ANIMALI
GLI SPAZZINI DELLA NATURA (SCAVENGERS)
16/03/2022
di Annalisa Brucoli 

Il ruolo ecologico degli avvoltoi 

FOTO APERTURA - Capovaccaio adulto Foto G. CeccoliniGli avvoltoi, nutrendosi di carcasse, sono considerati gli “spazzini della natura”, che svolgono un prezioso lavoro ecologico e al tempo stesso salvaguardano la salute dell’uomo. Se gli avvoltoi non esistessero, si assisterebbe a una proliferazione incontrollata dei cosiddetti necrofagi occasionali, o facoltativi, quali cani randagi, volpi, ratti, che potrebbero approfittare dell’aumentata disponibilità di cibo e così favorire l’incremento della quantità di patogeni veicolati dalle carcasse all’uomo, e non solo. Una particolarità del metabolismo degli avvoltoi è infatti quella di avere stomaci con succhi gastrici fortemente acidi, in grado di uccidere la quasi totalità dei virus e dei batteri presenti nelle carcasse. Tale caratteristica, unita al fatto che raramente entrano in contatto diretto con gli esseri umani, fa sì che gli avvoltoi costituiscano una sorta di barriera naturale che protegge l’uomo dalle malattie derivanti dagli animali in decomposizione come l’antrace e la rabbia, svolgendo quindi una funzione vitale nell’ecosistema.

la consistenza della popolazione Italiana

In Italia le stime della consistenza della popolazione di capovaccaio dal 1970 al 2007 sottolineano, purtroppo, un declino drammatico almeno dell'80% in tre generazioni (42 anni) e del 25% in una generazione (14 anni). Complessivamente in questo arco di tempo, la popolazione dei nidificanti è calata in Italia dell’88,7% (Fonte IUCN Comitato Italiano pubblicato nel 2012). Inoltre nel 2019 sono state censite 7-8 coppie in Sicilia e 3 coppie in solo 2 regioni meridionali dell’Italia peninsulare. È  per questi dati che l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (International Union for Conservation of Nature - IUCN), la più autorevole agenzia mondiale in materia di ambiente e sviluppo sostenibile per la conservazione della Biodiversità, pone la popolazione italiana della specie capovaccaio nelle “Liste Rosse dei vertebrati” come in “Pericolo critico (CR)” di estinzione a causa della  tendenza al forte declino della popolazione, per il ridotto numero di individui maturi (la specie raggiunge la maturità sessuale tra il 5° e il 7° anno di età - Iñigo et al., 2008), per la permanenza in Africa per i primi anni dell’età giovanile, ma anche perché purtroppo in questo contesto di forte rischio di estinzione, è di un certo rilievo la presenza di minacce da attribuire alla mano dell’uomo. Nonostante le norme per la protezione del capovaccaio in Italia, non si è assistito a una ripresa delle popolazioni analoga a quella osservata nel caso di altri uccelli da preda, come l’aquila reale (Aquila chrysaetos) o il falco pellegrino (Falco peregrinus) (Allavena e Brunelli, 2003; Fasce e Fasce anno 2003). Ciò probabilmente è legato a due fattori concomitanti: da un lato la popolazione sopravvissuta in Italia era ormai giunta a un livello numerico così basso da avere una scarsa capacità di ripresa spontanea, dall’altro le misure di tutela messe in atto non sono servite ad arrestare alcuni importanti fattori di minaccia che conducono al cosiddetto “vortice d’estinzione”. (Andreotti e Leonardi, 2009, “Piano d’azione nazionale per il Capovaccaio - Istituto Superiore per la Protezione dell’Ambiente”, realizzato nell’ambito del Progetto Life Natura “Rapaci lucani” LIFE05 NAT/IT/000009 per la salvaguardia dei rapaci minacciati della Provincia di Matera, con il Coordinamento delle attività a cura di Biodiversità sas).

FOTO B -Liberazione 2021 Foto BIODIVERSITA SASRilascio in natura con il metodo hacking

Per la liberazione in natura si è adottato un nuovo e specifico protocollo di hacking (Ceccolini G., Cenerini A., 2009). Il metodo consiste nel sistemare i giovani, quando sono già in grado di termoregolarsi ed alimentarsi autonomamente, in una cavità rocciosa o in una cassa-nido nell’area di rilascio e liberarli dopo alcuni giorni di ambientamento. La liberazione è supportata dall’attivazione di una stazione supplementare di alimentazione (carnaio), situato nei pressi del sito. Questa tecnica di rilascio presenta il vantaggio di imitare l’involo dei giovani allo stato selvatico e permette agli uccelli di disporre di sufficiente tempo per familiarizzare con l’ambiente circostante e soprattutto di memorizzare il luogo del rilascio per tornarvi a nidificare.

Gli esemplari rilasciati sono dotati di zainetti con geo-localizzatori gps, che non provocano alcun disagio agli animali, donati dalla Vulture Conservation Foundation (vcf), la più importante fondazione europea per la conservazione degli avvoltoi.

FOTO C - Giovane Capovaccaio con anelli identificativi. Foto A. BrucoliMarcaggio con anelli
Gli animali rilasciati sono tutti marcati con 2 anelli identificativi apposti alle zampe: un anello metallico al tarso sinistro rilasciato dall’ISPRA con un codice alfanumerico univoco per ogni animale per l’EURING (European Union for Bird Ringing - Centro di monitoraggio Europeo), e uno in plastica di colore blu al tarso destro (che identifica il CERM) con un codice in lettere bianco visibile a distanza.