontato in dettaglio gli aspetti tecnici e operativi dell’intera attività di censimento nonché di quella concernente la redazione degli elenchi a livello sia regionale che nazionale e ha focalizzato l’attenzione sulle relazioni e sui flussi informativi fra le Amministrazioni coinvolte.

 

LE ATTIVITÀ DI CATALOGAZIONE

FOTO BI Comuni, per le attività di rilievo, possono avvalersi delle strutture territoriali incaricate e il lavoro di redazione degli elenchi, in capo ad ogni Regione, si è svolto, e in alcuni casi ancora si svolge, su due percorsi paralleli: istruttoria delle proposte provenienti dai Comuni, e verifica sia dell’attività tecnica svolta dalla Forestale sia dell’azione amministrativa dell’ente comunale, che rimane il soggetto amministrativo responsabile della proposta formale alla Regione e il punto di partenza dell’iter di tutela.

Ad oggi l’attività di catalogazione registra la presenza di 17 elenchi regionali validati a seguito di verifica formale ai sensi dell'art. 7 del Decreto 23 ottobre 2014. Quattro Regioni non hanno ancora completato il loro censimento, ritardando la pubblicazione dell’elenco nazionale degli alberi monumentali d’Italia, che si auspica prossima al traguardo nell’ambito amministrativo individuato dal D. Lgs. n. 177/2016 nel Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali.

 

QUALCHE ANTICIPAZIONE

Gli elenchi regionali hanno prodotto circa 2.200 schede che identificano soprattutto FOTO Fsingoli esemplari. Non mancano però gruppi e filari di consistenza variabile e di composizione monospecifica. Le specie autoctone più rappresentate sono la roverella, il platano, il faggio, l’oleastro, il leccio. Presenti anche molte specie esotiche, primo fra tutte il cedro dell’Himalaya. Il criterio maggiormente ricorrente è quello legato alle dimensioni in termini di circonferenza del tronco, seguito da valore paesaggistico e legame con la storia e le tradizioni del luogo ove radicano. La maggiore presenza di alberi monumentali si registra in contesti urbani.

 

PER APPROFONDIRE

Russo D., Corona P., Merlini P., Agrimi M., 2015 Alberi monumentali: beni culturali e ambientali da sostenere nel tempo e nello spazio. L’Italia Forestale e Montana, 70 (6): 411-416. http://dx.doi.org/10.4129/ifm.2015.6.01

 

Caramalli P., 2008 - Nuovo status normativo per gli alberi monumentali. L’Italia Forestale e Montana, 63 (3): 279-282.

 

Si ringrazia Angela Farina per la collaborazione