COOPERAZIONE INTERNAZIONALE
A SCUOLA DI AMBIENTE
13/02/2018
di Ebe Pierini

Il primo “Environmental Crime Course” organizzato dall’Arma dei Carabinieri per fornire alla polizia kosovara nozioni di base nel settore della tutela ambientale

FOTO CL’iniziativa, la prima di questo genere in ambito Nato, è scaturita da accordi intercorsi tra l’Arma e la Kosovo Police. Del team di istruttori hanno fatto parte alcuni sottufficiali provenienti dal Nucleo Operativo Ecologico di Udine e di Torino, dal Nucleo Investigativo Provinciale di Polizia Ambientale e Forestale di Lecce e dal Comando Stazione Carabinieri Forestale di Montecchio, tutti militari altamente specializzati in tema di tutela dell’ambiente. Il programma si è sviluppato su tre settimane e ha previsto lezioni teoriche e pratiche relative a diverse tematiche, a partire dalla definizione di ambiente e dal suo rapporto con l’uomo, per approdare agli effetti dell’inquinamento su persone, matrici e alimentazione. Si è poi parlato di organismi internazionali, protocolli, trattati, convenzioni e regolamentazione internazionale sul trasporto di materiali, liquidi e gas, su strada. Gli istruttori hanno affrontato le tematiche legate ad aria, acqua, suolo e trasporto e classificazione di rifiuti. I carabinieri forestali hanno approfondito con i poliziotti kosovari le problematiche relative alle specie protette che, nel caso specifico, sono orsi, lupi, fauna selvatica e avifauna. FOTO BSi è discusso di tutela dei boschi soffermandosi in particolare sulle modalità per effettuare i tagli, sulle procedure da seguire, sulla legislazione e sulle modalità di intervento nel caso di incendi. Sul campo è stato mostrato come individuare un incendio colposo e uno doloso, come scoprirne il punto di innesco. Gli istruttori italiani, inoltre, hanno mostratocome si effettua un campionamento di acque e di rifiuti. Il corso si è svolto a Pristina, presso la sede di Multinational Specialized Unit (MSU) di Kosovo Force (KFOR), un'unità multinazionale su base Arma dei Carabinieri che opera in Kosovo dal 1999. Ha visto la partecipazione di 18 istruttori della Kosovo Police che, a loro volta, una volta apprese queste nozioni, potranno indottrinare altri colleghi e svolgere ulteriori corsi sotto la supervisione dei militari italiani.

DEFORESTAZIONE E RIFIUTI
FOTO ALe problematiche ambientali più evidenti in Kosovo sono legate essenzialmente alla deforestazione illegale, alla gestione dei rifiuti urbani ed alle emissioni in atmosfera. Le foreste kosovare sono una risorsa fondamentale per il benessere economico, sociale e ambientale del Paese e rappresentano, insieme a quelle di tutti i Balcani, il polmone verde dell’Europa. Un volume di 33,5 milioni di metri cubi di alberi su 500.000 ettari di boschi. È però cresciuta la domanda di legname e le superfici boscate si sono ridotte a causa del prelievo legale ed illegale, degli incendi e del pascolo abusivo. Vi è purtroppo una continua depredazione dei boschi lungo le frontiere, legata all’illegal logging, problema di rilievo internazionale. Occorrerebbe quindi migliorare la legalità e l'applicazione della legge, aumentare il pattugliamento combinato delle guardie forestali e delle forze di polizia, promuovere la tutela ambientale e forestale in particolare per gli abitanti delle zone limitrofe alle aree forestali. A questo si aggiunga che, in ogni municipalità, vi sono depositi illegali di rifiuti ai bordi di strade e fiumi, così come all’interno di case abbandonate, a volte in pieno centro città. È inoltre prassi comune bruciare la spazzatura dentro e fuori i cassonetti. Nelle scuole non si parla di educazione ambientale e vi è un forte divario nella fornitura del servizio di raccolta dei rifiuti tra città e campagna. Nel 2005 il Paese si è dotato di una legge sui rifiuti, primo passo di avvicinamento agli standard europei ma, attualmente, meno del 50% degli utenti paga la bolletta e quasi nessun Comune si è dotato di piani e regolamenti locali sulla gestione dei rifiuti urbani. Per quanto riguarda le emissioni, va evidenziato come le città diFOTO D Dardhishte, Obiliq e Kastriot ospitino centrali per la produzione di energia elettrica alimentate a lignite e carbone che emettono nuvole di fumo denso e giallastro. In quelle aree è vietato coltivare il terreno e allevare animali per un’area di 5.000 metri quadrati. Le polveri emesse contengono composti di piombo, anidride solforosa e altre particelle assai tossiche che vanno a contaminare l'aria ma anche il terreno e le acque. Nelle acque di percolamento si ritrovano fenoli e vari composti chimici. Scarichi che finiscono nei corsi d'acqua, oppure veicolati dalle piogge, vanno a inquinare i pozzi ai quali gli abitanti si abbeverano.
Tutte problematiche di cui la Kosovo Police addestrata dai militari italiani dovrà occuparsi. Alla cerimonia di consegna degli attestati ai partecipanti hanno preso parte il Vice Comandante di KFOR Brigadier General Christina Riener, l’ambasciatore italiano Piero Cristoforo Sardi, il Capo della Kosovo Police, Colonnello Shpend Maxhuni e il Comandante di MSU, Colonnello Marco Di Stefano.