ANIMALI
Il ritorno dello Sciacallo dorato
01/09/2016

Ripreso dalla fototrappola posizionata dalla Forestale nella foresta Bellunese di Somadida

1Bella scoperta ad Auronzo di Cadore (BL): a metà luglio è stato avvistato nel bosco lo sciacallo dorato Ans, dal nome della Val d’Ansiei nelle Dolomiti..Le immagini dell’esemplare di Canis aureus sono state riprese da una fototrappola posizionata dal Corpo forestale dello Stato nella foresta di Somadida.

Questa specie è presente in Africa ed in gran parte dell’Eurasia. In particolare, il suo areale si estende dal Senegal sulla costa nord-occidentale dell’Africa al Marocco e alla regione Mediterranea verso nord, attraverso la regione nord-orientale del Congo e in Kenya. Inoltre, si trova in Asia Minore, in Europa sud-orientale, nella penisola anatolica, nel Caucaso e nell’Asia meridionale fi no in Myanmar e Thailandia. In Italia è presente in Friuli Venezia Giulia, nelle province di Udine e Trieste, ed in Veneto, nelle province di Belluno e Treviso. Considerato progenitore di molte razze canine, molto adattabile a diversi ambienti, dal deserto alle foreste fi no ai duemila metri di quota, era già stato avvistato in regione.
L’avvistamento di Ans è stato possibile grazie alla dedizione e all’attrezzatura messa a disposizione dall’Uffi cio Territoriale per la Biodiversità (UTB) di Palus San Marco, allo scopo di immortalare il passaggio dei grandi predatori (orso, lupo, lince). Con la collaborazione dei tirocinanti della scuola agraria sono stati installati anche microfoni forniti dall’Università degli studi di Pavia, utili ad identifi care le specie ornitologiche presenti in foresta, e microfoni a ultrasuoni per individuare la presenza di pipistrelli. «Lo sciacallo dorato è arrivato per la prima volta in Italia negli anni Ottanta», spiega Paola Favero, responsabile dell’UTB di Belluno e di quello di Vittorio Veneto (che ha competenza sulla foresta di Somadida). «Nel Veneto i primi avvistamenti, sempre a metà degli anni Ottanta, si sono registrati proprio nel Bellunese, nello specifi - co in Agordino. Lo sciacallo è un animale estremamente elusivo ed è raro riuscire a vederlo. In questo caso, a Somadida, si è riusciti a filmarlo.

Un grande successo». In Italia è presente dal 1984 la varietà Canis aureus moreoticus, tipica dell’Europa meridionale. La di- stribuzione di questo animale non è andata oltre l’Alto Adige ad ovest ed è attualmente diffuso nel Triveneto. Lo sciacallo mangia piccole prede e vegetali (è onnivoro, un po’ come la volpe) e non rappresenta quindi un pericolo per allevamenti o proprietà private. I nuclei riproduttivi sono costituiti da 3-7 individui e una famiglia da 5 esemplari. Ogni gruppo controlla un territorio di circa 300 ettari. Benché simile a un lupo grigio di taglia ridotta, lo sciacallo dorato è più snello, con un muso più stretto, una coda più corta e un passo più leggero.

Il suo mantello invernale differisce da quello del lupo per le sue sfumature fulvo-rossicce. Malgrado il nome, non è strettamente imparentato con lo sciacallo dalla gualdrappa e lo sciacallo striato, ma piuttosto con il lupo grigio, il coyote e il lupo etiope. Può produrre ibridi fertili sia con i lupi grigi che con quelli africani. Ha abitudini prevalentemente crepuscolari- notturne. Vive soprattutto in aree aperte ma anche in boschi luminosi e presso gli abitati. Si nutre di piccoli mammiferi, giovani gazzelle, roditori, lepri, uccelli caduti a terra e loro uova, rettili, rane, pesci, insetti, frutta e altre parti di vegetali, ma quando capita non disdegna le carogne. Raggiunge la maturità sessuale nell'anno seguente alla nascita e si accoppia sul finire dell'inverno formando una coppia strettamente monogama. La gestazione dura 63 giorni e pertanto il parto avviene in marzo-aprile con la nascita di 3-8 piccoli inetti. Lo sciacallo dorato scava appositamente la tana, oppure utilizza grotte naturali o occupa le tane precedentemente occupate da altri animali. Emette ululati, guaiti, ringhi e mugolii. Lo sciacallo nella cultura e nell’iconografia ha una connotazione negativa, forse a causa della sua abitudine di cibarsi di animali morti. Il dio Anubi degli Egizi, signore della morte e dell'oltretomba, è raffigurato con la testa di sciacallo. Nel linguaggio comune, il termine "sciacallo" è riferito a chi cerca di trarre giovamento dalle difficoltà altrui, come pure la parola sciacallaggio che si riferisce a chi depreda la proprietà altrui in occasione di catastrofi o altri eventi eccezionali.

2Classe: Mammiferi Ordine: Carnivori Famiglia: Canidi Genere: Canis Specie: aureus Lunghezza testa-corpo: 65-105 cm Lunghezza coda: 18-27 cm Altezza al garrese: 40-50 cm Peso: Maschio: 8-14 kg, Femmina: 7-12 kg Il corpo è più piccolo e più scarno di quello del lupo. Il mantello è superiormente grigio-giallastro- nerastro soffuso di fulvo (nei giovani grigio-bruno); inferiormente grigio-biancastro. Muso stretto e appuntito, orecchie grandi e appuntite, occhi giallo-bruni. Zampe medio-lunghe. Coda medio-breve. Il maschio è più grande della femmina. Lo sciacallo dorato nella Red list dell’IUNC è classificato tra gli animali a basso rischio di estinzione, LEAST CONCERN (LC).