FOCUS
L’ ARTE DELLA RESILIENZA
11/08/2020


foto-bici-nuovaL’ARTE DELLA RESILIENZA

Una delle caratteristiche principali della natura è la resilienza, quella vitale capacità di reagire agli eventi negativi, dote che connota non solo il regno animale, ma anche quello vegetale ritenuto, a torto, immobile e immutabile. Resistere a scossoni più forti delle nostre capacità di assorbimento è molto rischioso e può indurre spesso a sconfitta certa. Per ora il Covid-19 appare come un mostro dalla potenza soverchiante nei confronti dell’uomo.

Un’altra spiccata dote del mondo naturale è quella di saper evitare percorsi e scelte pericolose che hanno recato danni alla specie nel tentativo di preservarne la conservazione.

Tutto ciò ci rende particolarmente responsabili nei confronti delle generazioni future. Il senso di sospensione e rarefazione generale che stiamo provando in questi giorni ci dà però l’occasione di fare alcune considerazioni che potrebbero portare, e in parte già stanno portando, cambiamenti stabili dei nostri stili di vita e nuovo entusiasmo. Il pericolo vicino e imminente ci ha spinto a repentini cambiamenti e a trovare soluzioni condivise in ambito globale più velocemente di quanto finora non sia accaduto per altre emergenze come quelle belliche o ambientali, eppure le previsioni di danni irreversibili causati dai cambiamenti climatici non sono di minore entità con 250.000 morti all'anno al 2024, perdite economiche dell’ordine di centinaia di miliardi l’anno e migrazioni bibliche. La differenza è il tempo del compimento di questi disastri che, seppur imminente, ci appare ancora lontano rispetto alla drammatica vicinanza del virus. Una cosa è certa: se vorremo resistere a emergenze ambientali e pandemie, dovremo saper rimuovere le cause, anche antropiche, che le hanno generate o favorite, adattandoci ad una natura che a sua volta sta mutando.

Usare questo tempo per riproporre gli stessi modelli sociali, culturali ed economici sarebbe una scelta perdente. Se ai sistemi politici spetta il compito di nuove e rapide macroscelte, già molte sono le occasioni di rinnovamento che si profilano anche nel nostro quotidiano. Telelavoro e Smart working generalizzati sono ad esempio opzioni che stanno decongestionando le nostre città, che riducono inquinamento, spese di carburante, tempi di spostamento; l’utilizzo di bici tradizionali ed elettriche è un toccasana per il traffico e la nostra salute; nuovi modelli per un’edilizia pubblica e privata in grado di generare spazi di vivibilità e di lavoro favoriranno la nascita di ecoquartieri e città policentriche. Questo tempo inoltre ci potrebbe donare la scoperta della meravigliosa Italia dei Borghi, dei weekend fuoriporta e a dimensione d’uomo in quelle stesse mete lente abbandonate dai nostri concittadini, che sono invece ricercate dal turismo internazionale di qualità.